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UN ANNO CON NOI – ANNUARIO 2016


 

 

 

 ANNUARIO 2016

 La  Gazzetta del Pellegrino

 Eventi 2016

 

05 marzo     Alla scoperta di Ivrea Medievale e suoi monumenti

12 marzo     Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo (partecipazione)

19 marzo     Una camminata fra Arte e Natura (Maglione-Clivolo-Moncrivello)

10 aprile      Assemblea annuale del Soci

17 aprile      Un breve. . .ripasso sulla Via Francigena (Piverone – Ivrea)

23 aprile      Cenni d’arte e storia verso Pavone (Ivrea – Pavone)

25 aprile      Geraldina Racconta. . . Camminata da Torre Daniele a S.Germano

1 maggio     Via Francigena Valdostana: tratto Verres – Pont St. Martin

6 maggio     Concerto di Musica Rinascimentale

14 maggio    Nel Cuore dell’Anfiteatro Morenico

15 maggio  Collaborazione a manifestazione “Ivrea che Corre”

17 maggio  Accompagnamento T.C.I. – ETROUBLES – AOSTA

18 e 20 mag. Accompagnamento Scuole

21 maggio    V.F. Valdostana: Montjovet (Borgo Vecchio) – ISSOGNE

23-29 mag. Pellegrinaggio a Roma per il Giubileo

2 giugno       Rievocazione Medievale “Camminando nel passato”– Montalto Dora

25 giugno    Cercando Arduino fra storia e leggenda (Pont Canavese – Sparone)

10 luglio      San Savino

17 luglio      Da Croceserra a Sala Biellese  Visita al RIFUGIO DEGLI ASINELLI

24 luglio      Camminata da Ivrea a Bollengo con ristoro alla Festa di Santa                      Maddalena a Burolo

31 luglio      Un giro al fresco:  dal Gran S.Bernardo a Etroubles

7 agosto      Il seguito di.. un giro al fresco:  da Etroubles ad Aosta

28 agosto    Camminata da Torre Daniele a Pont S.Martin-

per la Festa  “Il Medioevo sulle orme della Via Francigena”

3 sett.         Da AOSTA a NUS

17 sett.        Una camminata sulla Via Francigena Valsusina: Claviere- Giaglione

24 sett.        Da NUS a CHATILLON

02 ott.         Da PONT S.M. a SAN GERMANO con gli Amici della V.F. Valdostana

09 ott.         CASTAGNATA  all’Ostello Canoa di Ivrea

15 ott.         Film “I VOLTI DELLA VIA FRANCIGENA

16 ott.         Da Montestrutto a Nomaglio per la “Sagra della Castagna”

22 ott.         Terzo pellegrinaggio diocesano a ricordo del Beato Taddeo McCarty

30 ott.         Camminata sulla Via Francigena Canavesana” (Ivrea – S. Germano)

05 nov.        VERCELLI e i suoi tesori

13 nov.        Una Camminata fra colori e sfumature autunnali – 6° tratto AMI:

da Villate a Ponte Preti (Strambinello)

27 nov.        PRANZO SOCIALE

 

05 marzo 2016   

Alla scoperta di Ivrea Medievale  e suoi monumenti

Finalmente si inizia!!! Con questa interessante passeggiata nel cuore nella vecchia Ivrea riprendono le nostre iniziative. Quindi oggi, nonostante la giornata di pioggia, andiamo alla ricerca delle sorprese che ci riserva l’antica “Yporegia”.

Credevo di conoscere bene il territorio ma, con l’aiuto delle interessanti spiegazioni di Lauro, facciamo un percorso indietro nel tempo per scoprire, o riscoprire, qualcosa in più sulla nostra città. Presi dalla fretta e dalle abitudini di tutti i giorni, spesso non ci accorgiamo delle testimonianze romane e medievali che ci circondano: la bella TORRE di S.STEFANO (che è ciò che resta di un antico monastero benedettino), l’antica casa degli STRIA, la romanica chiesa di S.ULDERICO, ecc. . . . A proposito della casa degli Stria, oggi scopro, grazie all’intervento del l’ing. Morezzi dell’opera pia Moreno, che in questo luogo fu firmata, nel lontano 1391, la “PACE DI IVREA” fra Amedeo VII di Savoia ed i rappresentanti dei TUCHINI, rivoltosi che protestavano per le troppe tasse e vessazioni dei nobili.

Proseguiamo, i racconti di Lauro ci fanno rivivere tanti personaggi importanti, malvagi o santi, nobili o artisti,  sulle cui vite si sono accavallate storie e leggende, come il vescovo WARMONDO ed suo acerrimo nemico, il marchese ARDUINO; san BESSO, pittori come GIACOMINO da Ivrea e tanti altri. .

 

Percorriamo la salita che si inerpica sull’altura dove sorgono il Duomo, il Vescovado ed il Castello le cui “rossi torri”, decantate dal Carducci, sono un po’ l’emblema della città. All’esterno del duomo (sorto su resti di un tempio romano), Lauro ci fa notare la lapide a ricordo del RE ARDUINO.

Visitiamo la bella cripta contenente un antico sarcofago e gli affreschi recentemente restaurati. A questo punto, dopo il freddo e l’umidita,  ci ristoriamo presso la “PIOLA del Generale”.

Si prosegue con la visita guidata al MUSEO GARDA, preceduta da una bella lezione sulla tecnica degli “affreschi” tenuta dal giovane  Alessandro CAPPA, autore del bel libro “Sacri  affreschi medievali in canavese”.

Il nostro tuffo nel passato per oggi è terminato, ma ci manca la visita ad un altro gioiello di Ivrea, il chiostro di San Bernardino. . . . per questo aspettiamo una prossima passeggiata!!!

MARIA VITTORIA

 

12  marzo 2016            Partecipazione della nostra associazione alla

Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo

 

19 marzo  2016    Una camminata fra Arte e Natura

(Maglione-Clivolo-Moncrivello)

Gli ultimi giorni di questo inverno anomalo ci regalano una stupenda giornata di sole! E’ quello che ci vuole per godere al meglio la proposta dalla nostra Associazione: “UNA CAMMINATA FRA ARTE E NATURA”.

Avevamo già fatto tappa a Maglione in una escursione precedente, sbirciando velocemente i numerosi dipinti sui muri delle case. Oggi, con più calma, Silvia (guida turistica abilitata *) ci accompagna per una visita guidata a questo speciale “museo all’aperto” (MACAM (Museo Arte Contemporanea Maglione), nato da un’idea di un maglionese famoso, Maurizio Corgnati. Il regista ha invitato nel corso degli anni artisti importanti ad abbellire il paese dandone lustro e fama. Oggi con l’aiuto e le spiegazioni di Silvia finalmente riesco a capire meglio ciò che questi famosi pittori e scultori hanno voluto rappresentare con le loro opere. Alcune sono un po’ bizzarre, altre più facili da interpretare, qualcuna più gradita, tutte comunque degne di essere ammirate.

Ci incamminiamo verso la chiesetta di S.Michele del Clivolo attraverso una strada campestre che ci permette di ammirare ciò che la natura ogni anno rinnova: prati verdi e alberi in fiore. Molti soci si attardano a scattare fotografie, il rosa dei peschi ha una tonalità delicata e ci ricorda che finalmente la primavera sta arrivando. Veniamo affiancati da un vecchio trattore, guidato da un simpatico signore in tuta da lavoro che si ferma per scambiare due parole, scopriamo così che si tratta del sindaco: è bello trovare persone così “alla mano”!

Silvia ci intrattiene con i racconti della sua terra  e della zona, ci parla di questa zona dedita alla coltivazione di frutta:  albicocche, kiwi e soprattutto pesche (ovviamente quelle di Maglione sono migliori!!!!).

Al Clivolo, anzi al “Civul”, come ha detto il sindaco, oggi c’è festa. La chiesetta romanica, situata fra coltivazioni di frutta e molto cara agli abitanti di Borgo d’Ale è già aperta: si festeggia S.Giuseppe e molta gente è venuta per la messa, alcuni hanno raggiunto l’edificio in bicicletta. Entro, scendendo qualche scalino in mattone: la funzione è quasi alla fine e sottovoce canto con la gente del posto la “Salve Regina”. E’ emozionante la fede genuina di queste persone, molti sono anziani, quasi tutti tenaci contadini che sicuramente hanno speso la loro vita fra questi frutteti. Un vecchietto, magro e arzillo, mi racconta che da bambino veniva a festeggiare al “Civul” con i suoi amichetti e, dopo la messa giocavano e pranzavano tutti insieme sul sagrato.

Tutto il gruppo entra in chiesa, gli affreschi sono molto antichi e visibili solo in parte. Con l’aiuto della nostra guida riusciamo a “leggere” chi sono i personaggi raffigurati!

Torniamo in paese dove troviamo, nell’area dedicata al parco giochi, le sedie che la pro-loco maglionese ha messo a disposizione per il nostro gruppo per il pranzo al sacco.

Proseguiamo fra alberi di actinidie e peschi in fiore, e dopo aver superato due piccoli laghetti siamo a MONCRIVELLO dove la signora Elda, proprietaria del Castello, ci attende per la visita! Dopo una chiacchierata sul prato, coccolati da un tiepido sole, ammiriamo l’interno, rivivendo l’atmosfera medievale di un tempo!!

E’ ora del ritorno…..quindi chiudo con l’augurio di incontrarci alle prossime camminate!

(* Se avete necessità di contattare la guida, Silvia mi ha autorizzata e fornire i suoi contatti, la trovate a questo indirizzo mail silvia.causone@gmail.com )

M.VITTORIA

 

10 aprile 2016      Assemblea annuale del Soci

Assemblea Ordinaria alle ore 17:30, presso i locali del Pluriuso in via Marini 74 a Borgofranco, con il seguente ordine del giorno:

– Saluti e relazione del Consiglio di Amministrazione sulla gestione

– Descrizione bilancio consuntivo al 31 Dicembre 2015

– Approvazione bilancio

– Aggiornamento organico e cariche associative

– Indicazione bilancio preventivo 2016

– Evoluzione nell’organizzazione operativa dell’Associazione

– Indicazione attività 2016

– Osservazioni e commenti dei Soci convenuti

 

… a seguire … Apericena e un po’ di musica e balli in compagnia di Egizia

 

17 aprile 2016      Piverone – Ivrea:

Un breve. . .ripasso sulla Via Francigena

Le previsioni meteo non sono buone, per questo motivo qualche socio ha rinunciato a tenerci compagnia… Peccato, perché tutto sommato non piove, quindi . .. si và!

Oggi percorriamo un tratto di Via Francigena…”contro corrente”, nel senso che la stramaggioranza dei pellegrini cammina verso Roma, noi invece camminiamo in  senso contrario, sulle tracce lasciate da  Sigerico più di mille anni fa, quando tornò a Canterbury!.

Siamo a due passi dal lago di Viverone e saliamo verso il “GESIUN”, suggestiva testimonianza di ciò che resta della Chiesa dell’ XI secolo dedicata a San Pietro. Sono rimaste solo poche mura, qualche traccia d’affresco, ma ricordano la fede di chi ci ha preceduto e sicuramente è uno dei punti più affascinante del tratto canavesano della Via Francigena. Qualche foto e ci incamminiamo verso Piverone, sotto lo sguardo delle mucche della vicina cascina. Prima di entrare in paese incontriamo tre giovani persone che ci vengono incontro: pellegrini per un paio di giorni, percorrono il tratto da Pont S.Martin a Santhià.

PIVERONE è il classico paese sulla Via Francigena, con l’antico ricetto e la  torre-orologio con la porta di accesso ancora ben conservata. Ma la cosa che ci incuriosisce è un monumento davvero strano, per niente antico: non è un personaggio famoso, ma un’enorme gallina che ci osserva impettita dal suo piedestallo…. Così scopriamo che qui, in occasione della festa autunnale della “Castigna”, si corre un singolare palio: la “CURSA DLA GALINA”, la strana corsa delle galline che rappresentano ognuna un rione.

Camminiamo fra vigneti e campi di colza, rettangoli gialli in piena fioritura e ci imbattiamo in un nutrito gruppo di pellegrini: questi non scherzano, sono pellegrini veri, arrivano dalla Germania e, un tratto per anno, arriveranno a Roma. Accettano volentieri di farsi timbrare la credenziale (io viaggio con il timbro della nostra associazione e in questo caso la cosa è stata molto gradita!!)

Poco prima di entrare in PALAZZO facciamo sosta nei pressi della chiesetta di San Genesio. La comunità palazzese venera infatti come santo protettore San Genesio, mimo, attore e martire romano del III secolo. Pare che una parte delle sue reliquie siano giunte in Canavese grazie alla devozione dei pellegrini che percorrevano la via Francigena. Sono custodite nella chiesa del paese e portate in processione nel mese di agosto. Qualche persona del luogo, ormai anziana, porta ancora questo nome.

Attraversando il paese notiamo una via intitolata “Discesa alla Stazione”, la cosa ci incuriosisce, non passano mezzi su rotaia su questo tratto di via Francigena! Indagando  veniamo a sapere che fino al 1933 il comune era  servito dalla tranvia Ivrea-Santhià.

Il tempo ha tenuto fino ad ora, ma giunti alla chiesa romanica di SAN PIETRO E PAOLO di BOLLENGO          qualche gocciolina ci fa temere il peggio. Peccato, la zona sarebbe stato un ottimo luogo per la sosta pranzo, con tanto di tavoli e panche e il suggestivo edificio romanico di sfondo. Decidiamo a malincuore di proseguire, la pioggia fortunatamente non arriva e sostiamo al parco giochi. Oggi ci tengono compagnia due piccoli soci, Simone e Davide. Nonostante la giovanissima età hanno percorso senza fatica il nostro cammino e, giunti al parco hanno ancora tanta energia per giocare!!

Dopo pranzo giungiamo a CASCINETTE e ai margini del paese transitiamo sulle sponde del lago di Campagna, uno specchio d’acqua di origine glaciale. L’area, piacevole per l’aspetto paesaggistico, è un’oasi di verde e di quiete, interessante dal punto di vista naturalistico e geologico.

Abbiamo sfidato il brutto tempo e siamo stati premiati giungendo al termine di questa bella passeggiata senza esserci bagnati…..

quindi…. arrivederci alla prossima camminata!!!

