22-6-2019: VF da AOSTA a NUS – di Amedeo Dagna 1


22 giugno 2019 AOSTA A NUS SULLA VIA FRANCIGENA 

Molte volte viene chiesto a noi, membri del Direttivo della Via di Sigerico di Ivrea, quali sono i compiti che la nostra Associazione si propone e che svolge nel tempo. Normalmente la domanda ci viene posta da qualche aspirante camminatore che desidera comprendere se le nostre finalità si accordano coi suoi desideri di conoscenza del territorio, della storia, con la voglia di stare insieme e scoprire tanti piccoli e grandi aspetti del camminare su percorsi particolari per poi decidere eventualmente di associarsi.

La risposta che noi diamo illustra le nostre quattro principali attività:

– Dare assistenza ai pellegrini di passaggio, indicando loro i percorsi, le possibilità di sosta e cercando di assisterli in eventuali emergenze.

– Monitorare con frequenza il percorso di nostra competenza, da Pont Saint Martin a Cavaglià per verificarne la percorribilità in particolare dopo eventi meteo intensi, suggerendo ai pellegrini eventuali accortezze (per esempio evitare il Maresco tra Burolo e Cascinette se il fango diventa un grosso ostacolo dopo importanti acquazzoni).

– Verificare la correttezza e la leggibilità della segnaletica, con particolare attenzione ai cartelli divelti da trattori o peggio da vandali. Rinfrescare periodicamente la segnaletica.

– Accompagnare Gruppi (e Scuole) sui tratti di nostra competenza per far conoscere il nostro territorio e le sue particolarità.

– Far conoscere ai nostri Soci il nostro territorio, dal punto di vista paesaggistico, culturale, artistico.

– Organizzare la partecipazione dei nostri Soci ad eventi in qualche modo legati alla Via Francigena anche al di fuori del nostro territorio (Città d’arte come Vercelli, Pavia, Aosta…Mostre anche in città lontane…percorsi complementari, come la Via Francigena in Val di Susa, la Via del Mare, ecc).

 

Ed i nostri soci sono ben lieti di aderire all’Associazione e di farsi compartecipi delle visite e delle esperienze che noi proponiamo.

Poichè ogni anno vi è un notevole ricambio di aderenti ed il numero di quelli di nuova iscrizione è sempre importante abbiamo visto che anche escursioni già più volte proposte in passato hanno comunque interesse e seguito.

Questa lunga, e spero non noiosa premessa, vuole giustificare che all’uscita prevista per sabato 22 giugno sul percorso da Aosta a Nus abbia partecipato un considerevole numero di escursionisti, tra cui alcuni aspiranti soci, malgrado le previste avverse condizioni meteo e che comunque il percorso fosse già stato effettuato alcune volte negli scorsi anni.

In realtà qualche piccola defezione rispetto alle iscrizioni vi è stata, soprattutto a causa della prevista pioggia in Valle (e torno a ripetere un concetto che mi è caro: i compilatori delle previsioni oltre ad affidarsi ai loro complicati – e generalmente esatti – modelli matematici, dovrebbero comunque aprire la finestra di casa e guardare fuori il “tempo che fà”).

Le maligne previsioni sono state smentite e noi abbiamo avuto tempo bello e soleggiato per tutto il percorso: l’unico temporale alla sera all’arrivo del treno in stazione ad Ivrea verso le 18.

 

Il gruppo si compatta alla stazione ferroviaria di Ivrea ed invade festosamente il “Minuetto delle 9,37” per Aosta: saluti, ciacole e cordiali strette di mano; il treno risale la Valle  ed alle 9,33 sbarchiamo ad Aosta pronti a metterci in cammino.

