17-3-2019: ASPETTANDO LA PRIMAVERA IN VALL’ORCO (di A.Dagna)


Locandina: 2019 03 17 LOCANA-SPARONE

Aspettando la primavera in Vall’Orco (da LOCANA a SPARONE)

Bella e facile escursione nella Valle dell’Orco guidati dal nostro socio ed amico Renzo che lo scorso anno l’aveva proposta e poi, sfortunatamente, si era dovuta annullare a causa delle averse condizioni meteo. Oggi invece tutto procede per il meglio: alla partenza da Ivrea nuvole malignette coprono il cielo e gli sguardi preoccupati lanciati verso le montagne non promettono molto. Invece no! Quando arriviamo all’altezza di Pont Canavese il cielo si presenta terso, pulito da ogni minaccia, grazie anche ad un venticello spazzanuvole, fresco ma gradito.

Appuntamento dei partecipanti davanti alla nostra sede alle 7,45 e poi si parte su comodo bus riservato condotto dal simpatico Ivo verso le valli del Gran Paradiso: sosta a Cuorgnè per caricare i soci che provengono dall’Alto Canavese e quindi tutti insieme ad invadere la piazza del parcheggio di Locana alla veloce ricerca di un buon caffè e di provvidenziali servizi.

Risolti gli essenziali ed urgenti problemi logistici Renzo si mette alla testa del serpentone ricco di una sessantina di escursionisti ed iniziamo il nostro cammino sul percorso che si snoda tra le borgate di Locana in direzione di Sparone costeggiando il placido torrente Orco.

Caratteristica di questo territorio in generale e del comune di Locana in particolare è una notevole dispersione dei centri abitati tra il fondo valle e le pendici dei monti: si contano oltre novanta borgate che sono le frazioni di Locana e che erano costituite da poche case con i pochi abitanti che sopravvivevano grazie a notevoli fatiche sui terrazzamenti da agricoltura eroica, con poco bestiame per l’economia familiare. Si possono ancora ammirare in alcune di queste borgate le minuscole scuole di montagna in cui pochi alunni facevano allegramente i loro percorsi scolastici in disinvolte “pluriclassi” gestite da volonterose e non sempre ben riconosciute maestrine.

Il nostro gruppone è guidato da un buon i membri del Direttivo della nostra Associazione. Le nostre maglie coi simboli dell’associazione sono in evidenza: pare una parata navale in cui si sia sciorinato il gran pavese in onore dei soci e della vallata che ci ospita!

Con passo tranquillo e costante percorriamo le poderali che attraversano alcune borgate, sempre ammirando il torrente che malgrado abbia un nome inquietante, Orco, oggi è placido e tranquillo e le sue acque saltellano tra i ciottoli con piccoli mormorii che sembrano accompagnarci con allegria.

Renzo è prodigo di notizie sul territorio e si sofferma sovente per raccontarci episodi legati a questo percorso, attendendo con gentile pazienza il riconpattarsi del gruppone e rispondendo con competenza alle domande che molti gli pongono.

Prima di scendere al Gurgo, dove ammiriamo la tipica chiesa sormontata dalla statua in terracotta, facciamo una piccola deviazione su mulattiera per andare ad ammirare i “ponti romani” che superano alcuni affluenti dell’Orco e che testimoniano una viabilità curata che permetteva di collegare la valle con quella confinante di Lanzo.

I ponti sono ben conservati, stretti, quindi non erano carrabili (ma siamo su mulattiere e sentieri di montagna) e permettevano la percorribilità a piedi di persone ed animali, da e verso gli alpeggi od addirittura come collegamento con le borgate delle valli vicine.

Il panorama è bello anche se il cielo si sta coprendo ma senza grosse minacce: il venticello a volte si fa un po’ malandrino e costringe ad indossare berretti e guanti ma tutti sono allegri e felici.

Giungiamo, verso l’ora di pranzo, nella zona dove è allestita la fiera di Sparone, sul grande prato che sovrasta il torrente di fronte all’abitato ed alla sua zona industriale.

Un grosso capannone allestito dalla Pro loco ci attende con promessa di buon pranzo: vista l’ora, l’aperitivo servito dal venticello stimolante ed i chilometri percorsi ci fanno desiderare ed apprezzare la sosta.

Ci accomodiamo in due grosse tavolate e posati bastoncini iniziamo a lavorare di forchetta (e bicchieri): le portate sono squisite e le razioni generose sono proposte da simpatiche volontarie del luogo che oltre a servirci un pochino ci coccolano anche. Apprezziamo gustosi antipasti, polenta concia, peperoni con bagna cauda, il tutto messo a dimora con gustose sorsate di sciroppo rosso d’uva (per me solito vizioso vengono anche scovate un paio di bottiglie di buon bianco) e poi il tutto termina con graditissimo caffè e “pussa”!

Dobbiamo proprio fare i complimenti alla Pro loco sia per l’organizzazione che per la ricchezza e bontà del menù scelto e proposto!

Dopo pranzo un rapido giro sull’area espositiva ci permette di ammirare begli esemplari bovini, molti premiati nelle varie categorie previste dalla rassegna: le molte e graziose “miss con le corna” ci guardano placide mettendo in mostra un pizzico di civetteria bovina, anzi vaccina!

C’è ancora il tempo, per alcuni di noi, inguaribili curiosi e tenaci camminatori, di salire qualche centinaio di metri ad ammirare la Rocca di Arduino e completare il nostro acculturamento.

Felici e soddisfatti riprendiamo poi la via di casa con la convinzione di aver passato tutti insieme una piacevole giornata in amicizia ed allegria.

AMEDEO

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