M.VITTORIA

 

23 aprile 2016

Cenni d’arte e storia verso Pavone (Ivrea – Pavone)

Dopo la visita  dipinti dello Spanzotti nella chiesa con approfondimenti del nostro socio L. Mattalucci, si inizia la passeggiata verso il sito archeologico della Paraj Auta con il contributo culturale del Sig. Pietro Ramella (Gruppo Archeologico Canavesano).

Arrivo alla Chiesa di S. Grato con romitorio di recente ristrutturazione, degustazione nei caratteristici Ricetti Medievali di Pavone

Breve visita esterna al Castello di Pavone e alle Chiese di S. Rocco e della Madonna del Carmine.

25 aprile     Geraldina Racconta. . .

Camminata da Torre Daniele a S.Germano

Circa un anno fa avevamo conosciuto l’asinella GERALDINA e Claudio, il CANTASTORIE durante una allegra camminata da Cascinette a Bollengo. La nostra associazione ha riproposto una nuova passeggiata con questa “strana coppia”, questa volta sull’incantevole tratto francigeno che va da TORRE DANIELE fino ai BALMETTI di Borgofranco.

Geraldina e Claudio ci attendono nei pressi della chiesa dedicata a San Pietro e all’adiacente campanile: si presentano, e Geraldina, per bocca di Claudio ci parla di sé. La giornata è limpida, però tira un noioso ventaccio che ci costringe ad incamminarci subito… Si attraversa TORRE DANIELE, frazioncina si Settimo Vittone. La strada asfalta diventa presto sterrata, attraversa campi e vigneti fino alla borgata di CESNOLA, Alla nostra destra scorre, tranquilla, la Dora Baltea

Arrivati alla chiesetta di Cesnola, mi colpisce la scritta sul grande ’orologio del campanile. Sono strambinese, e leggo “CORDERA – STRAMBINO”. Il mio pensiero va a Lito Cordera, vecchio orefice/orologiaio che conobbi da bambina!

Saliamo fino al complesso medievale di SETTIMO VITTONE, con la bella Pieve di San Lorenzo ed il battistero.  Paolo ci dà alcuni cenni storici e artistici sul luogo.

E intanto….Geraldina … racconta! e il suo racconto, fatto durante le soste del nostro cammino è davvero interessante! Proseguendo il suo narrare Geraldina ci dice che lei, un tempo, apparteneva alla famiglia di un falegname…un certo Giuseppe, la cui moglie si chiamava Maria e il suo bambino Jesus!

Pian piano ci appassioniamo a questo ”VANGELO  secondo…. l’asina”!!

Per nulla irriverente, molto fedele a ciò che raccontano i Vangeli canonici, ovviamente con simpatici aneddoti, ma con momenti comunque drammatici!! Infatti, nell’antico cimitero situato nei pressi della chiesetta di san Giacomo, Geraldina, sempre con la voce del Cantastorie, narra la Passione di Nostro Signore!! Una “location” migliore non si poteva trovare: nell’antico cimitero sono cresciuti alcuni olivi e torniamo indietro di 2000 anni, proprio  nell’ORTO DEGLI ULIVI dove Giuda tradì il suo Maestro!

In una mescolanza di dialetto piemontese e di italiano Claudio ci fa meditare e sorridere, arriva dritto dritto nell’animo di noi spettatori e ci porta lontano, facendoci capire che “Jesus”, ha davvero cambiato il mondo!!

Si arriva alla “Turna” di Montestutto, finalmente il vento è cessato e possiamo permetterci di pranzare all’aperto! Ci rilassiamo, godendoci lo spettacolo di alcuni bimbi che giocano sul prato, mentre altri si divertono ad arrampicarsi alla Palestra di Roccia.

Anche il nostro gruppo è allietato dalla presenza di parecchi bimbi (finalmente l’età media dei partecipanti alla gita si è abbassata!!!). Ovviamente Geraldina è la protagonista dei loro  interessi: chi le offre una mela, chi una carota, chi ha nulla si accontenta di accarezzarla, è così docile!!

Arrivati ai BALMETTI Claudio dedica ai bimbi una simpatica fiaba popolare, la storia di GianPidocchio e si congeda da noi con la sua asinella!

Si finisce in bellezza, ospiti del proprietario di un balmetto che ci spiega le peculiarità di queste costruzioni adibite alla conservazione dei prodotti agricoli ed in particolare del vino. Sono anche però luogo di ritrovo per far festa con gli amici…. I nomi delle vie sono già un programma, eccone alcuni: Via dell’Allegria, Via dla Ribota. “FARE RIBOTA”, in piemontese “antico” vuol dire ritrovarsi in amicizia per mangiare, bere, ridere e scherzare ….. insomma …. proprio come noi quando ci troviamo insieme agli amici della Via Francigena di Sigerico….!!

M.VITTORIA

 

1 Maggio 2016

Camminata sulla Via Francigena Valdostana:

                     tratto Verres – Pont St. Martin

Piove…governo ladro (si dice così, vero??)… Le previsioni sono orribili, dicono addirittura che arriva ancora un po’ di neve…! Ma è un vero peccato stare a casa e un piccolo gruppo di “temerari” aderisce all’invito dell’Associazione!!

Siamo solo in 15, ma determinati. Arrivati in treno a Verres ci accoglie una leggera pioggia e vediamo le montagne intorno a noi imbiancate (ma è davvero il primo maggio???). Sperando che il tempo migliori, Paolo suggerisce una proposta subito ben accolta: camminiamo fino a Issogne, visitiamo l’antico castello….poi decideremo se proseguire.

Un simpatico “cicerone” dalla voce tonante ci accompagna per la visita alla bella dimora dei conti di Challant, famosi in tutta la Valle d’Aosta. Dopo aver ammirato la “Fontana del Melograno” entriamo nel Castello e scopriamo le belle pareti affrescate, i soffitti a cassettoni lavorati, e soprattutto la storia di questi nobili che hanno lasciato una testimonianza cosi importante. Riviviamo la vita di conti, priori e contessine (simpatica la storia di quella che fuggì con il paggio poco prima del matrimonio!!).

Usciti dal maniero, scopriamo con piacere che il tempo sta migliorando, a dispetto delle previsioni,  e possiamo percorrere l’itinerario previsto dalla locandina!! I bimbi che camminano con noi si divertono a saltellare da una pozzanghera all’altra e, passo dopo passo, giungiamo al vecchio torchio di ARNAD, attraversiamo il borgo fino all’area dove si svolge annualmente la FETHA DOU LAR (festa del lardo). Qui ci sono le “casette” di legno che utilizzano gli espositori  e ne approfittiamo per il nostro frugale pranzo. Dal vicino campo sportivo ci tiene compagnia la tifoseria e il vocio dei bimbi che giocano. Proseguiamo, sotto gli occhi  incuriositi di un gruppo di asinelli, fino a ponte di ECHALLOD e, costeggiando la Dora, fino a HONE. Il primo bar che troviamo viene preso d’assalto, vogliamo tutti  un caffè o qualcosa di caldo, tranne i nostri piccolini che preferiscono un gelato (brrrr!!!).

Attraversato il fiume,  camminiamo sotto la mole possente del FORTE di BARD e percorriamo un tratto dell’antica STRADA DELLE GALLIE passando sotto l’antico arco in pietra. Paolo ci fornisce notizie su questa testimonianza romana e ce ne fa notare i particolari. Un po’ stanchi attraversiamo il “budello” di DONNAZ e finalmente siamo a PONT S.MARTIN!!

Il sole si è finalmente fatto vedere e, davanti ad una nuova “agrigelateria”, anche i “grandi” concordano per un gelato (e i bimbi si concedono in bis!).

Breve passeggiata lungo il LYS e finalmente eccoci alla stazione ferroviaria per il ritorno!!

Anche stavolta abbiamo sfidato le previsioni meteo e…. è andata benissimo!!!

A presto!

M.VITTORIA

 

 

6 maggio 2016     Concerto di Musica Rinascimentale

L’antica chiesa di San Pietro e Paolo di Bollengo ha fatto da cornice al concerto “… cenni di cultura con la Musica Rinascimentale … “

(gruppo musicale L’Ensemble di Flauti Dolci “Ricercar di Flauti”).

Al concerto, riservato ai soci, è seguito un rinfresco nella suggestiva area nei pressi della chiesa.

 

14 maggio 2016    Nel Cuore dell’Anfiteatro Morenico:

 da Settimo Rottaro a Masino tra prati, boschi, giochi di luce e panorami

Percorso già collaudato un paio d’anni fa, però in versione “invernale”. Oggi  è tutto diverso, non c’è la suggestione del terreno ghiacciato e della neve, ma siamo immersi nel verde…. come recita la locandina “tra prati, boschi, giochi di luce e panorami!!!

 

Lasciata alla nostra destra l’imponente chiesa di Settimo Rottaro, ci incamminiamo assaporando il tiepido sole…Dopo tanti giorni di pioggia ci godiamo questo cammino, ma prima di tuffarci nella natura facciamo una sosta insolita…. un caffè all’autogrill!! Non mi era mai capitato di entrare in autostrada .. a piedi!!! I nostri amici che hanno esplorato il percorso, sanno che, tramite un cancelletto, si può raggiungere questo bar autostradale (Viverone Nord), così ne approfittiamo!

Costeggiamo la “cascina Garlasca”, vecchia ma ben conservata, è la  testimonianza della vita contadina di un tempo: erano tante le famiglie rottaresi che nei secoli scorsi vi lavoravano e la Garlasca ancora oggi conserva al suo interno una chiesa. C’è ancora un abete piantato in occasione del passaggio di Napoleone proprio in questo territorio.

 

Sostiamo nei pressi di una piccola borgata dove mi incuriosisce un  pannello con una bella poesia di Giulia Avetta, una maestra di Cossano che con la  sua penna ha rievocato il suo mondo: la natura, l’impegno civile, la religiosità e i sentimenti!!

Scorgiamo la possente mole del Castello ed il sottostante borgo di Masino, è una visuale insolita perché di siamo abituati a vedere il monumentale edificio dominare dall’altro lato della collina. Il cammino stimola l’appetito,  non vediamo l’ora di pranzare, ma ci concediamo una piccola deviazione per non perderci la “Pera Cunca”,  misterioso masso scolpito con coppelle, probabilmente, un antico altare utilizzato in passato per riti di religioni pagane.

Dopo un bel percorso nel bosco raggiungiamo in breve l’Azienda Agriviticola “LA CAMPORE”: qui ci offrono una degustazione di prodotti tipici canavesani e valdostani, innaffiati dal vino delle vigne circostanti (….ho gradito in particolare il “passito”). Alessandro, figlio dei proprietari, ci impartisce una breve lezione di viticultura mentre il cane della cascina (si chiama Bacco, nome molto appropriato!!!) scodinzola e gioca con i soci. Una curiosità:  Il nome dell’Azienda deriva da “Campo Reale”, infatti in passato il territorio circostante era coltivato per i prodotti destinati ai nobili

Ultima tappa le Cantine del castello, un vero  tuffo nel passato!! Qui l’azienda “la Campore” fa invecchiare il suo vino, un vero prestigio per un prodotto davvero eccellente!!

E come sempre…..arrivederci alla prossima escursione!!

M.VITTORIA

 

 

 

15 maggio 2016 

Collaborazione a manifestazione “Ivrea che Corre”

 

17 maggio 2016

 Accompagnamento T.C.I. – ETROUBLES – AOSTA

 

18 e 20 maggio 2016

Accompagnamento Alunni Scuola Elementare “Olivetti” di Ivrea da MONTESTRUTTO  a IVREA

Bella escursione con i bimbi di 2^ e 3^ elementare su un tratto di Via Francigena e con ….divagazione alla Terre Ballerine!!!

 

21 maggio 2016    V.F. Valdostana: Montjovet – ISSOGNE

 

Camminata sulla Via Francigena Valdostana dal Borgo vecchio di Montjovet a Issogne con transito sulla strada romana e visita al magnifico castello appartenuto alla famiglia Challant.

 

23-29 maggio 2016 Pellegrinaggio a Roma per il Giubileo

A piedi da Viterbo a Roma in occasione del Giubileo e incontro con gli amici romani

 

 2 giugno 2016

Rievocazione Medievale “Camminando nel passato”

Camminata da Ivrea in compagnia di Mons.Vescovo Edoardo Cerrato e

da San Germano fino alla Chiesa di San Rocco a Montalto Dora,

con convivio medievale e rievocazione in costume!!

 

25 giugno   2016    Cercando Arduino fra storia e leggenda        (Pont Canavese – Sparone)

 

 

Oggi percorriamo un tratto di Canavese non lontano da noi, ricco di storia legata comunque alla nostra Ivrea!

Durante la recente passeggiata “Alla scoperta di Ivrea medievale” abbiamo notato una lapide all’ingresso laterale della Cattedrale. La pietra, posta nel 2002,  ricorda i contrasti che contrapposero Arduino al Vescovo Warmondo e sancisce la conciliazione della chiesa con il famoso e discusso marchese.

Come recita la locandina, cercheremo Arduino fra storia e leggenda e oggi “rispolveriamo” questa epica figura vissuta più di 1000 anni fa! Già sul pullman, Lauro ci impartisce una bella lezione di storia: scopriamo la vita del Marchese d’Ivrea, incoronato re d’Italia a Pavia nel 1002, ricordiamo le sue sanguinarie scorribande contro i vescovi di Ivrea e di Vercelli. Rievochiamo la sua resistenza alle truppe imperiali, l’arroccamento a Sparone, nell’Alto Canavese e  i suoi ultimi anni vissuti come un monaco presso l’abazia della Fruttuaria. In seguito le sue spoglie mortali ebbero diverse vicissitudini, spostate da San Benigno ad Agliè ed infine a Masino, dove finalmente riposano!

Insomma, potremo cercare Arduino girovagando in molteplici luoghi…. Per oggi seguiremo le sue tracce nella valle dell’Orco!!

Per entrare nel vivo di questa storia, sul pullman che ci porta verso Pont Canavese, leggiamo la terrificante scomunica che Warmondo lanciò ad Arduino. . . E’ davvero impressionante questa maledizione, diretta al marchese e sui suoi seguaci….!!! Certo che erano altri tempi e all’epoca l’idea della “misericordia” era molto diversa da quella di oggi!!

Il tempo è pessimo e già sul tragitto incontriamo un brutto temporale… (la maledizione di Warmondo, appena letta, avrà mica ancora qualche effetto???).

