SECONDA TAPPA ANFITEATRO MORENICO – BOSE(MAGNANO) – ROPPOLO


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Date(s) - 27/10/2019
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IVREA - SEDE ASSOCIAZIONE V.F.SIGERICO

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2019-10-27 BOSE-ROPPOLO 2a tappaAMI

Il ritrovo è anticipato alle 8.00 non alle 9.00.

DALLA COMUNITA’ DI BOSE A ROPPOLO  (a cura di Amedeo Dagna)
(Seconda tappa AMI con Via Francigena – 27 ottobre 2019)

Il grande ghiacciaio Balteo che nel periodo Quaternario ricopriva la Valle della Dora Baltea per una lunghezza di circa cento chilometri ed uno spessore di seicento metri, oltre a plasmare le rocce della Valle d’Aosta con il trasporto dei sedimenti verso la Pianura Padana ha creato un grandioso anfiteatro morenico (Anfiteatro Morenico di Ivrea, che chiameremo AMI) dall’aspetto singolare, quasi unico, lasciandoci al suo ritiro una serie di morene, di colline, di zone umide e molti laghi, piccoli e grandi, che oggi costituiscono un patrimonio naturale, arricchito dalle opere che nel corso dei secoli l’uomo ha costruito. Patrimonio naturale che sovente noi escursionisti interessati ai grandi itinerari, snobbiamo, e che invece, secondo me, merita una accurata presa di conoscenza al fine del nostro arricchimento culturale e che ci permetta anche di proporlo, per gli stessi motivi e per condividerlo, ad escursionisti di altre zone.
La nostra Associazione (La Via Francigena di Sigerico di Ivrea), tra i suoi compiti primari vuole promuovere la conoscenza del territorio e pertanto si prefigge di organizzare camminate, piccole escursioni che possano condurre soci e simpatizzanti alla scoperta delle bellezze naturali, paesaggistiche, architettoniche e storico culturale, facendo sinergia con gli altri attori che operano sul territorio in cui viviamo (e non solo).
Approfittando anche della stagione autunnale abbiamo deciso di proporre il percorso dell’Alta via dell’AMI, in modo da portarci in una manciata di tappe alla scoperta di tutto il territorio che partendo da Andrate ci farà arrivare fino a Brosso percorrendo 110 km alla stimolante scoperta di morene, colline, laghi, chiese e tante altre cose in questo splendido scenario del Canavese.
Non è la prima volta che lo proponiamo ma siamo sicuri che il sempre nutrito numero di nuovi soci, che annualmente aderiscono alla nostra Associazione, oltre ad altri di più stagionata appartenenza che desiderano ritornare a rinfrescare memoria e conoscenze ci confermeranno di aver fatto una buona scelta.
Domenica 27 ottobre, favoriti da una splendida giornata con un caldo sole di mezzo autunno, abbiamo proposto ai nostri soci di percorrere insieme la seconda tappa dell’AMI: da Bose a Roppolo. Appuntamento alle 8,00 davanti alla nostra sede in Corso Botta ad Ivrea e poi festosa invasione del confortevole bus del nostro mitico Efrem: partenza per Bose e breve illustrazione del programma della giornata con descrizione dei principali punti di interesse che vedremo e minaccia (da parte di un improvvisato cicerone-guida, ossia io) di dare ulteriori dotte e complete spiegazioni in loco.
La prima visita è dedicata alla chiesa di San Secondo dove ci attende Ermanno, un simpatico ragazzo, che fa parte dell’amministrazione comunale di Magnano e che ci illustra con entusiasmo e competenza le caratteristiche storiche ed architettoniche di questo importante monumento.
La Chiesa di San Secondo (martire della Legione Tebea) si erge solitaria in un ampia radura poco oltre il crinale della Serra Morenica di Ivrea, scendendo da Magnano, del cui territorio fa parte, poco lontana dalla sede della Comuntà monastica di Bose. Per la suggestione del sito e per l’eleganza delle sue forme, essa costituisce uno dei più interessanti esempi di architettura romanica tra il Biellese ed il Canavese.
Terminata la visita, ringraziato Ermanno, iniziamo a piedi il percorso che ci porterà attraverso boschi e piccoli villaggi a Roppolo.
In questa prima parte dell’escursione sono in testa al serpentone che si snoda ordinato dietro di me: un piccolo esercito di una cinquantina di camminatori che mi segue disciplinatamente (un primo piccolo tratto si svolge sulla strada asfaltata che congiunge Magnano a Cerrione) e pertanto mi raccomando di procedere in rigorosa fila indiana. Voltandomi e vedendo dietro di me tanti amici fra cui come al solito, sono in maggioranza le signore mi illudo per un breve attimo che non mi seguano in una escursione ma attirati dal mio fascino!
