27 aprile 2019 : TERRE D’ACQUA: Saluggia – Lamporo – Tenuta  Colombara


 TERRE D’ACQUA: Saluggia – Lamporo – Tenuta  Colombara

2019 04 27 TERRE D’ACQUA-Cascina Colombara

La gita di oggi ci porta a conoscere un bel tratto della Via Francigena che dal Monginevro raggiunge Vercelli. Qui si unisce con la “nostra” Via Francigena, quella di Sigerico, per proseguire verso Roma.

Appuntamento ad Ivrea: ci attende il bus per Saluggia, punto di partenza per la nostra bella “scarpinata”. Qui incontriamo altri soci e qui ci accoglie Pietro Posa, presidente dell’Associazione “Custodi Via Francigena Torino-Lamporo”. Pietro sarà la nostra guida e lo seguiamo assaporando la bella giornata di sole.

Percorriamo i sette km che ci separano da Lamporo: un primo breve tratto su asfalto e poi su sterrato. Il lungo serpentone di “pellegrini per un giorno” ha il piacere di imbattersi in un  “pellegrino vero” che sta percorrendo la francigena in senso inverso. E’ un giovane ragazzo, alto,  con una folta barba scura e un enorme zaino, ci racconta che sta camminando da parecchi giorni e conta di arrivare fino a Santiago di Compostela. Gli auguriamo un caloroso “Buon Cammino”.

Avvicinandoci a Lamporo notiamo numerose scritte… ce ne sono su muretti, pali della luce, ponticelli… Sono belle frasi, di vario tipo, alcune divertenti, alcune da meditare, altre sono testi di vecchie canzoni….(sono opere di Mario Donato… e oggi lo incontreremo)!!!

In lontananza scorgiamo il campanile di Lamporo; la strada, ora asfaltata, costeggia un corso d’acqua. Alcune persone anziane passano in bicicletta e guardano incuriositi questo numeroso gruppo che transita nel loro paese. Visitiamo, accompagnati da un volontario, la chiesa parrocchiale: è barocca, dedicata a San Bernardo di Mentone e ricca di affreschi. Ascoltiamo seri aneddoti sull’edificio e sul borgo, alternati da alcune divertenti vecchie leggende.. La più bella è quella della strega che sedeva nei pressi della cappella dedicata alla Madonna di Loreto… La megera, si narra, era terrificante e chiedeva ai passanti del tabacco….In realtà, agli uomini che spendevano soldi all’osteria, faceva comodo raccontare alla moglie che non avevano più denaro in quanto speso per il tabacco destinato alla vecchia…

Facciamo una sosta presso l’Hospitale per i pellegrini, recentemente restaurato. E’ dedicato a  don Francesco Ottavis, un sacerdote deceduto nel 2009 e molto amato dagli abitanti di Lamporo. L’ostello è molto accogliente e ben gestito dai “Custodi della Via Francigena Torino-Lamporo”. Sono proprio loro che ci riservano una piacevole sorpresa: un gradito spuntino che ci ristora prima di riprendere il nostro cammino. Fra la gente, scorgo il giovane sindaco, anche se oggi è in incognito (all’inaugurazione del locale lo avevo conosciuto in veste “ufficiale”, con la fascia tricolore!). Fa piacere che il primo cittadino ci onori della sua presenza!

Ancora altri sette km ci separano alla nostra meta, si cammina gradevolmente, su strade sterrate pianeggianti, ci fa compagnia l’acqua del canale Cavour, che scorre al nostro fianco… Nelle risaie non c’è molta acqua, mi aspettavo di vedere il “mare a quadretti”… comunque siamo nelle “TERRE D’ACQUA”, come recita la locandina della gita….

Terre d’acqua, certo, quindi terre di riso, ma  anche di fagioli (a Saluggia coltivano i famosi “salugiot”), ingredienti tipici  della PANISA, e all’antica “OSTERIA dei CACCIATORI  e  PESCATORI  LA COLOMBARA” ci aspetta un ottimo piatto di questo  favoloso risotto tipico. Personalmente faccio anche il bis, qualcuno…anche il tris!!

L’ambiente è quello della trattoria piemontese classica, arricchita dagli oggetti che facevano parte della vita quotidiana dei nostri nonni; all’esterno, davanti alla facciata in mattoni rossi, fra i fiori colorati, spiccano due grandi e famigliari figure: i “pellegrinetti” gialli che siamo abituati a vedere anche sul “nostro” tratto francigeno!

Ma eccolo… seduto fra i nostri soci e amici….! E’ Mario Donato. Che dire di lui? E’ un grande personaggio, io ho avuto il piacere di incontrare qualche tempo fa: oggi ci farà da guida alla visita della storica tenuta LA COLOMBARA. E’ a due passi dal ristorante, nei pressi della chiesa costruita nel 1500. Per raggiungerla  percorriamo un lungo viale. Qui una porta ad arco e due alti torrioni introducono nella vasta corte ormai vuota, costeggiata dalle stalle, dalle scuderie, dalle stanze dei fattori. Nel grande cortile oggi regna il silenzio, in contrasto con la memoria e il trambusto di quel passato contadino

Mario è cresciuto in queste terre, orfano di mamma in tenera età, è cresciuto in queste terra, fra le amorevoli cure delle zie. Ha trascorso la vita fra le mondine che anni fa venivano numerose per lavorare in questi luoghi. Mario ha speso la vita nel mantenere viva la loro memoria e ha curato con vero amore l’antica tenuta. Qui il tempo si è fermato, troviamo oggetti che ci ricordano l’infanzia e i tempi che furono. Visitiamo la scuola, la sartoria, la cucina, l’enorme stalla  e numerosi vari ambienti…

Ma la vera chicca è nella costruzione appena fuori dalla tenuta: il DORMITORIO DELLE MONDINE. E’ curato nei minimi particolari: le brandine, i poveri vestiti appesi, i piccoli bauli, i sacchi per gli indumenti, le vecchie copie di “Grand Hotel” o di altri giornali…. Insomma, sembra che le ragazze siano appena uscite per la monda, ci sembra di sentirle cantare, nella piana sottostante, con le gambe in acqua e il fazzoletto o il cappello in testa… Mario racconta con nostalgia e un pizzico di ironia che, da bimbo, era l’unico maschio autorizzato ad entrare…

Nel camerone a fianco sta allestendo una mostra fotografica e di manifesti cinematografica. Spicca quello del famoso film “RISO AMARO”!

Tempo fa mi era capitata fra le mani una vecchia minuscola foto di mia suocera, ritratta con altre mondine, ne ho stampato una copia ingrandita e oggi ne faccio dono a Mario per arricchire la sua collezione!

Affascinati dai racconti della vita di un tempo e da storie e leggende di cascina,  perdiamo la nozione del tempo…. Il bus per il ritorno ci sta aspettando!

Ci concediamo ancora una breve visita alla riseria del signor Rondolino, produttore di “AQUERELLO”, un riso lavorato con metodi brevettati e innovativi, venduto anche all’estero e …. via, verso casa!

Ovviamente ringrazio Mario Donato e gli amici del Direttivo  di Lamporo (in modo particolare Piero e Graziella) per averci dedicato il loro tempo e per averci resa straordinaria questa giornata!

M.VITTORIA

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