Via Francigena Valdostana da VERRES a PONT S.MARTIN


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Data / Ora
Date(s) - 24/04/2022
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IVREA - Stazione ferroviaria

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Clicca qui per visualizzare la locandina  2022 04 24 VERRES-PONT SM

Ecco un bel racconto del socio UBALDO GIANOTTI

Verres domenica 24 aprile 2022 – Camminata sulla via Francigena –

Giornata primaverile con ritorno del sole, .

39 Pellegrini guidati da Paolo, Presidente dell’Associazione Via Francigena Sigerico, Claudia e Giancarlo; 18.44 km, m 339 di dislivello negativo. Partenza da Ivrea Stazione con treno fino a Verres, ore 9.00 foto di gruppo e partenza in leggera discesa su strada asfaltata ed ingresso ad Arnad. Visita al borgo di Clos-de-Barme del mega Tornio in legno del XVII secolo ed arrivo alla Chiesa Parrocchiale “S.German” di stile romanico con breve sosta per frutta e tisana calda; nell’attesa Paolo ha spiegato la storia della chiesa di costruzione nell’XI secolo distrutta da una alluvione della Dora e ristrutturazione dal XII al XII secolo con la facciata ed il campanile di stile romanico fino alle ultime ristrutturazioni del 1800 con gli affreschi all’interno ed all’esterno incompleti per deterioramento ma ancora ben visibili. Ripresa cammino attraversando nei sottopassi l’autostrada e la provinciale per Aosta ed arrivo al ponte in pietra in stile romanico di Echallod  , già esistente nell’epoca medievale ma ricostruito nel periodo dal 1770 al 1776con aspetto simmetrico dalla forma di schiena d’asino; foto di gruppo sul muretto in pietra di protezione e continuazione della camminata parallelamente alla Dora su strada asfaltata prima e sterrata dopo fino a raggiungere il Borgo Antico di Hone. Durante questo tragitto, vedendo sulla sinistra la maestosa struttura del Forte di Bard, Paolo ha raccontato la sua storia, I primi insediamenti umani nella gola di Bard comparvero nel periodo Eneolitico. Datano dal II millennio a.C. le prime tracce di cultura materiale: incisioni rupestri e coppelle sulle rocce levigate ai piedi del Forte, che documentano rituali propiziatori. A questo proposito va ricordato lo Scivolo delle Donne, una particolare lustratura allungata, prodottasi nel corso dei secoli, mediante la curiosa pratica legata alla fecondità femminile, che consisteva nello scivolare sedute lungo la roccia in pendio.Lo stretto passaggio tra la Dora Baltea e lo strapiombo roccioso costituisce da sempre un percorso obbligato per entrare in Valle d’Aosta. Il tracciato della strada, tagliato in gran parte nella roccia, risale all’epoca romana: la Via Consolare delle Gallie, costruita dopo la sottomissione definitiva dei Salassi (25 a.C.), e che da Eporedia (Ivrea) raggiungeva i valichi dell’Alpis Graia (Piccolo San Bernardo) e dell’Alpis Poenina (Gran San Bernardo), conserva in questo tratto imponenti resti archeologici: strutture di sostegno formate da poderosi blocchi lapidei, un ponte-viadotto, il ponte sul torrente Albard. Data la posizione strategica per il controllo dei transiti, la rocca di Bard dovette essere fortificata fin dall’epoca preromana; le testimonianze documentarie in tal senso sono tuttavia molto più tarde. Alcuni storici individuano qui il presidio armato (clusurae Augustanae) installato dal re ostrogoto Teodorico all’inizio del VI secolo.Risale al 1034 la prima citazione di un insediamento fortificato: esso apparteneva al visconte di Aosta Boso, i cui discendenti mantennero la signoria di Bard fino alla prima metà del XIII secolo.Espugnato nel 1242 da Amedeo IV di Savoia, il castello passò da allora direttamente sotto il dominio sabaudo. Un disegno della seconda metà del ‘500 ne mostra l’antica struttura, costituita da un insieme di edifici dominati da un donjon quadrato e cinti da una doppia cortina di mura munita di torri di guardia; un sistema di bastioni scendeva fino ad abbracciare il borgo.Nel 1661 il duca Carlo Emanuele II fece smantellare le piazzeforti di Verrès e Montjovet e trasferì tutta l’artiglieria a Bard, che da allora divenne il presidio delle forze del Ducato di Savoia in Valle d’Aosta.Nel corso del XVII e del XVIII secolo sono documentati vari interventi per ampliare e potenziare le strutture difensive della fortezza.