Nel bosco riprendiamo la famosa formazione a mandria, dove il sentiero lo permette, che ci concede scambi di osservazioni, di opinioni e qualche serena ed innocente battuta. Numerosi funghi attraggono le brame di alcuni nostri amici ed in breve compaiono sacchetti di plastica che rapidamente si riempiono: molti gli interrogativi sulla commestibilità o sulla pericolosità del raccolto con delle spiegazioni a volte insoddisfacenti se non addirittura inquietanti: “Assaggia! Se domani sei ancora vivo vuol dire che sono buoni!” Molti ripiegano sulle meno pericolose castagne che giacciono numerose a terra tra un tappeto di ricci che pare siano la moquette di questi sentieri.
Fra un fungo ed una castagna zampettando allegramente arriviamo a Zimone e sostiamo sul sagrato della Cappella di San Grato, del XVI secolo, situata sulla collina in posizione dominante e panoramica rispetto al villaggio; gravemente danneggiata dai bombardamenti dei nazi-fascisti nella seconda guerra mondiale (poichè durante la resistenza al suo interno si nascondevano dei partigiani) è stata recentemente restaurata per iniziativa e con il lavoro di alcuni pensionati.
Scendiamo quindi tra le case di Zimone per una breve visita alla Chiesa Parrocchiale di San Giorgio del XVII secolo, arricchita da un bel campanile in pietra. Poco lontano vediamo anche la Chiesa di San Rocco, del XVI secolo, attualmente sede dell’ecomuseo “Storie di carri e carradori”; dopo tanta cultura ci concediamo una breve pausa ristoratrice presso il famoso Caffè-Ristorante “Da Enrico”, un eccellenza gastronomica del luogo, ripetutamente testata nel tempo dai buongustai del gruppo.
Ci rimettiamo in marcia e cedo il posto di guida in testa al gruppo a Luciano e raggiungo la mia posizione preferita in coda per poter scattare qualche foto; ci incamminiamo verso il lago di Bertignano che ha almeno tre importanti motivi di interesse. E’ anche lui (come il più vicino e grosso Lago di Viverone) un lago di tipo intermorenico, originato dalle successive espansioni e ritiri del Ghiacciaio Balteo. Sulle sue rive ed in parte lo attraversa un simulacro di linea elettrica ad alta tensione, che però non è collegata alla rete ma serve solamente come palestra di addestramento del personale Terna (Enel).
Nelle acque del lago sono stati ritrovati reperti interessanti come due canoe monossili (ossia ricavate da un unico tronco d’albero); la più recente datata al 250 d.C. mentre l’altra, datata col sistema del carbonio 14 viene fatta risalire al 1450 a.C. Sono conservate al Museo di Antichità di Torino.
Il terzo motivo di interesse riguarda un sistema di pompaggio e prelievo acque che delegavano al Lago di Bertignano la funzione di serbatoio per alimentare la Centrale elettrica situata sulle rive del Lago di Viverone: le acque venivano pompate di notte dal lago sottostante al superiore e poi per caduta alimentavano la suddetta centrale. Oggi si possono ancora ammirare le attrezzature ma non viene utilizzata.
Costeggiando il lago in una tranquilla atmosfera di campagna raggiungiamo alla periferia di Roppolo la Chiesa di San Vitale, nella cui piccola area di sosta attrezzata consumiamo in allegria il nostro pranzo al sacco.
Poichè la giornata è splendida e stiamo rispettando i tempi di percorrenza, anzi siamo leggermente in anticipo sulla tabella di marcia, decidiamo di visitare, allungando un pochino il percorso, il sito archeologico dove sorge il “Roc dla Regina” una pietra singolare e scavata su ampia base litica, identificata come tomba di una antica regina celtica.
Riprendiamo la marcia entrando in Roppolo e facendo una rapida visita all’esterno del Castello, che merita una futura visita guidata coi suoi tempi, ammirandone l’architettura e la bella posizione. Dall’alto si possono ammirare sia il lago di Viverone che il villaggio di Roppolo disteso e degradante sul fianco della collina.
Arrivati sulla piazza di Roppolo abbiamo una gradita sorpresa: il locale Gruppo Alpini ha organizzato per oggi una castagnata arricchita da deliziosi pasticcini ed un caldo e corroborante vin brulè! Non ci facciamo troppo pregare (tirati dalla solita corda di burro) ci mischiamo ai presenti e concludiamo in allegria la nostra giornata, pregustando già prossime uscite.

Bibliografia:
Per chi volesse approfondire le sue conoscenze sull’Anfiteatro Morenico di Ivrea suggerisco:
– Su Internet: Anfiteatro Morenico di Ivrea – Di Franco Gianotti – dotta opera di un geologo famoso
– In libreria – L’alta Via dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea – di Matteo Antonicelli
– Infine sempre su Internet: “www.digilands.it” poi “Alta Via dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea” tesina di un certo Amedeo Dagna all’esame per il titolo di ONC (Operatore Naturalistico e Culturale del CAI)

AMEDEO