Arriviamo a Santa Maria di Doblazio, imponente costruzione a mezza costa, in una posizione molto panoramica, e incontriamo Elena dell’ufficio turistico di Pont. Attraverso la Porta Santa del Giubileo, entriamo nell’antica pieve che la leggenda vuole legata ad Arduino. Scopriamo la storia del luogo, di queste montagne, di nobili, di fedeli e di confraternite. Ciò che attira la mia attenzione è la presenza di due altari frontali affiancati, mai visti in una chiesa con una sola navata. Oltre alla chiesa visitiamo il coro, la sacrestia e il sottostante ossario. E’ veramente impressionante la quantità di ossa ammucchiate nella teca di vetro! Tante sono di bimbi e tutto ciò mi fa meditare sulla precarietà della vita …. Elena, dopo le spiegazioni storiche, sdrammatizza, raccontando quando da bambina, prima che fosse eseguito il restauro dell’ossario, veniva a giocare in questo luogo così inquietante!!!

Con una piccola passeggiata giungiamo nel cuore di Pont, dove svetta la bella chiesa di San Costanzo, imponente costruzione in pietra. Da qui si sale ancora, fino alla altrettanto imponente Torre Ferranda, sede del “museo del territorio” e dalla quale si gode di un bel colpo d’occhio sull’abitato di Pont, sulla pianura canavesana e sulla catena alpina che fa da cerchio alle valli Orco e Soana. Si ammira anche la bella torre Tellaria, ricca di leggende! La più inquietante è quella di Madama Rua, ambiguo personaggio che si cibava dei bimbi pontesi, trasformatasi in corvo per non lasciarsi catturare dagli abitanti inferociti.

Interessantissima  è la visita al Museo Etnografico, allestito e gestito con molta cura da volontari che preservano il ricordo della gente pontese e valligiana, ricordandone la storia, gli usi, i costumi e i vecchi mestieri di questo tenace popolo montanaro!

Il programma prevede ora una bella camminata, attraversando  il “punt ch’a biauta” (una sorta di robusto ponte tibetano) ma un nuovo intensissimo temporale ci impedisce di proseguire a piedi! Fortunatamente Efrem, il nostro autista, ci viene prontamente in soccorso e ci porta direttamente a Sparone!!

Devo dire che qui la gente è genuina e cordiale, infatti, pur avendo il pranzo al sacco, siamo ospitati dalla gentile signora del bar che mette a disposizione i tavoli. Beh!! davvero provvidenziale, si pranza al coperto e possiamo integrare il nostro pasto con vino, gelati e torte che sono a disposizione nel locale!!

Con i dovuti scongiuri riusciamo a far migliorare il tempo! Il sole fa capolino e ci concede di salire fino al monte della Motta dove troviamo i ruderi della rocca arduinica e la chiesa di Santa Croce.

Qui Arduino si è rifugiato con i suoi fedelissimi e qui si subì l’assedio delle milizie teutoniche tra il 1004 e il 1005:  non è leggenda, è davvero storia! Ricorda l’evento un’altra lapide posta sul brandello di muro dell’antico “castrum” .

La chiesa, aperta appositamente per noi, è invece ben conservata, nonostante abbia subito l’usura del tempo e episodi di vandalismo. La guida, una simpatica ragazza “autoctona” ci descrive con bravura e vera passione di chi ama la sua terra, le varie vicissitudine e ci illustra gli affreschi e i particolari architettonici!

Tutto interessante, ma oggi… dopo tutta sta’ cultura,  abbiamo anche piacere di camminare un po’ e raggiungiamo la piccola frazione Boetti. Ci accompagna Renzo con il suo nipotino Matteo, e visitiamo una vera “chicca”: una stanza adiacente alla chiesetta della Santa Trinità, cuore della borgata. Una semplice stanza con il pavimento in graniglia, non è antica, è solo …”vecchia”! E’ la vecchia scuola, ancora con i suoi banchi di legno con i buchi per il calamaio, la lavagna, le carte geografiche, vecchi quaderni, libri di lettura e “sussidiari”,  la stufa a legna… Insomma, torno indietro negli anni …. questa è uguale alla scuola della mia infanzia… Bravo Renzo che ne hai cura! Oggi ho visto cose bellissime, pezzi di storia e arte, ma, non me ne voglia Arduino, questa scuola è ciò che mi ha emozionata di più!

E’ stato bello anche incontrare Matteo, questo bimbo mi ricorda il mio nipotino! Matteo ci ha fatto conoscere il suo asinello, i suoi pesciolini, mi ha fatto vedere la chiesetta dove fa il chierichetto. .. La sua innocenza e la sua simpatia mi hanno commossa, è lo specchio della genuinità della cara gente che oggi ci ha tenuto compagnia in questo angolo di Canavese, un po’ nascosto ma tanto affascinante!!!

Alla prossima!!!

MARIA VITTORIA

 

 

17 luglio 2016     

Da Croceserra a Sala Biellese  – Visita al RIFUGIO DEGLI ASINELLI

Ritrovo nello spiazzo verde dietro il castello di CROCESERRA e inizio camminata tra i boschi della Serra verso la Torre della Bastia. Camminando sulla cresta della collina morenica si gode di un bel colpo d’occhio sui numerosi laghi dell’eporediese! Dopo il masso “basariund” (basso e rotondo) si prosegue su sentieri e belle strade sterrate per TORRAZZO.
Verso le 11 si arriva alla Chiesa della MADONNINA di SALA BIELLESE dove ci accoglie una bella scritta: “Benvenuti Pellegrini”. Si prosegue verso il RIFUGIO DEGLI ASINELLI e si fa  visita alle tenere bestiole che qui trovano ospitalità.

Dopo la sosta per il PRANZO AL SACCO presso l’area attrezzata nei pressi del Santuario si  riprende la camminata attraverso i boschi, purtroppo tralasciando la prevista visita di SALA BIELLESE, paese della Resistenza e sede “Radio Libertà”, attiva nel periodo bellico.

 

 

24 luglio2016 Camminata da Ivrea a Bollengo con ristoro  alla Festa di Santa Maddalena a Burolo

 

 

31 luglio 2016     Un giro al fresco:  dal Gran S.Bernardo a Etroubles

Partenza per il Colle del Gran San Bernardo con autobus privato. Arrivo al Colle e Inizio camminata sull’antica strada delle Gallie, Sentiero CAI 103, Via Francigena

A Saint Rhemy en Bosses,  sosta per il pranzo al sacco e  proseguimento verso Etroubles  con visita al bellissimo paese. Ritorno a  Ivrea in bus

Durata complessiva camminata: circa 6 ore con percorso impegnativo (in discesa -disl.1200 m)

7 agosto 2016 Il seguito di.. un giro al fresco: Etroubles-Aosta

Non ho potuto partecipare alla camminata precedente, il “giro al fresco dal Gran S. Bernardo a Etroubles”, ma vista la calura di questi giorni non voglio perdermi…. il seguito…, cioè  questa bella escursione da Etroubles ad Aosta!

Siamo un buon numero di soci e ci raduniamo alla Stazione di Ivrea, altri ci raggiungeranno direttamente in Valle d’Aosta.

Raggiunta Aosta in treno, proseguiamo col bus di linea fino a ETROUBLES.  Il tempo è bello, non c’è una nuvola ed è stupendo essere al fresco!

Una breve passeggiata nelle viuzze del paesino, uno dei borghi  più belli d’Italia,  vero museo a cielo aperto con sculture, affreschi, fontanili e belle case con tetti in ”losa”, e ci incamminiamo subito sulla  Via Francigena! Dietro di noi le montagne del Gran San Bernardo ci fanno pensare a quanto fosse difficile e faticoso  il cammino ai tempi di Sigerico!

Imbocchiamo il sentiero: non c’è  l’indicazione  “Via Francigena”, come siamo abituati a vedere, bensì la segnaletica del sentiero n.103.  Alla nostra destra ci accompagna costantemente il “RU NEUF”, un antico canale irriguo che scorre in una  foresta di conifere e che ci  fa apprezzare la bellezza di questo tratto  pianeggiante. Sostiamo nei pressi di una statua dedicata alla Madonna con il bambino.

Proseguiamo  senza difficoltà, ma verso Gignod il percorso si trasforma in una discesa assai ripida.  Dopo l’immancabile foto di gruppo nel “punto panoramico”, eccoci a GIGNOD, raccolto attorno alla chiesa dedicata a sant’Ilario.  Nella bella area attorno alla parrocchiale sostiamo per il pranzo, chi cerca l’ombra, chi il sole.

Oggi ho solo un misero panino e un frutto, ma fa lo stesso, … sicuramente i pellegrini d un tempo non avevano di meglio!!!  Mi reco nella chiesetta attraverso la porticina laterale, all’interno trovo altri pellegrini.  Riprendiamo il cammino verso il fondovalle, passando fra le belle case in pietra abbellite da una fioritura incredibile di gerani. Accanto ad una casetta troviamo un disegno fatto dai bambini con scritto “BENVENUTI PELLEGRINI DELLA VIA FRANCIGENA”!

Ecco il cartello “AOSTA”, ma siamo solo in periferia,  c’è ancora un po’ di cammino e,  finalmente raggiungiamo la nostra meta!

Un grazie a Paolo, a Roberto, a Amedeo e a Luciano per averci accompagnati.

M.VITTORIA

 

28 Agosto  2016

Camminata da Torre Daniele a Pont S.Martin per la Festa  “Il Medioevo sulle orme della Via Francigena”

Giunti in bus fino a Torre Daniele, ci incamminiamo  sulla Via Francigena e raggiungiamo Carema. Con nostra sorpresa siamo  accolti dal Sindaco che ci invita a visitare la chiesa di San Matteo, recentemente restaurata. Risalente al 1649, l’antica chiesa ora è proprietà comunale ma in passato apparteneva alla Confraternita del SS. Sacramento, che si occupava dei riti funebri. Sulla facciata romanica si ritrovano le decorazioni in pietra a goccia rovesciata tipiche del medioevo valdostano.

Si attraversa Carema, ammirando le anche fontane in pietre e con un po’ di fatica saliamo alla Cappella di San Rocco. Prima di intraprendere la ripida discesa, sostiamo davanti alla chiesetta, eretta nel XVII secolo come voto a San Rocco, protettore contro la peste che nel 1630 aveva colpito il paese. Da qui godiamo di una splendida vista sull’imbocco del Canavese.

Ci affrettiamo verso Pont, transitiamo davanti alla Chiesa di Sant’ Erasmo e ci incontriamo in Piazza 1° Maggio con i pellegrini provenienti da “Augusta Pretoria” (Ass. Amis de la Via Francigena Aosta). Qui siamo accolti per la rievocazione della consegna del pane e del sale, a ricordare l’accoglienza riservata ai pellegrini nel medioevo.

Dopo l’apprezzatissimo aperitivo del Viandante offerto dall’ Ass. Commercianti ci accodiamo ai Gruppi Storici per la sfilata, accompagnati dai tamburi dei “Ruset”.

Fa molto caldo e, dopo aver consumato il “Gran piatto del Pellegrino“ cerchiamo un po’ d’ombra, in attesa di partecipare ai giochi medievali  che vedranno in competizione i gruppi storici presenti alla festa.  Ringrazio di avere questo leggero costume da pellegrina, vista la temperatura ed il sole cocente non invidio gli altri figuranti, avvolti dai bellissimi ma sicuramente pesanti abiti e con il copricapo in velluto. Alcuni armigeri hanno persino copricapi in maglia di ferro!!

All’ ombra del ponte (si fa per dire, di ombra ce n’è poca!!!), dirette da Davide e “supervisionate” da un bel Cavaliere,   iniziano le “FRANCIGENIADI”, una sorta di “Olimpiadi medievali”: dovremo quindi sfidare “cavalieri” e “madonne”  in giochi di abilità e destrezza!  Il punteggio è in RELIQUIE, come dice Davide, il bravissimo “conduttore” dei giochi, e la nostra associazione, capitanata da Paolo, si difende molto bene, aggiudicandosi tantissime “reliquie” e classificandosi seconda!!!!

Prima della premiazione ancora una sfilata con il CORTEO STORICO di tutti i gruppi, transitando fra gli applausi del pubblico per le vie e sul bellissimo ponte romano. Sicuramente questo ponte in pietra è stato attraversato in passato da innumerevoli pellegrini, certamente anche da nostro Sigerico!! Ancora oggi è testimone di passaggio di pellegrini moderni: invece di bordone e bisacce usano bastoncini da trekking e abbigliamento tecnologico, ma hanno nel cuore la voglia di camminare e di raggiungere la loro meta!!

M.VITTORIA

  3 settembre 2016     Da AOSTA  a NUS

L’odierna escursione sul tratto AOSTA – NUS è la Terza tappa del percorso italiano verso Roma della Via Francigena di Sigerico .

Giunti in treno ad Aosta ci incamminiamo,  percorrendo le vie centrali della bella cittadina, arriviamo all’arco di Augusto , poi al ponte romano e saliamo nei pressi della Scuola Militare Alpina quindi all’ospedale Beauregard , proseguiamo per Saint Christophe e finalmente dopo Champ- d’Hone ci avviamo su una agevole sterrata che costeggia il ru Prevot che seguiamo sino al suggestivo Convento delle Carmelitane, infine dopo aver attraversato un bosco di castagni raggiungiamo il Castello di Quart a quota 790 mt. per la prevista sosta pranzo.

Verso le 13,30 riprendiamo il cammino su una sterrata agevole tutta a mezza costa molto panoramica , a seguire, alcuni tratti su strade comunali costeggiate da belle case in perfetto stile valdostano con fioriture di gerani bellissime .

Ritroviamo la sterrata lungo il ru de Chetoz che seguiamo sino alla condotta forzata della centrale idroelettrica di Saint Marcel ed infine, ormai in vista dei tetti dell’abitato di Nus, prendiamo un sentiero che dopo un breve tratto pianeggiante scende con ripide svolte direttamente alle prime case del paese; ci impossessiamo di un Bar, dove finalmente possiamo gustare fresche bevande e attendere tranquillamente il momento di recarsi in stazione per riprendere il treno, sul quale saliamo in perfetto orario di programma ,alle 16,50.