Memorabile fu la resistenza opposta a Bard dall’esercito di Vittorio Amedeo II di Savoia alle truppe francesi nel 1704, nel corso della guerra di successione spagnola. Ma l’episodio militare più noto di cui il Forte fu teatro è l’assedio del 1800. All’alba del 14 maggio di quell’anno i 40.000 uomini dell’Armée de réserve di Napoleone guidati dal generale Berthier varcarono le Alpi attraverso il Gran San Bernardo per sorprendere l’esercito austro-piemontese che occupava la pianura padana. La calata proseguì speditamente fino a Bard, dove fu arrestata dalla guarnigione di truppe austriache a presidio della fortezza. Napoleone attraversa il Colle nella notte tra il 19 e il 20 maggio. È già a conoscenza della battuta d’arresto che il suo esercito sta fronteggiando ai piedi del Forte. Il 25 maggio è a Verrès, dove alloggia presso la Prevostura di Saint-Gilles. Intanto, i suoi generali organizzano il superamento di Bard: parte dell’esercito aggira l’ostacolo scalando le alture sulla destra orografica (ovest – Hône) altri attraverso Albard per poi ricongiungersi e proseguire verso Pont-Saint-Martin.Il 21 e 22 maggio ha luogo l’assalto del borgo e la guarnigione si ritira nel Forte. La porta occidentale del borgo (Curlett, presso Casa Nicole) viene presa d’assalto. Dal Forte partono i colpi che colpiscono anche l’edificio, che ancora oggi porta i segni della battaglia. Il comandante del Forte, il capitano Stockard von Bernkopf, non si dà per vinto e resiste all’assedio dei francesi.Nel frattempo, parte della cavalleria e fanteria risale il sentiero che da Arnad raggiunge il Colle della Cou e di lì scende verso Albard e Donnas. Il 25 e 26 maggio viene sferrato un nuovo attacco al Forte, nel corso del quale i francesi perdono molti uomini. A Bernkopf viene intimata la resa, ma non cede e nessun soldato francese riesce ad entrare nella fortezza. Viene adottato lo stratagemma del fieno cosparso sul selciato del borgo e delle ruote ricoperte di stracci per attutire il rumore e passare con l’artiglieria durante la notte.Gran parte dell’esercito aveva così superato l’ostacolo: il Forte si trova ora tra due fuochi e al capitano Stockard von Bernkopf non resta che arrendersi. Il 1° giugno 1800 è costretto a firmare la resa, ottenendo comunque l’onore delle armi. Esasperato dall’inaspettata resistenza, Napoleone fece radere al suolo il “vilain castel de Bard”. Fu Carlo Felice, timoroso di una nuova aggressione francese, a promuovere il rifacimento del Forte nel 1827, affidando il progetto all’ingegnere militare Francesco Antonio Olivero, ufficiale del Corpo Reale del Genio. I lavori si protrassero dal 1830 al ’38.Alla fine dell’800 il Forte si avvia al declino: non più coinvolto in episodi bellici di rilievo, fu dapprima utilizzato come bagno penale ed in seguito destinato a deposito di munizioni. Dismesso nel 1975 dal demanio militare, il Forte è stato acquisito dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta nel 1990.Un gruppo interdisciplinare di esperti ha elaborato uno studio di fattibilità per il recupero dell’intero complesso e il rilancio del borgo medievale. Attraversamento del secondo ponte settecentesco sulla Dora “La Diana” , secolare zona industriale dove erano attivi mulini che sfruttavano l’energia idraulica;  ingresso nel Comune di Bard e, accompagnati dalla Sindaca Silvana Martino, salita sulla mulattiera ciotolata con careggiata in lastre di pietra, passando dalla Casa della Meridiana che prende il nome dai grandi orologi solari dipinti in alto sulla facciata e nella parte orientale e  acquistando nei panifici  durante il percorso il pane tipico con l’uva, le castagne e le mele fino ad arrivare al Municipio di Bard. Foto di gruppo con la Sindaca con le Bandiere della Pace in osservanza alla giornata speciale della Marcia della Pace Perugia-Assisi; Silvana Martino , molto disponibile e solidale, ci ha accompagnati nei saloni attrezzati dell’Associazione Culturale “Borgo di Bard” per degustare il pranzo al sacco. Ripresa della Via delle Galie uscendo ad est del Forte con deviazione a dx su un tratto asfaltato in ripida discesa costruito dopo l’alluvione del 2000 che aveva fatto franare un tratto della storiva Via Francigena. Prima dell’arrivo a Donnas, ci siamo soffermati con Paolo sul tratto caratteristico scavato nella roccia ancora integralmente conservato, opera maestosa A.C. fatto da migliaia di artisti della pietra dell’epoca romanica, passando, al termine del percorso in pietra, sotto l’unico arco resistito nel tempo che testimonia il grande lavoro di scavo nell’originale roccia di quel tratto di montagna. Entrati a Donnas dalla porta occidentale, ci siamo immersi in un museo a cielo aperto di antiche costruzioni conservate molto bene nel tempo fino alla porta orientale. Ultimo tratto su marciapiede della strada provinciale fino a raggiungere il Ponte Romanico, di 2025 anni fa, di Pont St Martin concludendo il cammino entusiasti della bella giornata escursionistica passata insieme grazie principalmente alla guida Paolo.

Ubaldo