Dopo la rituale pausa caffè, date alcune informazioni sul percorso (che verranno integrate al momento del passaggio sui vari siti) con un entusiasta ed atletico “nonno Roberto” in testa il piccolo serpente di escursionisti si snoda nella via principale della città diretto verso l’Arco di Augusto. Le macchine fotografiche (ed i citofoni – leggi cellulari) iniziano a diventare roventi; piccole soste alle porte pretoriane, un’occhiata distratta alle vetrine, qualche acquisto di “galuperie locali” ossia pezzi di crostata, dolci tipici e focacce e via con piacevole andatura verso il borgo medioevale, passando sul ponte del Torrente Bouthier (che secondo alcuni da il complemento al nome della Dora – Bouthier = Baltea) ed ammirando il vecchio ponte romano che segna il vecchio percorso del torrente, oggi interrato perché il corso è stato deviato. Saliamo verso l’Ospedale del Beuaregard e proseguiamo verso la Chiesa di Saint Christophe, bel gioiello architettonico in splendida posizione panoramica che conserva all’interno la pietra tombale di San Grato.

Il percorso della Via Francigena, segnalato in Valle dalle apposite tabelle con l’indicativo del “sentiero 103” si svolge essenzialmente a mezza costa  poiché in passato il piano del fondovalle era quasi sempre acquitrinoso, se non addirittura paludoso e di difficile percorribilità.

Lunghi tratti di asfalto, fortunatamente su strade di pochissimo traffico, alternati, almeno nella prima parte del percorso, da piccoli piacevoli tratti su sterrato: la lunga coda degli escursionisti assume spesso la “formazione a mandria o a gregge” (spatarati festosamente su tutta la corsia) con repentine soste a saccheggiare le numerose piante di ciliege selvatiche che si trovano sui bordi della strada.

Imbocchiamo poi un bel percorso, da poco ristrutturato, su sentiero che segue il corso interrato di un Ru (Canale di irrigazione artificiale) ed arriviamo all’area che circonda il Castello di Quart, zona prevista per la pausa pranzo.

Poco prima abbiamo fatto una piccola sosta al Monastero “Madre della Misericordia” di Villair di Quart: è una fondazione relativamente recente, e moderna, oggi adibita a convento per le suore di clausura (pare che sia abitato da otto monache dal 2 ottobre 1989). Il Papa Giovanni Paolo II che lo visitò durante i suoi soggiorni in Valle lo definì il “Cuore della Diocesi”.

Il Castello di Quart sorge su di un promontorio scosceso sopra il villaggio di Vollein (sempre comune di Quart) ed è stato edificato nel 1185 da Jaques  de la Porte de Saint Ours, capostipite della dinastia dei signori di Quart. Ha avuto parecchie vicissitudini e cambi di proprietà fin che nel 1951 fu acquistato dalla Regione Valle d’Aosta che lo sta ristrutturando per renderlo fruibile al pubblico.

La sosta pranzo si svolge in tranquilla allegria con scambi enogastonomici ed amichevoli ciacole: alla ripartenza rituale foto di gruppo con sfondo del Castello e poi si prosegue verso Nus, sempre su piacevole sentiero a mezza costa. Quando siamo in vista della nostra meta abbandoniamo il percorso della Francigena (che riprenderemo alla prossima tappa “Nus – Chatillon”) per scendere su ripido sentierino verso il centro abitato e raggiungere poi la stazione di Nus.

Al nostro ingresso nel villaggio abbiamo la grande sorpresa di essere accolti dalla Banda che sta sfilando (naturalmente non è in nostro onore ma noi un pochino ci illudiamo).

Sosta di fronte ai ruderi, in ristrutturazione, del Castello di Pilato, una casaforte costruita in periodo feudale che a vario titolo si vuol ricollegare ad una precedente struttura che avrebbe ospitato il famoso procuratore, quando dopo il suo rientro a Roma venne mandato (quasi in esilio) nelle  Gallie.

Verso le 17,00 tutti felici riprendiamo il treno che dalla stazione di Nus ci riporterà ad Ivrea, guardando con una certa apprensione le enormi code di automezzi che a partire da Pont Saint Martin hanno invaso ogni ordine di strada, dalla statale e sue varianti ai più piccoli viottoli, a causa della chiusura dell’Autostrada A5 per minaccia frana nel tratto Pont – Quincinetto (esteso ad Ivrea per i mezzi pesanti). Siamo impressionati e preoccupati, ma fortunatamente tutto si risolverà in poche ore perché cesserà l’allarme e l’autostrada sarà riaperta: in ogni caso noi non dobbiamo temere poiché il macchinista del nostro treno, giudiziosamente, non ha imboccato l’autostrada! 

 AMEDEO


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