Un grazie a tutti i 27 partecipanti e l’invito a ottobre per la quarta tappa Nus – Chatillon

Roberto

 

 

17 settembre 2016  Una camminata sulla Via Francigena Valsusina:  da Claviere (Monginevro) a Giaglione

 

Dopo alcune incertezze legate all’avverso andamento delle condizioni meteo, finalmente il venerdì sera si sciolgono i dubbi: domani si parte per la prevista escursione multifunzione, cioè camminata nelle “Gorge di San Gervasio” , visita al Forte di Exilles e merenda nell’Agriturismo “Crè Seren” a Giaglione. Una full immersion in Val Susa che si prospetta ricca di spunti interessanti.

La già menzionata incertezza meteo (le previsioni sono perfidamente contrarie) e forse il timore di una certa dose di difficoltà nello scendere sul sentiero delle “Gorge” scoraggia molti dei nostri abituali soci camminatori, ma una ventina aderiscono all’iniziativa e si dimostreranno entusiasti della giornata.

Sabato mattina, alle sette, in perfetto orario il nostro amico Efrem col suo potente ed abbondante mezzo (quarantaquattro posti per venti escursionisti) si mette in movimento verso la nostra meta che raggiungiamo puntuali alle nove, in pieno rispetto del programma, grazie anche ad un traffico scorrevole.

Abbandoniamo a malincuore il dolce tepore del pullman ed affrontiamo i pochi gradi di temperatura di Claviere ed il suo leggermente molesto venticello, ascoltando una simpatica relazione di Anna C. sulle vicende della statua della Madonna custodita nella Chiesa del Paese (rigorosamente chiusa, alla faccia del precetto evangelo del “venite nella casa del Signore!”). Durante le vicende belliche la statua si è trovata in mezzo ai contendenti e ne ha ancora i segni, fori di pallottole, su tutto il corpo.

Dalla Chiesa iniziamo a percorrere il sentiero, ottimamente segnalato anche con il logo della Via Francigena (figurina del pellegrino, freccia bianca verso Roma, freccia gialla verso Santiago) che troveremo lungo tutto il percorso. Dopo una ingannevole salitella ed un breve tratto pianeggiante il sentiero si affaccia improvvisamente sulle gole verso il torrente che scorre abbastanza tranquillo sul fondo. Credo che per molti di noi, sia una scoperta emozionante, trovarsi di fronte ad una discesa mozzafiato, di quelle che ti portano il piloro dalla sua normale corretta posizione a stazionare momentaneamente  in mezzo alle tonsille.

Superato l’iniziale “sbaruo” iniziamo a scendere ed in breve ammiriamo sopra di noi la presenza del “Ponte tibetano” (da alcuni orgogliosamente classificato come il più lungo del mondo, da altri  ridimensionato al più lungo d’Europa).

Le macchine fotografiche diventano roventi a  rubare angoli di ripresa, a fissare momenti di discesa. Caterina, il fiore all’occhiello del nostro Direttivo, promette e giura che verrà prestissimo a percorrere il ponte tibetano e qualcuno di noi sicuramente l’accompagnerà!

Qualche goccia di pioggia rompe la monotonia del percorso, (siamo o non siamo degli Indiana Jones?) ma non rompe tanto le scatole! Tutti siamo ammirati  e compresi  nel camminare che non accettiamo provocazioni nemmeno dal tempo.

A malincuore ci rendiamo conto, arrivati al parcheggio dove ci attende il grande Efrem, col suo “Francigena Bus” di aver terminato la prima parte del nostro programma di oggi. Scendiamo a Cesana per una visita turistica, con appendice di shopping per alcune socie.

Si riparte in direzione Exilles, dove le  visite a piccole fattorie di animali e laghetti in vista forte ci permettono di consumare un leggero spuntino (poi ci aspetta una sostanziosa merenda sinoira)  in attesa di dedicarci ad una interessante visita al Forte.

Ammiriamo le possenti mura, l’ampio cortile interno, le varie opere e ci prepariamo a scendere verso Susa per risalire a Giaglione, in piena zona No-Tav, per allietare il corpo, già saziato nello spirito, con le delizie promesse e servite da Serena, la titolare dell’Agriturismo Crè Seren.

Prima la visita alle vigne e poi alle cantine, accompagnati dalle sapienti e gentili spiegazioni di Serena, la meravigliosa gestrice dell’Agriturismo,  preparano occhi e stomaci alla posa a dimora dei manicaretti mirabilmente preparati da mani abili ed amorose. Un lungo silenzio cala sulle tavole, ma non è il silenzio melanconico del triste digiuno: è la meditazione consapevole di chi apprezza il meraviglioso lavoro dell’arte culinaria.

Gli unici rumori sono il tintinnio delle posate e la melodia dei vini versati nei calici: splendido Traminer bianco, Falabrac rosato, Pinot nero rosso e generoso. I nostri soci, trasformati in tanti sommelier assaggiano, gustano, trangugiano, apprezzano e più che le parole l’entusiasmo viene espresso dagli sguardi!

L’apoteosi della serata si raggiunge quando la gentile signora Silvana, mamma di Serena, arriva tra di noi, e ci propone,  con gentilezza e anche con fierezza, le sue grappe!

Non si può rifiutare! Vedo occhi lucidi dalla commozione (e dall’alcol).  In breve sul tavolo si allineano, come tanti soldatini alle manovre, le varie bottiglie con i diversi sapori: la grappa normale, all’arancio, il mirto, alla menta (splendida new entry) e tante altre che non mi ricordo!

Anche i cuori più duri vacillano, gli astemi più incalliti e tristi cedono: Anna B. con la menta e Anna C. con il mirto …..

Ho finito! Non vorrei che il mio resoconto sia troppo idilliaco. Cosa ne pensano i soci che erano con noi?

AMEDEO

 

 

 

24 settembre 2016   Da NUS a CHATILLON

Proseguono le nostre tappe sul percorso italiano della via francigena di Sigerico. Un giorno ogni tanto, così la fatica si sente di meno e le vesciche ai piedi non hanno tempo di spuntare!!! Partiti dal Gran S.Bernardo, dopo aver raggiunto Etroubles, Aosta e Nus,  eccoci pronti per la quarta tappa!

Giunti in treno alla stazione di Nus, ci incontriamo con gli amici valdostani e ci incamminiamo, in salita, fino alla Chiesa Parrocchiale, intitolata a Sant’Ilario. Superiamo un curioso monumento dedicato ai “vigneron”: siamo in terre coltivate ad uve pregiate e proprio in questi giorni i vignaioli stanno vendemmiando. Alcuni, vedendo un bel gruppo di camminatori, ci salutano e, scherzando, ci invitano ad aiutarli!!!

Il cielo è terso e ci godiamo questo bel percorso ricco di salite e discese. Percorriamo senza eccessiva fatica il nostro itinerario, il sentiero 103, attraversando piccole borgate. A  Rovarey ammiriamo l’esterno della piccola Cappella dedicata a Santa Caterina e facciamo provvista di acqua al vicino fontanile. Alla nostra destra, sul fondovalle, scorgiamo l’imponente e fiabesca mole del castello di Fenis.

Siamo ormai in vista della Chiesa di Diemoz. Qui ci attende don Piero, parroco di Verrayes, che ci apre appositamente l’edificio dedicato a San Martino e a Santa Lucia. Il “Don” è un bel personaggio, mi ricorda il parroco della mia prima comunione, molto semplice e ben disposto verso il prossimo. Ci fornisce non solo notizie sulla Chiesa di Diemoz ma anche riferimenti storici legati al territorio. Ci racconta che il toponimo DIEMOZ si riferisce all’epoca romana, in quanto la località si trova al 10° miglio da Augusta Prætoria, sulla strada delle Gallie. Ci invita, per le prossime escursioni, a visitare un’altra bella e più antica chiesa, la cappella di Marseiller, ricca di affreschi di Giacomino da Ivrea, situata nel territorio di Verrayes. Con semplicità. quasi si scusa che la “sua” chiesa non è altrettanto bella! Coglie l’occasione per chiederci di firmare una richiesta di restauro dell’edificio di  Marseiller e numerosi soci aderiscono.

Raggiungiamo Chambave, dove sostiamo per consumare il pranzo al sacco nel piccolo spazio verde di fronte alla famosa enoteca e bar “Crotta di Vegneron”. Alcuni ne approfittano per fare un salto al bar per un caffè o per assaggiare un bicchiere dell’ottimo vino bianco, il “Moscato di Chambave”.  Proseguiamo, attraversando la via principale del paese. Faustino, uno dei nostri soci valdostani, ci fa notare alcune particolarità nelle facciate delle case, finestre a “goccia rovesciata”, decorazioni e altri dettagli.

Proseguiamo, fa un po’ caldo, ma un passo dopo l’altro, borgata dopo l’altra, arriviamo a Chandianaz e al suo interno, seguendo la stradina fra le case in pietra, troviamo affreschi e quadri, qualcuno di  benvenuto ai pellegrini in transito, scritto  in tutte le lingue!.  Infine scorgiamo BARMAZ, un villaggio fantasma,  abbandonato più di 50 anni fa a seguito di una frana. Risaliamo un breve ma ripido sentiero, lasciando a lato le case semidiroccate e pericolanti, d’ora in poi ci aspettano solo più tratti in discesa o pianeggianti. Non molto lontano scorgiamo il castello Gamba e quello di Ussel: la nostra meta, Chatillon, non è lontana!!!

Superate le tubazioni della condotta forzata proveniente dalla centrale di Covalou scendiamo verso Chatillon. Eccoci a valle, statale 26: all’imbocco della strada per Valtournenche  troviamo un rotonda con una  riproduzione in miniatura del Monte Cervino e, prima di attraversare il centro di Chatillon, sul  ponte sul torrente Marmore, possiamo ammirare l’arco ancora esistente del ponte romano che sorreggeva l’antica Strada  delle Gallie.

E’ ora di salutare i nostri amici valdostani e raggiungere la stazione ferroviaria per il ritorno a casa!!! Grazie al direttivo che ci ha accompagnati e….. arrivederci alla prossima escursione!

M.VITTORIA

 

02 ottobre 2016    Da PONT S.M. a SAN GERMANO in compagnia degli Amici della V. Francigena Valdostana  (Tra ponti romani, chiese, caseforti, fiori, vigneti)

Favoriti da una bella giornata di inizio autunno, serena ed assolata ma con quel pizzico di aria frizzante che sa di uve mature, castagne e funghi, i soci della Via Francigena di Sigerico di Ivrea hanno compiuto una splendida escursione sul percorso Pont St Martin – San Germano, alla scoperta (per i nuovi soci e riscoperta per tanti altri) di tutti quei punti notevoli, molti offerti dall’ambiente naturale e tanti offerti dalle opere dell’uomo che nel corso dei secoli ha arricchito l’ambiente.

L’appuntamento, fissato alle 7,30 davanti alla Stazione ferroviaria di Ivrea, ha visto arrivare puntuale la quota canavesana dei 36 partecipanti della nostra Associazione che poi hanno raggiunto Pont St Martin usufruendo in parte del servizio navetta appositamente organizzato dal Direttivo ed in parte affidandosi ai mezzi privati: il tutto sotto l’occhio logisticamente attento del nostro Presidente Paolo.

Sulla piazza sottostante il Ponte Romano di PSM era fissato il punto di incontro con i nostri soci residenti in Valle. Ma vera sorpresa di questa giornata è stata la partecipazione di un numeroso gruppo di escursionisti (ben 24) che fanno parte della giovane Associazione Amici della Via Francigena appena fondata in Valle d’Aosta. Inutile dire che abbiamo fraternizzato (ed anche sorellizzato, vista la presenza di numerose signore) con grande piacere con questi nuovi amici a cui diamo un caloroso benvenuto sui sentieri della via Francigena (e non solo) sicuri che ci aspetta un futuro di serena e piacevole collaborazione!

Un grazie particolare all’amico Ennio Pedrini che ci ha voluto simpaticamente accogliere con gradito buffet di tè caldo e deliziosi biscotti.

Dopo una simpatica introduzione sul programma della giornata di cammino arricchita da notizie storico folcloristiche sul Ponte Romano, sul Diavolo, con i suoi scontri con San Martino, fatta dal nostro Paolo, abbiamo iniziato a camminare. Gli impegni erano tanti ed occorreva rispettare gli appuntamenti presi con i vari personaggi che ci attendevano nei diversi punti importanti lungo il percorso, con il compito di illustrarcene le caratteristiche storiche ed umane. Pertanto il gruppo è partito a passo lesto verso Carema, con brevi soste nei punti notevoli, Chiesa e casa del pedaggio all’inizio del villaggio e poi sosta davanti alla fontana con stemmi araldici. Intanto si passa in mezzo ai vigneti e qualcuno “assaggia”, assolutamente non per golosità ma per dare un sereno giudizio sul punto di maturazione delle varie uve, sul contenuto zuccherino, facendo dotte previsioni sulla vendemmia in corso e sui futuri vini. Le macchine fotografiche sono in piena attività per documentare tutto il cammino e catturare scatti curiosi e preziosi.

Veniamo ricevuti dal Sindaco di Carema che ci accoglie nella chiesetta dei Disciplini di San Matteo, appena restaurata raccontandocene storia e vicende e poi ci trasferiamo al “Gran Masun”, una Casforte, dove veniva amministrata la giustizia, sede di una piccola guarnigione, il cui ricupero architettonico è in corso, con la velocità adeguata ai finanziamenti.

Si prosegue poi tra i vigneti sia di Carema, ed attraversata Torre Daniele, si raggiungono quelli di Cesnola (continuano i piccoli assaggi da degustatori) e poi si sale verso la Pieve di San Lorenzo, a Settimo Vittone, dove si visita il Battistero.

Sosta pranzo sul sagrato della chiesetta attigua e poi via in direzione di Montestrutto per un caffè ristoratore alla Turna ed un goloso gelato alla ottima gelateria poco lontana.

Ultimo appuntamento ai Balmetti di Ivozio, all’ingresso di San Germano, dove una gentile signora, Assessore comunale di Borgofranco, ci ha organizzato la visita a questi curiosi e preziosi locali che da secoli sono la cassaforte di vini locali: la temperatura ambientale resa costante e piacevole dal circolare della corrente d’aria chiamata “ora”  è l’ideale per conservare i vini, ma non solo. I locali sono arricchiti da spazi di intrattenimento dove i proprietari passano al fresco le giornate dell’estate condividendo il piacere dell’ambiente e dei liquidi conservati con amici e parenti. Si racconta che un parroco di tanti anni fa si lamentasse sconsolato con il proprio vescovo: “Alla domenica ho la chiesa vuota perché i miei parrocchiani, invece di venire a Messa, sono tutti nei loro balmetti!” (Benedetto uomo: bastava fare una chiesa in mezzo ai balmetti e qualcuno si ricuperava!)

