20-6-2021: LA “PARAJ AUTA” (da Ivrea a Pavone) 1


LA “PARAJ AUTA” (da Ivrea a Pavone)

Finalmente il terribile Covid ci dà un po’ di respiro (nel vero senso della parola, anche se le regole ci impongono ancora l’uso delle mascherine!), ma ci si mette un’afa esagerata e le previsioni meteo non sono delle migliori!! Comunque è deciso, oggi si va, l’associazione ci propone una giornata interessante.

Ed eccoci in un discreto numero a risalire Via Montenavale dove ci attendono altri amici ed in particolare il nostro socio Lauro.  E proprio con il supporto ed i racconti di Lauro iniziamo la giornata con la visita alla chiesa di San Bernardino, meglio conosciuta dagli eporediesi come “Il CONVENTO”. Oggi, del grande complesso costruito nella seconda metà 15° secolo, restano una parte del chiostro e la chiesa. La sorpresa è proprio all’interno, dove ammiriamo gli splendidi affreschi di Martino Spanzotti, dedicati alla vita di Cristo. Grazie all’apertura a cura dell’associazione Spille d’Oro possiamo deliziarci gli occhi con queste opere d’arte di cui Lauro ci fa assaporare i particolari mentre la signora Nuccia ci legge alcune interessanti pagine.

Proseguiamo, lasciando la città, attraverso il sentiero della “PARAJ AUTA” (Monte Appareglio), l’altura che divide Ivrea da Pavone Canavese. Fa già molto caldo, ma ci inoltriamo nel bosco e l’ombra ci permette un cammino meno faticoso. Nei punti leggermente scoscesi alcuni soci aiutano le signore leggermente in difficoltà (dopo il “lock down” dovuto alla pandemia siamo quasi tutti un po’ arrugginiti!)

La collina presenta aspetti naturalistici, geologici e storici che caratterizzano la zona, camminiamo fra pietre incise con croci e coppelle, ma la cosa più interessante è una curiosa roccia a forma di sedile denominata “Seta d’la Madona“ (la sedia della Madonna). In realtà è una “marmitta dei giganti” che ha assunto questo strano aspetto. La leggenda racconta che la Vergine Maria, passata per Pavone, fosse stata scambiata per una zingara e cacciata dal paese. Dirigendosi verso Oropa pare avesse trovato riposo su questa sedia naturale.

La calura si fa sentire ma per fortuna giungiamo al Romitorio di SAN GRATO dove troviamo ristoro nell’area antistante la cappelletta. Qui possiamo consumare il pranzo al sacco.

Ecco arrivare la signora Graziella, assessore del Comune di Pavone, che provvede all’apertura della chiesa appositamente per noi.

Entriamo per la visita, Lauro ci illustra la storia di alcuni santi e pittori. In modo particolare ci parla di San Grato (a cui è dedicato l’edificio), di Sant’Andrea (patrono di Pavone con San Pietro)  e di un artista locale, Giacomino di Ivrea che ha lasciato la sua impronta affrescando le pareti.

Scendiamo ed in breve raggiungiamo il castello di Pavone, splendidamente restaurato dal D’Andrade e ora sede di un hotel di lusso. Qui il nostro “tuffo nel medioevo” ci immerge nei “RUSET” (RICETTI), luogo fortificato dove in caso di pericolo si rifugiavano le famiglie del contado, gli animali ed i raccolti.

Il meteo prevedeva acquazzoni nel pomeriggio: è stato di parola, infatti mentre ci si incammina verso Ivrea arriva l’acqua, ma ormai siamo sulle auto, organizzate per il ritorno!

Non mi resta che concludere porgendo i ringraziamenti a tutte le persone che hanno collaborato per renderci questa giornata piacevole ed istruttiva, in modo davvero speciale ringrazio Lauro per la grande disponibilità!

MARIA VITTORIA


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