19-3-2019: Gli Amici del TCI in visita ad IVREA (di A.Dagna)


Gli amici del TCI di Torino in visita ad Ivrea (di Amedeo Dagna)

E’ ormai consolidata consuetudine che un nutrito gruppo di amici di Torino e cintura, iscritti al Touring Club Italiano, ci chiedano di accompagnarli in escursioni sui sentieri della Via Francigena in Valle d’Aosta e Canavese. Con loro abbiamo percorso, a tappe, praticamente tutto l’itinerario dal Colle del Gran San Bernardo ad Ivrea ed ora prevediamo di proseguire in direzione di Vercelli e poi, magari, Pavia.

Sono un gruppo affiatato che settimanalmente percorrono i sentieri lungo le sponde del Po o sulla collina torinese occupandosi anche di segnaletica e di manutenzione sentieri. In condizioni normali li guida il loro “Console” Renzo Fabris, simpatica e piacevole figura di amico e camminatore: purtroppo un malore abbastanza serio lo ha fermato e per un po’ dovrà restare “in officina a fare tagliandi” e riprendersi (Auguri Renzo!). Ci dedicano generalmente un paio di martedì all’anno, distribuiti tra primavera ed autunno, e con allegra simpatia ci chiedono di far loro conoscere il nostro territorio dove è attraversato dai percorsi della Via Francigena e dai pellegrini.

Però oggi, 19 marzo, hanno voluto fare qualcosa di diverso: da parecchio si erano dimostrati curiosi di conoscere la nostra città, nei suoi contenuti storico culturali con particolare riferimento al periodo olivettiano ed alle testimonianze che questi ha lasciato sul territorio. Il nostro Roberto, appassionato di storia in generale e di quella locale in particolare, ha approntato per loro un itinerario che sicuramente soddisferà tutte le loro curiosità con una “full immersion” nei monumenti di una Ivrea storica dal romanico al post industriale. Per rendere ancora più preziosa e ricca la visita ha chiesto la collaborazione del nostro socio Lauro Mattalucci, gran conoscitore d’arte e di storia eporediese (e non solo).

Appuntamento alle 10,00 alla Stazione di Ivrea, con caloroso saluto in accoglieenza da parte del nostro Presidente Paolo e quarantadue amici del TCI guidati dalla simpatica Giovanna Fila (con la quale abbiamo già condiviso numerose esperienze cultural-camminatrici, compresa una settimana splendida sul percorso della Via Francigena del Monginevro, da Briancon a Rosta) si sono incamminati sotto la guida di Roberto verso la Chiesa di San Bernardino, posta sulla collina di Montenavale, ed inserita nel complesso architettonico chiamato “Convento”, che è stata la prima residenza della famiglia Olivetti ai tempi del capostipite industriale e fondatore, l’ing. Camillo, e poi per lunghi decenni sede del complesso del Gruppo Sportivo Ricreativo Olivetti, dove le illuminate politiche sociali dell’azienda hanno permesso a molti di avvicinarsi ad attività ludico-culturali per un arricchimento personale e collettivo estremamente prezioso!

I volontari dell’Associazione Spille d’Oro Olivetti (ne sono insigniti coloro che prestarono servizio in Ditta per almeno venticinque anni) si mettono a disposizione dei visitatori aprendo la Chiesa e fornendo tutte le spiegazioni raccogliendo offerte facoltative che servono per la manutenzione del complesso. Nel nostro caso ci hanno permesso l’ingresso lasciando lo spazio di illustrazione alla provata competenza di lauro che per circa un’ora e mezza ha deliziato i presenti con una trattazione completa ed esauriente sulla storia del Convento, della Chiesa e dei pittori che l’hanno decorata, in particolare lo Spanzotti.

Usciti all’aperto la visita è continuata attraverso gli storici edifici che formano ancora il complesso industriale Olivetti: la mitica “portineria ed ala dei mattoni rossi” che fu il primo insediamento nel 1908 iniziato dal fondatore ing. Camillo, ai caratteristici edifici con le grandi vetrate (chiamate Vecchia e Nuova Ico, la Portineria del Pino, per decenni ingresso principale; la moderna sede della Mensa sulla collina Montenavale con tanto di biblioteca e poi la Scuola Centro Formazione Meccanici ed Istituto Tecnico che ha sfornato generazioni di Tecnici ed operai altamente specializzati).

Una sosta doverosa davanti al “Centro Studi” dove ricercatori, tecnici, operai specializzati nelle prototipazioni, sfornarono prodotti di prestigio che fecero la fortuna industriale del gruppo e portarono il binomio Ivrea-Olivetti in tutto il mondo. Proseguiamo verso il complesso dei due Palazzi Uffici (uno lo storico che raggruppava le funzioni direzionali e poi il successivo PU 2 di più recente costruzione).

Gli amici del TCI seguono con profondo interesse le spiegazioni di Roberto e Lauro, facendo domande mirate a conoscere meglio l’atmosfera di socialità che permeava l’opera di Adriano Olivetti e dei suoi collaboratori e che caratterizzò Ivrea per lunghi decenni. Il design degli edifici, particolarmente integrati nel territorio, le realizzazioni di abitazioni per dipendenti (con le caratterizzazioni dei ruoli e dei ranghi: dirigenti, impiegati, operai) gli asili, i trasporti aziendali che permettevano ai dipendenti di rimanere a vivere nei loro villaggi ed esercitare ancora quella piccola economia rurale a completamento del lavoro di fabbrica.

Lasciato il complesso Olivetti il gruppo ha raggiunto la parte storica della città passando dal Borghetto ed attraversando lo storico Ponte Vecchio, ammirando la Rocca dove sorgeva il Castellazzo, ancor oggi ricordato nelle manifestazioni del carnevale, dove la leggenda recita che Violetta, l’eroica mugnaia, concupita dal tiranno si affacciasse sugli spalti reggendo la testa di costui e scatenando la rivolta del popolo.

La visita prosegue verso la parte romanica della città, sfiorando i resti dell’antico teatro (con i mattoni del quale è stata poi edificata la Chiesa di St Ulderico); si percorre un breve tratto del decumano maggiore (le attuali Vie Arduino e Palestro), poi salendo nel “cardo” (Via Palma) ci dividiamo in due gruppi per poter avere confortevole sosta pranzo negli storici locali della “Piola del Generale” e della “Gusteria” (la suddivisione è resa necessaria dalle limitate capienze dei due locali). Inutile dire che il pranzo viene entusiasticamente apprezzato da tutti e poi si continua la visita sulla spianata del Castello delle quattro Torri, di cui Lauro fornisce con chiarezza tutte le indicazioni storiche e poi si prosegue nel complesso del Duomo, cripta compresa, con tomba del Vescovo pellegrino Taddeo, corredata dalle vicissitudini che hanno caratterizzato nel periodo medioevale i rapporti fra i Vescovi Conti e la popolazione ed anche le altre realtà del territorio: Vescovo di Vercelli,  Marchesato del Monferrato e poi i Savoia rapporti non sempre idilliaci, compresi gli scontri tra il Vescovo Vermondo e Arduino, primo re d’Italia.

Ricchi della cultura acquisita i nostri amici ringraziano calorosamente Lauro e Roberto e riprendono la via di casa con un leggero disappunto: la progettata e pregustata sosta alla pasticceria Balla per una superdose di “Torta 900” (specialità di Ivrea famosa in tutto il mondo) non può aver luogo; il locale è strapieno per la “festa del papà” ed allora si deve rimandare alla prossima visita: l’esauriente spiegazione di Roberto sulla bontà della torta non soddisfa completamente il palato!

AMEDEO

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