La gentile signora che ci fa da guida ci dà anche una triste notizia: l’Associazione dei Viticultori che cura la produzione dei vini locali, sembra essere in procinto di sciogliersi a causa dell’età avanzata dei suoi componenti ed alla mancanza di ricambio generazionale. Vedremo di presentare accorate proteste a chi di dovere per scongiurare questa piccola grande tragedia!

La giornata si conclude con grandi saluti, abbracci e promessi di rivederci presto!

AMEDEO

 

 9 Ottobre 2016  Castagnata all’ Ostello Canoa di Ivrea

 

La mattinata piovosa ci scoraggia a preparare la castagnata annuale! Ma i nostri sforzi sono premiati perché al pomeriggio il tempo è clemente e i soci, gli amici e i simpatizzanti intervengono davvero numerosi.

Trascorriamo il pomeriggio in bella compagnia con distribuzione caldarroste, bevande, torte e mercatino…., tutto nel prato antistante l’Ostello Canoa di Ivrea.  Non mi piace tropo usare parole straniere, ma in questo caso devo dire che la “Location” era molto bella!!

Ringrazio i consiglieri e i soci che hanno contribuito a rendere piacevoli queste ore portando torte, dolci e bevande,

Ringrazio chi è stato vicino al fuoco, “spadellando”  una grande quantità di castagne per il piacere di grandi e piccoli!

Un grazie anche al nostro Presidente che si è prodigato nella preparazione del “vin brulè”: visto la giornata autunnale e umida …ha scaldato il cuore di tutti e ha reso  l’atmosfera ancora più festosa!

Ringrazio in modo speciale Lorella e il Direttivo dell’ Ivrea Canoa Club per l’utilizzo dell’area ed estendo il mio grazie anche a Egizia che ci ha intrattenuti con notevoli brani musicali interpretati con grande personalità.

M.VITTORIA

15 ottobre  2016

         Film “I VOLTI DELLA VIA FRANCIGENA

Il film,  distribuito in tutta Italia, è stato proiettato anche a Ivrea (Cinema Politeama),
E’ un film documentario che racconta i luoghi e le persone che popolano un meraviglioso cammino italiano. L’autore, camminando i mille chilometri della Via Francigena Italiana, dal colle del Gran San Bernardo a Roma, ha filmato per sei settimane le realtà incontrate giorno dopo giorno. Ciò che è emerso è un documentario che racconta il territorio e i personaggi che con il cammino hanno stretto un legame viscerale: pellegrini, ospitalieri, traghettatori, volontari, storici e religiosi, una piccola parte di un’umanità multiforme che rende vivo il percorso.

Al termine della proiezione abbiamo avuto il piacere di sentire la testimonianza di un “pellegrino vero”, di passaggio proprio quel giorno nella nostra città. Ecco le parole che la nostra socia e consigliera Lorella ha postato su Facebook:

“Vorrei ringraziare Sergio Martelli un pellegrino di passaggio di nuovo ad Ivrea ( in settembre aveva fatto dal Gran San Bernardo ad Ivrea e aveva finito la tappa da noi e lo scorso weekend e ritornato per fare Ivrea -Vercelli ) per essere stato così disponibile a intervenire sabato scorso dopo la proiezione del documentario ” I Volti della Via Francigena” ,raccontando la sua esperienza di Pellegrino ma anche di Ospitaliere a Ponte d’ Arbia in Toscana….Quando ho saputo che sarebbe passato di qui e tornato in Ostello proprio sabato, insieme all’ Associazione Via Francigena di Sigerico, ci siamo detti chi meglio di lui potrebbe presenziare e intervenire ad una cosa del genere? E’ così l’ho travolto in questa cosa in quattro e quattr’ otto dandogli giusto il tempo di farsi una doccia di precipitarsi al cinema e di unirsi poi al gruppo per una pizza….Grazie Sergio! Buon cammino per le prossime tappe e se ripasserai a trovarci….sarai il benvenuto!”

 

16 ottobre 2016   Da Montestrutto a Nomaglio per la “Sagra della Castagna”

 Ritrovo presso l’area sportiva “La Turna“ a Montestrutto (Settimo Vittone – TO)  per la camminata a Nomaglio. Si sale per la ripida mulattiera che nel Medioevo collegava il Biellese alla Valle d‘Aosta.  Arrivo a Nomaglio per la festa della Castagna, con  visita al Mulino e all’Ecomuseo!

 

18 ottobre  2016   

La classe IV° Scuola elementare Bachelet di Cascinette in gita sulla Via Francigena: Settimo Vittone-Ivrea 

                       

Ecco le parole di

Arianna, Benedetta, Ester, Gaia, Viola, Andrea, Andrea, Dario, Federico, Filippo, Giacomo, Leonardo, Lorenzo,  Martino, Mattia, Mirko, Pietro, Stefano, Imma e Simona:

 

Sulla Via Francigena siamo andati,

con Maria Vittoria e Paolo che ci hanno accompagnati.

            Era una bella giornata soleggiata

            e abbiamo fatto una lunga camminata.

Da Settimo Vittone a piedi siam partiti

e su alla Pieve di San Lorenzo siamo saliti.

            L’antico battistero abbiamo ammirato

            e una credenziale ci hanno timbrato.

Nelle gallerie di kiwi e viti ci siamo inoltrati

e tra gli ulivi siamo sbucati.

            All’antro della strega siamo scampati

            e al castello di Montestrutto siamo arrivati.

Quante storie Paolo ci ha raccontato

e quante cose abbiamo imparato.

            I boschi di castagni abbiamo attraversato

            e su alcuni ricci qualcuno è scivolato.

Dopo una pausa per riposarci,

al balmetto di Gianni per ristorarci!

            Gianni era molto gentile

            e noi abbiamo giocato in cortile.

Seguendo i segnali della Via, Borgofranco abbiam superato

e vasti campi attraversato.

            Dal paese di Montalto Dora,

            su verso il castello, per il nostro pranzo, ed era ora!

Dopo aver mangiato e giocato, di nuovo in marcia,

dal lago Pistono un panoramico scorcio.

            Alle terre ballerine non siamo tornati

            dunque verso Ivrea ci siamo avviati.

Vicino al lago Sirio siamo passati

ed eravamo ormai molto spossati.

            Pochissimi chilometri e siamo giunti

            ad Ivrea tutti contenti.

Anche quelli tra noi più cittadini

han ben camminato, come veri pellegrini.

            In compagnia abbiam percorso la via

            che ricorderemo sempre con tanta allegria

Un grazie di cuore ai nostri accompagnatori

generosi e forti camminatori

 

22 ottobre 2016

Terzo pellegrinaggio diocesano a ricordo del Beato Taddeo McCarty

La nostra associazione, in collaborazione con l’ Ass, . “ AD LIMINA PETRI”  della Diocesi di Ivrea, ha proposto una interessante manifestazione capace di coniugare storia e preghiera.

Lo spunto per l’iniziativa è stato dato dalla presenza ad Ivrea di Monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati esteri del Vaticano. Durante la sua visita, ha voluto partecipare al ricordo di una figura importante per la nostra città: il beato Taddeo McCarty. E’ una bella occasione per riscoprire questo personaggio un po’ misterioso, pellegrino e vescovo irlandese, deceduto il 24 ottobre 1492 proprio a Ivrea nell’ospitale di Sant’Antonio, il “Vigentiuno” , cioè venti posti letto più uno riservato alle partorienti …

 

Ci troviamo di buon mattino e, dopo la preghiera e la benedizione di don Davide Rossetto, ci inerpichiamo fino alla Cappella dei Tre RE.  Con noi c’è anche Lauro che ci fornisce  notizie storiche e artistiche sull’antica chiesetta. Scendiamo al  Monte Stella, il santuario tanto caro agli Eporediesi ed infine eccoci alla Cappella di sant’Antonio. Da Lauro scopriamo che ai tempi di Taddeo sorgeva una antico ospitale. Proprio qui giunse, stanco e malato,  il pellegrino Taddeo trovò la morte proprio mentre percorreva la Via Francigena. Vestito con i poveri abiti, solo dopo il suo decesso se ne scoprì la vera identità. Le sue reliquie sono conservate nel Duomo di Ivrea, meta finale del nostro  pellegrinaggio.

Nell’adiacente Chiesa di San Nicola arriva  Mons. Gallagher e si trattiene volentieri a conversare con il nostro presidente Paolo Facchin e con Michele Actis dell’ass. “Ad Limina Petri”.

Partecipiamo assieme a numerosi fedeli alla messa in Duomo, concelebrata dal Segretario per i Rapporti con gli Stati esteri del Vaticano, da Mons. Cerrato e dal Vescovo emerito Bettazzi. Con noi c’è idealmente anche un altro vescovo, il Beato Taddeo, raffigurato in un antico quadro esposto a fianco dell’altare.

Monsignor Gallagher tiene un’interessante omelia sulla figura di Taddeo, parlando dell’importanza della pace e dell’accoglienza al prossimo, in modo particolare al povero e all’emarginato. Al termine si inaugura la nuova mensa della Caritas, che fornirà pasti caldi ai bisognosi.

M.VITTORIA

 

30 ottobre 2016  “Camminata sulla Via Francigena Canavesana”

            da Ivrea a San Germano

Anche se questo è un tragitto più volte percorso, siamo sempre entusiasti e partecipiamo davvero in tanti!

Ci tiene compagnia un gruppo di amici di Pont Canavese! Eravamo stati con loro a giugno per la nostra escursione a Sparone e questa è una buona occasione per ricambiare, facendo loro scoprire, o riscoprire, questo angolo di Canavese!

La mattinata è fresca e autunnale, ma ci riserva un proseguimento della giornata al tepore di un tiepido  e gradevole sole che dà risalto ai colori degli alberi, accentuando le varie sfumature delle foglie e dei cespugli!

Ci ritroviamo in  Piazza Freguglia per salire insieme al Duomo, la nostra bella Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta. Qui ci attende Lauro per accompagnarci ad ammirare la Cripta e gli affreschi.

Proseguiamo verso Montato per visitare la Cappella di Santa Croce, appositamente aperta per la nostra associazione.

Con  noi questa volta c’è anche un po’ di…. gioventù e ne approfittiamo per  fare “quattro salti” sulle “Terre Ballerine”… Questa attività ludica piace non solo alle ragazzine presenti nel gruppo, ma è gradita anche dagli adulti!!

Da oggi è in vigore l’ora solare e cominciamo ad avere appetito, finalmente arriviamo nell’area attrezzata  ai piedi del Castello di Montalto  e possiamo consumare il nostro pranzo al sacco!

Le sorprese non sono ancora finite: alla  Chiesetta di San Rocco abbiamo modo di ammirare gli stupendi affreschi. Ci vengono descritti dalla signora Luciana che ci porta in un affascinate mondo medievale, ricco di simbologie e misteri!

Riprendiamo il cammino verso San Germano dove i nostri soci Egidio e Maura ci hanno preparato una gustosa degustazione a base di ottimi formaggi!

Grazie a tutti… e…. alla prossima!

M.VITTORIA

 

05 novembre  2016      VERCELLI   ED I SUOI TESORI

(2^ escursione del ciclo “Cercando Arduino tra storia e leggenda)

Ormai si avvicina la stagione fredda, inoltre oggi piove, ma la gita prevede percorsi urbani, intervallati da soste in portici, chiese e saloni medievali… Quindi eccoci in tanti per la proposta della la nostra Associazione: un’interessante passeggiata a VERCELLI per ammirare i suoi tesori.

 

In effetti si pensa a Vercelli come città del riso, mentre con l’aiuto prezioso di Lauro scopriamo una Vercelli ricca di storia e di monumenti notevoli. Non dobbiamo inoltre dimenticare che Vercelli si trova sulla via Francigena e proprio in questo luogo si è fermato Sigerico, annotando la tappa sul suo diario come “VERCEL – Mansio XLIII “.

 

Raggiunta la città con il bus di Efrem, ci dà il benvenuto una pioggerella noiosa, e ci rifugiamo all’ interno del monumentale CHIOSTRO  adiacente alla Basilica di Sant’ADREA dove Lauro ci “impartisce” una bella lezione di arte e storia. Entriamo della CHIESA DI SANT’ANDREA, monumento simbolo della città, con elementi architettonici fra il romanico e il gotico che ne esaltano l’eleganza e l’armonia. Lauro ce la descrive, facendoci notare i vari particolari anche se, purtroppo la facciata è in restauro e non possiamo cogliere appieno la sua bellezza. Antistante la basilica troviamo il SALONE DUGENTESCO (Riccarda è riuscita a farlo aprire appositamente per noi!!). Nel tepore di questo locale, un tempo ricovero del pellegrini e poi rimaneggiato, facciamo una breve sosta per permettere a Lauro di fornirci notizie di storia vercellese. Il suo linguaggio chiaro e facilmente comprensibile tiene vivo l’interesse di tutti noi. Ci racconta di personaggi noti e meno noti, alcuni anche legati alla nostra Ivrea. Rivivono Arduino, Sant’Eusebio, Sant’Andrea, l’abate Tommaso Gallo. . .e pittori famosi quali Spanzotti, Gaudenzio Ferrari, ecc.

 

Transitiamo nei pressi della CHIESA DI SAN MARCO (nei tempi passati utilizzata come mercato coperto, poi spazio espositivo di opere d’arte) e sostiamo nella CHIESA DI SAN BERNARDO con la sua pregevole facciata romanica. Questa chiesa è molto cara ai vercellesi che non di rado vengono a pregare la “MADONNA DEGLI INFERMI”  davanti al tenero affresco della Vergine col Bambino, entrambi incoronati.  Sull’immagine campeggia l’iscrizione “SALUS INFIRMORUM”.

 

Per la sosta del pranzo ci sparpagliamo attorno a piazza Cavour: un bel gruppo segue Paolo alla ricerca di un piatto della tipica “panissa”, altri preferiscono un panino o  un semplice spuntino in uno dei numerosi locali del centro.

 

Proseguiamo ancora, altri tesori d’arte ci attendono. Uno di questi è il DUOMO dedicato al Vescovo S.EUSEBIO, con la sua mole neoclassica che contrasta con il severo e imponente campanile, ciò che rimane dell’antica chiesa precedente.

Questo luogo fu teatro della lotta fra ARDUINO ed il Vescovo Pietro. Il vescovo fu ucciso  nel  997, probabilmente all’interno della cattedrale ed il suo cadavere venne arso. L’oscuro delitto si ritorse  fatalmente contro Arduino, che in seguito fu scomunicato.

Ma tiriamo il fiato, ed entriamo nella bella Chiesa: all’interno della cattedrale ci attendono nuove meraviglie, fra cui  la tomba di Amedeo IX di Savoia,  uno splendido antico crocefisso argentato e la statua della Madonna dello Schiaffo.

La leggenda vuole che un avventuriero, adirato per aver perso al gioco, avesse colpito la statua della Vergine, la quale si sarebbe messa a sanguinare. Da allora il luogo divenne meta di devozione, soprattutto in occasione di epidemie e calamità. In questi tempi in cui ancora tante donne subiscono violenze, mi sembra che questa immagine della Madonna, così offesa, sia un monito ad evitare che ciò non accada più!

 

Passeggiando per le vie, finalmente senza pioggia, ci imbattiamo nella chiesa di San Paolo e ci spingiamo fino alla Chiesa di SAN CRISTOFORO. A mio parere, anche se la chiesa è piccola ed esternamente poco vistosa, è una delle gemme più belle di Vercelli: il suo interno è preziosamente affrescato. Custodisce un ricco patrimonio di opere pittoriche, lo straordinario ciclo di affreschi di Gaudenzio Ferrari.

 

La giornata, tra un tesoro e l’altro (e tra… una goccia e l’altra!!), è trascorsa veloce e non ci resta che tornare al pullman per fare ritorno alle  nostre case!

 

MARIA VITTORIA

 

13 novembre  2016 – Una Camminata fra colori e sfumature autunnali

6° tratto dell’ Anfiteatro Morenico: da Villate a Ponte Preti .

 

La camminata è il seguito delle escursioni precedenti sul percorso dell’ANFITEATRO MORENICO (Andrate, Magnano, Masino, Mazzè, Villate). Infatti, circa un anno fa, al termine della 5^ tappa del nostro percorso, ci eravamo lasciati a Scarmagno (frazione Bessolo) con la promessa di continuare il nostro tragitto. Un po’ per volta, passo dopo passo, concluderemo arrivando a Brosso!!!

 

Ed eccoci qui, pronti per continuare con il 6^ tratto! Siamo in tantissimi, 52 persone hanno aderito all’escursione, anche se la giornata di oggi non prevede visite di monumenti, chiese o quant’altro di particolare. E’ comunque un “full immersion” nella natura. Non rimarremo delusi: la natura in tutte le stagioni ci regala tantissimo, e in autunno ci delizia gli occhi con colori e sfumature incredibili!

 

Sempre con il prezioso supporto di Luciano (io lo chiamo il nostro “Gran Mogol”!!!) e degli altri volontari  dell’Associazione, ci incamminiamo da VILLATE. Il lungo “serpentone umano” si avvia entrando immediatamente nel bosco!!! Incredibile, il nostro vociare è coperto dal fruscio delle foglie che stiamo calpestando.

Ci imbattiamo in alcuni cacciatori di cinghiali…..ci assicurano di stare tranquilli… non corriamo pericoli ! (speriamo in bene!!!)

Prima di entrare nel comune di VIALFRE’ ci viene incontro il nostro socio Giorgio Gambino per illustrarci brevemente il sito dei MASSI ERRATICI, residui delle glaciazioni che hanno interessato questo luogo milioni di anni fa. Giorgio si rammarica che abbiamo poco tempo a disposizione per visitare meglio il sito e ci invita a tornare per una passeggiata “didattica” più completa. Prosegue con noi fino a Vialfrè. Qui troviamo qualche piantagione di ulivi, in effetti da qualche anno in questo territorio ne è stata reintrodotta la coltivazione.

Nel piccolo paese, arroccato sulla cresta della collina, ci fermiamo per una breve pausa. Davanti alla chiesa incontriamo i fedeli che escono dopo la messa e chiacchiero un po’ con alcuni di loro.

Camminiamo ancora, attraversando prati e  boschi, fino a SILVA, dove, seduti su un muretto al sole ci gustiamo il nostro pranzo al sacco….. Caterina ci legge il menù del prossimo “pranzo sociale”….: pregustando queste prelibatezze, oggi mi accontento del mio piccolo panino… vabbè…!

Ancora un tratto di cammino ed eccoci a SAN GIOVANNI DEI BOSCHI e poi alla nostra meta di oggi, PONTE PRETI dove il bus ci attende per il ritorno

Faustino ci informa che in tutto abbiamo percorso circa 17 km…..

 

Alla tappa di oggi seguirà l’ultima tappa (o forse due), da Strambinello a Brosso, e festeggeremo alla grande con un bella merenda sinoira!!!

M.VITTORIA

 

Domenica 27 novembre 2016    PRANZO di FINE ANNO 

Un momento di festa per  tutti i soci presso il Ristorante Albatros  Burolo.

Gustiamo insieme un ricco menù e ci divertiamo in compagnia dell’artista Davide Mindo  con il “Pranzo con Delitto” !

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Via FRANCIGENA di SIGERICO

IVREA

 

 ANNUARIO 2016

 

La gazzetta del pellegrino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Eventi 2016

 

05 marzo     Alla scoperta di Ivrea Medievale e suoi monumenti

12 marzo     Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo (partecipazione)

19 marzo     Una camminata fra Arte e Natura (Maglione-Clivolo-Moncrivello)

10 aprile      Assemblea annuale del Soci

17 aprile      Un breve. . .ripasso sulla Via Francigena (Piverone – Ivrea)

23 aprile      Cenni d’arte e storia verso Pavone (Ivrea – Pavone)

25 aprile      Geraldina Racconta. . . Camminata da Torre Daniele a S.Germano

1 maggio     Via Francigena Valdostana: tratto Verres – Pont St. Martin

6 maggio     Concerto di Musica Rinascimentale

14 maggio    Nel Cuore dell’Anfiteatro Morenico

15 maggio  Collaborazione a manifestazione “Ivrea che Corre”

17 maggio  Accompagnamento T.C.I. – ETROUBLES – AOSTA

18 e 20 mag. Accompagnamento Scuole

21 maggio    V.F. Valdostana: Montjovet (Borgo Vecchio) – ISSOGNE

23-29 mag. Pellegrinaggio a Roma per il Giubileo

2 giugno       Rievocazione Medievale “Camminando nel passato”– Montalto Dora

25 giugno    Cercando Arduino fra storia e leggenda (Pont Canavese – Sparone)

10 luglio      San Savino

17 luglio      Da Croceserra a Sala Biellese  Visita al RIFUGIO DEGLI ASINELLI

24 luglio      Camminata da Ivrea a Bollengo con ristoro alla Festa di Santa                      Maddalena a Burolo

31 luglio      Un giro al fresco:  dal Gran S.Bernardo a Etroubles

7 agosto      Il seguito di.. un giro al fresco:  da Etroubles ad Aosta

28 agosto    Camminata da Torre Daniele a Pont S.Martin-

per la Festa  “Il Medioevo sulle orme della Via Francigena”

3 sett.         Da AOSTA a NUS

17 sett.        Una camminata sulla Via Francigena Valsusina: Claviere- Giaglione

24 sett.        Da NUS a CHATILLON

02 ott.         Da PONT S.M. a SAN GERMANO con gli Amici della V.F. Valdostana

09 ott.         CASTAGNATA  all’Ostello Canoa di Ivrea

15 ott.         Film “I VOLTI DELLA VIA FRANCIGENA

16 ott.         Da Montestrutto a Nomaglio per la “Sagra della Castagna”

22 ott.         Terzo pellegrinaggio diocesano a ricordo del Beato Taddeo McCarty

30 ott.         Camminata sulla Via Francigena Canavesana” (Ivrea – S. Germano)

05 nov.        VERCELLI e i suoi tesori

13 nov.        Una Camminata fra colori e sfumature autunnali – 6° tratto AMI:

da Villate a Ponte Preti (Strambinello)

27 nov.        PRANZO SOCIALE

 

05 marzo 2016   

Alla scoperta di Ivrea Medievale  e suoi monumenti

Finalmente si inizia!!! Con questa interessante passeggiata nel cuore nella vecchia Ivrea riprendono le nostre iniziative. Quindi oggi, nonostante la giornata di pioggia, andiamo alla ricerca delle sorprese che ci riserva l’antica “Yporegia”.

Credevo di conoscere bene il territorio ma, con l’aiuto delle interessanti spiegazioni di Lauro, facciamo un percorso indietro nel tempo per scoprire, o riscoprire, qualcosa in più sulla nostra città. Presi dalla fretta e dalle abitudini di tutti i giorni, spesso non ci accorgiamo delle testimonianze romane e medievali che ci circondano: la bella TORRE di S.STEFANO (che è ciò che resta di un antico monastero benedettino), l’antica casa degli STRIA, la romanica chiesa di S.ULDERICO, ecc. . . . A proposito della casa degli Stria, oggi scopro, grazie all’intervento del l’ing. Morezzi dell’opera pia Moreno, che in questo luogo fu firmata, nel lontano 1391, la “PACE DI IVREA” fra Amedeo VII di Savoia ed i rappresentanti dei TUCHINI, rivoltosi che protestavano per le troppe tasse e vessazioni dei nobili.

Proseguiamo, i racconti di Lauro ci fanno rivivere tanti personaggi importanti, malvagi o santi, nobili o artisti,  sulle cui vite si sono accavallate storie e leggende, come il vescovo WARMONDO ed suo acerrimo nemico, il marchese ARDUINO; san BESSO, pittori come GIACOMINO da Ivrea e tanti altri. .

 

Percorriamo la salita che si inerpica sull’altura dove sorgono il Duomo, il Vescovado ed il Castello le cui “rossi torri”, decantate dal Carducci, sono un po’ l’emblema della città. All’esterno del duomo (sorto su resti di un tempio romano), Lauro ci fa notare la lapide a ricordo del RE ARDUINO.

Visitiamo la bella cripta contenente un antico sarcofago e gli affreschi recentemente restaurati. A questo punto, dopo il freddo e l’umidita,  ci ristoriamo presso la “PIOLA del Generale”.

Si prosegue con la visita guidata al MUSEO GARDA, preceduta da una bella lezione sulla tecnica degli “affreschi” tenuta dal giovane  Alessandro CAPPA, autore del bel libro “Sacri  affreschi medievali in canavese”.

Il nostro tuffo nel passato per oggi è terminato, ma ci manca la visita ad un altro gioiello di Ivrea, il chiostro di San Bernardino. . . . per questo aspettiamo una prossima passeggiata!!!

MARIA VITTORIA

 

12  marzo 2016            Partecipazione della nostra associazione alla

Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo

 

19 marzo  2016    Una camminata fra Arte e Natura

(Maglione-Clivolo-Moncrivello)

Gli ultimi giorni di questo inverno anomalo ci regalano una stupenda giornata di sole! E’ quello che ci vuole per godere al meglio la proposta dalla nostra Associazione: “UNA CAMMINATA FRA ARTE E NATURA”.

Avevamo già fatto tappa a Maglione in una escursione precedente, sbirciando velocemente i numerosi dipinti sui muri delle case. Oggi, con più calma, Silvia (guida turistica abilitata *) ci accompagna per una visita guidata a questo speciale “museo all’aperto” (MACAM (Museo Arte Contemporanea Maglione), nato da un’idea di un maglionese famoso, Maurizio Corgnati. Il regista ha invitato nel corso degli anni artisti importanti ad abbellire il paese dandone lustro e fama. Oggi con l’aiuto e le spiegazioni di Silvia finalmente riesco a capire meglio ciò che questi famosi pittori e scultori hanno voluto rappresentare con le loro opere. Alcune sono un po’ bizzarre, altre più facili da interpretare, qualcuna più gradita, tutte comunque degne di essere ammirate.

Ci incamminiamo verso la chiesetta di S.Michele del Clivolo attraverso una strada campestre che ci permette di ammirare ciò che la natura ogni anno rinnova: prati verdi e alberi in fiore. Molti soci si attardano a scattare fotografie, il rosa dei peschi ha una tonalità delicata e ci ricorda che finalmente la primavera sta arrivando. Veniamo affiancati da un vecchio trattore, guidato da un simpatico signore in tuta da lavoro che si ferma per scambiare due parole, scopriamo così che si tratta del sindaco: è bello trovare persone così “alla mano”!

Silvia ci intrattiene con i racconti della sua terra  e della zona, ci parla di questa zona dedita alla coltivazione di frutta:  albicocche, kiwi e soprattutto pesche (ovviamente quelle di Maglione sono migliori!!!!).

Al Clivolo, anzi al “Civul”, come ha detto il sindaco, oggi c’è festa. La chiesetta romanica, situata fra coltivazioni di frutta e molto cara agli abitanti di Borgo d’Ale è già aperta: si festeggia S.Giuseppe e molta gente è venuta per la messa, alcuni hanno raggiunto l’edificio in bicicletta. Entro, scendendo qualche scalino in mattone: la funzione è quasi alla fine e sottovoce canto con la gente del posto la “Salve Regina”. E’ emozionante la fede genuina di queste persone, molti sono anziani, quasi tutti tenaci contadini che sicuramente hanno speso la loro vita fra questi frutteti. Un vecchietto, magro e arzillo, mi racconta che da bambino veniva a festeggiare al “Civul” con i suoi amichetti e, dopo la messa giocavano e pranzavano tutti insieme sul sagrato.

Tutto il gruppo entra in chiesa, gli affreschi sono molto antichi e visibili solo in parte. Con l’aiuto della nostra guida riusciamo a “leggere” chi sono i personaggi raffigurati!

Torniamo in paese dove troviamo, nell’area dedicata al parco giochi, le sedie che la pro-loco maglionese ha messo a disposizione per il nostro gruppo per il pranzo al sacco.

Proseguiamo fra alberi di actinidie e peschi in fiore, e dopo aver superato due piccoli laghetti siamo a MONCRIVELLO dove la signora Elda, proprietaria del Castello, ci attende per la visita! Dopo una chiacchierata sul prato, coccolati da un tiepido sole, ammiriamo l’interno, rivivendo l’atmosfera medievale di un tempo!!

E’ ora del ritorno…..quindi chiudo con l’augurio di incontrarci alle prossime camminate!

(* Se avete necessità di contattare la guida, Silvia mi ha autorizzata e fornire i suoi contatti, la trovate a questo indirizzo mail silvia.causone@gmail.com )

M.VITTORIA

 

10 aprile 2016      Assemblea annuale del Soci

Assemblea Ordinaria alle ore 17:30, presso i locali del Pluriuso in via Marini 74 a Borgofranco, con il seguente ordine del giorno:

– Saluti e relazione del Consiglio di Amministrazione sulla gestione

– Descrizione bilancio consuntivo al 31 Dicembre 2015

– Approvazione bilancio

– Aggiornamento organico e cariche associative

– Indicazione bilancio preventivo 2016

– Evoluzione nell’organizzazione operativa dell’Associazione

– Indicazione attività 2016

– Osservazioni e commenti dei Soci convenuti

 

… a seguire … Apericena e un po’ di musica e balli in compagnia di Egizia

 

17 aprile 2016      Piverone – Ivrea:

Un breve. . .ripasso sulla Via Francigena

Le previsioni meteo non sono buone, per questo motivo qualche socio ha rinunciato a tenerci compagnia… Peccato, perché tutto sommato non piove, quindi . .. si và!

Oggi percorriamo un tratto di Via Francigena…”contro corrente”, nel senso che la stramaggioranza dei pellegrini cammina verso Roma, noi invece camminiamo in  senso contrario, sulle tracce lasciate da  Sigerico più di mille anni fa, quando tornò a Canterbury!.

Siamo a due passi dal lago di Viverone e saliamo verso il “GESIUN”, suggestiva testimonianza di ciò che resta della Chiesa dell’ XI secolo dedicata a San Pietro. Sono rimaste solo poche mura, qualche traccia d’affresco, ma ricordano la fede di chi ci ha preceduto e sicuramente è uno dei punti più affascinante del tratto canavesano della Via Francigena. Qualche foto e ci incamminiamo verso Piverone, sotto lo sguardo delle mucche della vicina cascina. Prima di entrare in paese incontriamo tre giovani persone che ci vengono incontro: pellegrini per un paio di giorni, percorrono il tratto da Pont S.Martin a Santhià.

PIVERONE è il classico paese sulla Via Francigena, con l’antico ricetto e la  torre-orologio con la porta di accesso ancora ben conservata. Ma la cosa che ci incuriosisce è un monumento davvero strano, per niente antico: non è un personaggio famoso, ma un’enorme gallina che ci osserva impettita dal suo piedestallo…. Così scopriamo che qui, in occasione della festa autunnale della “Castigna”, si corre un singolare palio: la “CURSA DLA GALINA”, la strana corsa delle galline che rappresentano ognuna un rione.

Camminiamo fra vigneti e campi di colza, rettangoli gialli in piena fioritura e ci imbattiamo in un nutrito gruppo di pellegrini: questi non scherzano, sono pellegrini veri, arrivano dalla Germania e, un tratto per anno, arriveranno a Roma. Accettano volentieri di farsi timbrare la credenziale (io viaggio con il timbro della nostra associazione e in questo caso la cosa è stata molto gradita!!)

Poco prima di entrare in PALAZZO facciamo sosta nei pressi della chiesetta di San Genesio. La comunità palazzese venera infatti come santo protettore San Genesio, mimo, attore e martire romano del III secolo. Pare che una parte delle sue reliquie siano giunte in Canavese grazie alla devozione dei pellegrini che percorrevano la via Francigena. Sono custodite nella chiesa del paese e portate in processione nel mese di agosto. Qualche persona del luogo, ormai anziana, porta ancora questo nome.

Attraversando il paese notiamo una via intitolata “Discesa alla Stazione”, la cosa ci incuriosisce, non passano mezzi su rotaia su questo tratto di via Francigena! Indagando  veniamo a sapere che fino al 1933 il comune era  servito dalla tranvia Ivrea-Santhià.

Il tempo ha tenuto fino ad ora, ma giunti alla chiesa romanica di SAN PIETRO E PAOLO di BOLLENGO          qualche gocciolina ci fa temere il peggio. Peccato, la zona sarebbe stato un ottimo luogo per la sosta pranzo, con tanto di tavoli e panche e il suggestivo edificio romanico di sfondo. Decidiamo a malincuore di proseguire, la pioggia fortunatamente non arriva e sostiamo al parco giochi. Oggi ci tengono compagnia due piccoli soci, Simone e Davide. Nonostante la giovanissima età hanno percorso senza fatica il nostro cammino e, giunti al parco hanno ancora tanta energia per giocare!!

Dopo pranzo giungiamo a CASCINETTE e ai margini del paese transitiamo sulle sponde del lago di Campagna, uno specchio d’acqua di origine glaciale. L’area, piacevole per l’aspetto paesaggistico, è un’oasi di verde e di quiete, interessante dal punto di vista naturalistico e geologico.

Abbiamo sfidato il brutto tempo e siamo stati premiati giungendo al termine di questa bella passeggiata senza esserci bagnati…..

quindi…. arrivederci alla prossima camminata!!!

M.VITTORIA

 

 

 

 

 

23 aprile 2016

Cenni d’arte e storia verso Pavone (Ivrea – Pavone)

Dopo la visita  dipinti dello Spanzotti nella chiesa con approfondimenti del nostro socio L. Mattalucci, si inizia la passeggiata verso il sito archeologico della Paraj Auta con il contributo culturale del Sig. Pietro Ramella (Gruppo Archeologico Canavesano).

Arrivo alla Chiesa di S. Grato con romitorio di recente ristrutturazione, degustazione nei caratteristici Ricetti Medievali di Pavone

Breve visita esterna al Castello di Pavone e alle Chiese di S. Rocco e della Madonna del Carmine.

25 aprile     Geraldina Racconta. . .

Camminata da Torre Daniele a S.Germano

Circa un anno fa avevamo conosciuto l’asinella GERALDINA e Claudio, il CANTASTORIE durante una allegra camminata da Cascinette a Bollengo. La nostra associazione ha riproposto una nuova passeggiata con questa “strana coppia”, questa volta sull’incantevole tratto francigeno che va da TORRE DANIELE fino ai BALMETTI di Borgofranco.

Geraldina e Claudio ci attendono nei pressi della chiesa dedicata a San Pietro e all’adiacente campanile: si presentano, e Geraldina, per bocca di Claudio ci parla di sé. La giornata è limpida, però tira un noioso ventaccio che ci costringe ad incamminarci subito… Si attraversa TORRE DANIELE, frazioncina si Settimo Vittone. La strada asfalta diventa presto sterrata, attraversa campi e vigneti fino alla borgata di CESNOLA, Alla nostra destra scorre, tranquilla, la Dora Baltea

Arrivati alla chiesetta di Cesnola, mi colpisce la scritta sul grande ’orologio del campanile. Sono strambinese, e leggo “CORDERA – STRAMBINO”. Il mio pensiero va a Lito Cordera, vecchio orefice/orologiaio che conobbi da bambina!

Saliamo fino al complesso medievale di SETTIMO VITTONE, con la bella Pieve di San Lorenzo ed il battistero.  Paolo ci dà alcuni cenni storici e artistici sul luogo.

E intanto….Geraldina … racconta! e il suo racconto, fatto durante le soste del nostro cammino è davvero interessante! Proseguendo il suo narrare Geraldina ci dice che lei, un tempo, apparteneva alla famiglia di un falegname…un certo Giuseppe, la cui moglie si chiamava Maria e il suo bambino Jesus!

Pian piano ci appassioniamo a questo ”VANGELO  secondo…. l’asina”!!

Per nulla irriverente, molto fedele a ciò che raccontano i Vangeli canonici, ovviamente con simpatici aneddoti, ma con momenti comunque drammatici!! Infatti, nell’antico cimitero situato nei pressi della chiesetta di san Giacomo, Geraldina, sempre con la voce del Cantastorie, narra la Passione di Nostro Signore!! Una “location” migliore non si poteva trovare: nell’antico cimitero sono cresciuti alcuni olivi e torniamo indietro di 2000 anni, proprio  nell’ORTO DEGLI ULIVI dove Giuda tradì il suo Maestro!

In una mescolanza di dialetto piemontese e di italiano Claudio ci fa meditare e sorridere, arriva dritto dritto nell’animo di noi spettatori e ci porta lontano, facendoci capire che “Jesus”, ha davvero cambiato il mondo!!

Si arriva alla “Turna” di Montestutto, finalmente il vento è cessato e possiamo permetterci di pranzare all’aperto! Ci rilassiamo, godendoci lo spettacolo di alcuni bimbi che giocano sul prato, mentre altri si divertono ad arrampicarsi alla Palestra di Roccia.

Anche il nostro gruppo è allietato dalla presenza di parecchi bimbi (finalmente l’età media dei partecipanti alla gita si è abbassata!!!). Ovviamente Geraldina è la protagonista dei loro  interessi: chi le offre una mela, chi una carota, chi ha nulla si accontenta di accarezzarla, è così docile!!

Arrivati ai BALMETTI Claudio dedica ai bimbi una simpatica fiaba popolare, la storia di GianPidocchio e si congeda da noi con la sua asinella!

Si finisce in bellezza, ospiti del proprietario di un balmetto che ci spiega le peculiarità di queste costruzioni adibite alla conservazione dei prodotti agricoli ed in particolare del vino. Sono anche però luogo di ritrovo per far festa con gli amici…. I nomi delle vie sono già un programma, eccone alcuni: Via dell’Allegria, Via dla Ribota. “FARE RIBOTA”, in piemontese “antico” vuol dire ritrovarsi in amicizia per mangiare, bere, ridere e scherzare ….. insomma …. proprio come noi quando ci troviamo insieme agli amici della Via Francigena di Sigerico….!!

M.VITTORIA

 

1 Maggio 2016

Camminata sulla Via Francigena Valdostana:

                     tratto Verres – Pont St. Martin

Piove…governo ladro (si dice così, vero??)… Le previsioni sono orribili, dicono addirittura che arriva ancora un po’ di neve…! Ma è un vero peccato stare a casa e un piccolo gruppo di “temerari” aderisce all’invito dell’Associazione!!

Siamo solo in 15, ma determinati. Arrivati in treno a Verres ci accoglie una leggera pioggia e vediamo le montagne intorno a noi imbiancate (ma è davvero il primo maggio???). Sperando che il tempo migliori, Paolo suggerisce una proposta subito ben accolta: camminiamo fino a Issogne, visitiamo l’antico castello….poi decideremo se proseguire.

Un simpatico “cicerone” dalla voce tonante ci accompagna per la visita alla bella dimora dei conti di Challant, famosi in tutta la Valle d’Aosta. Dopo aver ammirato la “Fontana del Melograno” entriamo nel Castello e scopriamo le belle pareti affrescate, i soffitti a cassettoni lavorati, e soprattutto la storia di questi nobili che hanno lasciato una testimonianza cosi importante. Riviviamo la vita di conti, priori e contessine (simpatica la storia di quella che fuggì con il paggio poco prima del matrimonio!!).

Usciti dal maniero, scopriamo con piacere che il tempo sta migliorando, a dispetto delle previsioni,  e possiamo percorrere l’itinerario previsto dalla locandina!! I bimbi che camminano con noi si divertono a saltellare da una pozzanghera all’altra e, passo dopo passo, giungiamo al vecchio torchio di ARNAD, attraversiamo il borgo fino all’area dove si svolge annualmente la FETHA DOU LAR (festa del lardo). Qui ci sono le “casette” di legno che utilizzano gli espositori  e ne approfittiamo per il nostro frugale pranzo. Dal vicino campo sportivo ci tiene compagnia la tifoseria e il vocio dei bimbi che giocano. Proseguiamo, sotto gli occhi  incuriositi di un gruppo di asinelli, fino a ponte di ECHALLOD e, costeggiando la Dora, fino a HONE. Il primo bar che troviamo viene preso d’assalto, vogliamo tutti  un caffè o qualcosa di caldo, tranne i nostri piccolini che preferiscono un gelato (brrrr!!!).

Attraversato il fiume,  camminiamo sotto la mole possente del FORTE di BARD e percorriamo un tratto dell’antica STRADA DELLE GALLIE passando sotto l’antico arco in pietra. Paolo ci fornisce notizie su questa testimonianza romana e ce ne fa notare i particolari. Un po’ stanchi attraversiamo il “budello” di DONNAZ e finalmente siamo a PONT S.MARTIN!!

Il sole si è finalmente fatto vedere e, davanti ad una nuova “agrigelateria”, anche i “grandi” concordano per un gelato (e i bimbi si concedono in bis!).

Breve passeggiata lungo il LYS e finalmente eccoci alla stazione ferroviaria per il ritorno!!

Anche stavolta abbiamo sfidato le previsioni meteo e…. è andata benissimo!!!

A presto!

M.VITTORIA

 

 

6 maggio 2016     Concerto di Musica Rinascimentale

L’antica chiesa di San Pietro e Paolo di Bollengo ha fatto da cornice al concerto “… cenni di cultura con la Musica Rinascimentale … “

(gruppo musicale L’Ensemble di Flauti Dolci “Ricercar di Flauti”).

Al concerto, riservato ai soci, è seguito un rinfresco nella suggestiva area nei pressi della chiesa.

 

14 maggio 2016    Nel Cuore dell’Anfiteatro Morenico:

da Settimo Rottaro a Masino tra prati, boschi, giochi di luce e panorami

Percorso già collaudato un paio d’anni fa, però in versione “invernale”. Oggi  è tutto diverso, non c’è la suggestione del terreno ghiacciato e della neve, ma siamo immersi nel verde…. come recita la locandina “tra prati, boschi, giochi di luce e panorami!!!

 

Lasciata alla nostra destra l’imponente chiesa di Settimo Rottaro, ci incamminiamo assaporando il tiepido sole…Dopo tanti giorni di pioggia ci godiamo questo cammino, ma prima di tuffarci nella natura facciamo una sosta insolita…. un caffè all’autogrill!! Non mi era mai capitato di entrare in autostrada .. a piedi!!! I nostri amici che hanno esplorato il percorso, sanno che, tramite un cancelletto, si può raggiungere questo bar autostradale (Viverone Nord), così ne approfittiamo!

Costeggiamo la “cascina Garlasca”, vecchia ma ben conservata, è la  testimonianza della vita contadina di un tempo: erano tante le famiglie rottaresi che nei secoli scorsi vi lavoravano e la Garlasca ancora oggi conserva al suo interno una chiesa. C’è ancora un abete piantato in occasione del passaggio di Napoleone proprio in questo territorio.

 

Sostiamo nei pressi di una piccola borgata dove mi incuriosisce un  pannello con una bella poesia di Giulia Avetta, una maestra di Cossano che con la  sua penna ha rievocato il suo mondo: la natura, l’impegno civile, la religiosità e i sentimenti!!

Scorgiamo la possente mole del Castello ed il sottostante borgo di Masino, è una visuale insolita perché di siamo abituati a vedere il monumentale edificio dominare dall’altro lato della collina. Il cammino stimola l’appetito,  non vediamo l’ora di pranzare, ma ci concediamo una piccola deviazione per non perderci la “Pera Cunca”,  misterioso masso scolpito con coppelle, probabilmente, un antico altare utilizzato in passato per riti di religioni pagane.

Dopo un bel percorso nel bosco raggiungiamo in breve l’Azienda Agriviticola “LA CAMPORE”: qui ci offrono una degustazione di prodotti tipici canavesani e valdostani, innaffiati dal vino delle vigne circostanti (….ho gradito in particolare il “passito”). Alessandro, figlio dei proprietari, ci impartisce una breve lezione di viticultura mentre il cane della cascina (si chiama Bacco, nome molto appropriato!!!) scodinzola e gioca con i soci. Una curiosità:  Il nome dell’Azienda deriva da “Campo Reale”, infatti in passato il territorio circostante era coltivato per i prodotti destinati ai nobili

Ultima tappa le Cantine del castello, un vero  tuffo nel passato!! Qui l’azienda “la Campore” fa invecchiare il suo vino, un vero prestigio per un prodotto davvero eccellente!!

E come sempre…..arrivederci alla prossima escursione!!

M.VITTORIA

 

 

 

15 maggio 2016

Collaborazione a manifestazione “Ivrea che Corre”

 

17 maggio 2016

Accompagnamento T.C.I. – ETROUBLES – AOSTA

 

18 e 20 maggio 2016

Accompagnamento Alunni Scuola Elementare “Olivetti” di Ivrea da MONTESTRUTTO  a IVREA

Bella escursione con i bimbi di 2^ e 3^ elementare su un tratto di Via Francigena e con ….divagazione alla Terre Ballerine!!!

 

21 maggio 2016    V.F. Valdostana: Montjovet – ISSOGNE

 

Camminata sulla Via Francigena Valdostana dal Borgo vecchio di Montjovet a Issogne con transito sulla strada romana e visita al magnifico castello appartenuto alla famiglia Challant.

 

23-29 maggio 2016 Pellegrinaggio a Roma per il Giubileo

A piedi da Viterbo a Roma in occasione del Giubileo e incontro con gli amici romani

 

 

 

 

 

 

2 giugno 2016

Rievocazione Medievale “Camminando nel passato”

Camminata da Ivrea in compagnia di Mons.Vescovo Edoardo Cerrato e

da San Germano fino alla Chiesa di San Rocco a Montalto Dora,

con convivio medievale e rievocazione in costume!!

 

 

 

25 giugno   2016    Cercando Arduino fra storia e leggenda                                                    (Pont Canavese – Sparone)

 

 

Oggi percorriamo un tratto di Canavese non lontano da noi, ricco di storia legata comunque alla nostra Ivrea!

Durante la recente passeggiata “Alla scoperta di Ivrea medievale” abbiamo notato una lapide all’ingresso laterale della Cattedrale. La pietra, posta nel 2002,  ricorda i contrasti che contrapposero Arduino al Vescovo Warmondo e sancisce la conciliazione della chiesa con il famoso e discusso marchese.

Come recita la locandina, cercheremo Arduino fra storia e leggenda e oggi “rispolveriamo” questa epica figura vissuta più di 1000 anni fa! Già sul pullman, Lauro ci impartisce una bella lezione di storia: scopriamo la vita del Marchese d’Ivrea, incoronato re d’Italia a Pavia nel 1002, ricordiamo le sue sanguinarie scorribande contro i vescovi di Ivrea e di Vercelli. Rievochiamo la sua resistenza alle truppe imperiali, l’arroccamento a Sparone, nell’Alto Canavese e  i suoi ultimi anni vissuti come un monaco presso l’abazia della Fruttuaria. In seguito le sue spoglie mortali ebbero diverse vicissitudini, spostate da San Benigno ad Agliè ed infine a Masino, dove finalmente riposano!

Insomma, potremo cercare Arduino girovagando in molteplici luoghi…. Per oggi seguiremo le sue tracce nella valle dell’Orco!!

Per entrare nel vivo di questa storia, sul pullman che ci porta verso Pont Canavese, leggiamo la terrificante scomunica che Warmondo lanciò ad Arduino. . . E’ davvero impressionante questa maledizione, diretta al marchese e sui suoi seguaci….!!! Certo che erano altri tempi e all’epoca l’idea della “misericordia” era molto diversa da quella di oggi!!

Il tempo è pessimo e già sul tragitto incontriamo un brutto temporale… (la maledizione di Warmondo, appena letta, avrà mica ancora qualche effetto???).

Arriviamo a Santa Maria di Doblazio, imponente costruzione a mezza costa, in una posizione molto panoramica, e incontriamo Elena dell’ufficio turistico di Pont. Attraverso la Porta Santa del Giubileo, entriamo nell’antica pieve che la leggenda vuole legata ad Arduino. Scopriamo la storia del luogo, di queste montagne, di nobili, di fedeli e di confraternite. Ciò che attira la mia attenzione è la presenza di due altari frontali affiancati, mai visti in una chiesa con una sola navata. Oltre alla chiesa visitiamo il coro, la sacrestia e il sottostante ossario. E’ veramente impressionante la quantità di ossa ammucchiate nella teca di vetro! Tante sono di bimbi e tutto ciò mi fa meditare sulla precarietà della vita …. Elena, dopo le spiegazioni storiche, sdrammatizza, raccontando quando da bambina, prima che fosse eseguito il restauro dell’ossario, veniva a giocare in questo luogo così inquietante!!!

Con una piccola passeggiata giungiamo nel cuore di Pont, dove svetta la bella chiesa di San Costanzo, imponente costruzione in pietra. Da qui si sale ancora, fino alla altrettanto imponente Torre Ferranda, sede del “museo del territorio” e dalla quale si gode di un bel colpo d’occhio sull’abitato di Pont, sulla pianura canavesana e sulla catena alpina che fa da cerchio alle valli Orco e Soana. Si ammira anche la bella torre Tellaria, ricca di leggende! La più inquietante è quella di Madama Rua, ambiguo personaggio che si cibava dei bimbi pontesi, trasformatasi in corvo per non lasciarsi catturare dagli abitanti inferociti.

Interessantissima  è la visita al Museo Etnografico, allestito e gestito con molta cura da volontari che preservano il ricordo della gente pontese e valligiana, ricordandone la storia, gli usi, i costumi e i vecchi mestieri di questo tenace popolo montanaro!

Il programma prevede ora una bella camminata, attraversando  il “punt ch’a biauta” (una sorta di robusto ponte tibetano) ma un nuovo intensissimo temporale ci impedisce di proseguire a piedi! Fortunatamente Efrem, il nostro autista, ci viene prontamente in soccorso e ci porta direttamente a Sparone!!

Devo dire che qui la gente è genuina e cordiale, infatti, pur avendo il pranzo al sacco, siamo ospitati dalla gentile signora del bar che mette a disposizione i tavoli. Beh!! davvero provvidenziale, si pranza al coperto e possiamo integrare il nostro pasto con vino, gelati e torte che sono a disposizione nel locale!!

Con i dovuti scongiuri riusciamo a far migliorare il tempo! Il sole fa capolino e ci concede di salire fino al monte della Motta dove troviamo i ruderi della rocca arduinica e la chiesa di Santa Croce.

Qui Arduino si è rifugiato con i suoi fedelissimi e qui si subì l’assedio delle milizie teutoniche tra il 1004 e il 1005:  non è leggenda, è davvero storia! Ricorda l’evento un’altra lapide posta sul brandello di muro dell’antico “castrum” .

La chiesa, aperta appositamente per noi, è invece ben conservata, nonostante abbia subito l’usura del tempo e episodi di vandalismo. La guida, una simpatica ragazza “autoctona” ci descrive con bravura e vera passione di chi ama la sua terra, le varie vicissitudine e ci illustra gli affreschi e i particolari architettonici!

Tutto interessante, ma oggi… dopo tutta sta’ cultura,  abbiamo anche piacere di camminare un po’ e raggiungiamo la piccola frazione Boetti. Ci accompagna Renzo con il suo nipotino Matteo, e visitiamo una vera “chicca”: una stanza adiacente alla chiesetta della Santa Trinità, cuore della borgata. Una semplice stanza con il pavimento in graniglia, non è antica, è solo …”vecchia”! E’ la vecchia scuola, ancora con i suoi banchi di legno con i buchi per il calamaio, la lavagna, le carte geografiche, vecchi quaderni, libri di lettura e “sussidiari”,  la stufa a legna… Insomma, torno indietro negli anni …. questa è uguale alla scuola della mia infanzia… Bravo Renzo che ne hai cura! Oggi ho visto cose bellissime, pezzi di storia e arte, ma, non me ne voglia Arduino, questa scuola è ciò che mi ha emozionata di più!

E’ stato bello anche incontrare Matteo, questo bimbo mi ricorda il mio nipotino! Matteo ci ha fatto conoscere il suo asinello, i suoi pesciolini, mi ha fatto vedere la chiesetta dove fa il chierichetto. .. La sua innocenza e la sua simpatia mi hanno commossa, è lo specchio della genuinità della cara gente che oggi ci ha tenuto compagnia in questo angolo di Canavese, un po’ nascosto ma tanto affascinante!!!

Alla prossima!!!

MARIA VITTORIA

 

 

 

 

 

 

17 luglio 2016

Da Croceserra a Sala Biellese  – Visita al RIFUGIO DEGLI ASINELLI

Ritrovo nello spiazzo verde dietro il castello di CROCESERRA e inizio camminata tra i boschi della Serra verso la Torre della Bastia. Camminando sulla cresta della collina morenica si gode di un bel colpo d’occhio sui numerosi laghi dell’eporediese! Dopo il masso “basariund” (basso e rotondo) si prosegue su sentieri e belle strade sterrate per TORRAZZO.
Verso le 11 si arriva alla Chiesa della MADONNINA di SALA BIELLESE dove ci accoglie una bella scritta: “Benvenuti Pellegrini”. Si prosegue verso il RIFUGIO DEGLI ASINELLI e si fa  visita alle tenere bestiole che qui trovano ospitalità.

Dopo la sosta per il PRANZO AL SACCO presso l’area attrezzata nei pressi del Santuario si  riprende la camminata attraverso i boschi, purtroppo tralasciando la prevista visita di SALA BIELLESE, paese della Resistenza e sede “Radio Libertà”, attiva nel periodo bellico.

24 luglio2016 Camminata da Ivrea a Bollengo con ristoro                  alla Festa di Santa Maddalena a Burolo

31 luglio 2016

Un giro al fresco:  dal Gran S.Bernardo a Etroubles

Partenza per il Colle del Gran San Bernardo con autobus privato. Arrivo al Colle e Inizio camminata sull’antica strada delle Gallie, Sentiero CAI 103, Via Francigena

A Saint Rhemy en Bosses,  sosta per il pranzo al sacco e  proseguimento verso Etroubles  con visita al bellissimo paese. Ritorno a  Ivrea in bus

Durata complessiva camminata: circa 6 ore con percorso impegnativo (in discesa -disl.1200 m)

7 agosto 2016 Il seguito di.. un giro al fresco: Etroubles-Aosta

Non ho potuto partecipare alla camminata precedente, il “giro al fresco dal Gran S. Bernardo a Etroubles”, ma vista la calura di questi giorni non voglio perdermi…. il seguito…, cioè  questa bella escursione da Etroubles ad Aosta!

Siamo un buon numero di soci e ci raduniamo alla Stazione di Ivrea, altri ci raggiungeranno direttamente in Valle d’Aosta.

Raggiunta Aosta in treno, proseguiamo col bus di linea fino a ETROUBLES.  Il tempo è bello, non c’è una nuvola ed è stupendo essere al fresco!

Una breve passeggiata nelle viuzze del paesino, uno dei borghi  più belli d’Italia,  vero museo a cielo aperto con sculture, affreschi, fontanili e belle case con tetti in ”losa”, e ci incamminiamo subito sulla  Via Francigena! Dietro di noi le montagne del Gran San Bernardo ci fanno pensare a quanto fosse difficile e faticoso  il cammino ai tempi di Sigerico!

Imbocchiamo il sentiero: non c’è  l’indicazione  “Via Francigena”, come siamo abituati a vedere, bensì la segnaletica del sentiero n.103.  Alla nostra destra ci accompagna costantemente il “RU NEUF”, un antico canale irriguo che scorre in una  foresta di conifere e che ci  fa apprezzare la bellezza di questo tratto  pianeggiante. Sostiamo nei pressi di una statua dedicata alla Madonna con il bambino.

Proseguiamo  senza difficoltà, ma verso Gignod il percorso si trasforma in una discesa assai ripida.  Dopo l’immancabile foto di gruppo nel “punto panoramico”, eccoci a GIGNOD, raccolto attorno alla chiesa dedicata a sant’Ilario.  Nella bella area attorno alla parrocchiale sostiamo per il pranzo, chi cerca l’ombra, chi il sole.

Oggi ho solo un misero panino e un frutto, ma fa lo stesso, … sicuramente i pellegrini d un tempo non avevano di meglio!!!  Mi reco nella chiesetta attraverso la porticina laterale, all’interno trovo altri pellegrini.  Riprendiamo il cammino verso il fondovalle, passando fra le belle case in pietra abbellite da una fioritura incredibile di gerani. Accanto ad una casetta troviamo un disegno fatto dai bambini con scritto “BENVENUTI PELLEGRINI DELLA VIA FRANCIGENA”!

Ecco il cartello “AOSTA”, ma siamo solo in periferia,  c’è ancora un po’ di cammino e,  finalmente raggiungiamo la nostra meta!

Un grazie a Paolo, a Roberto, a Amedeo e a Luciano per averci accompagnati.

M.VITTORIA

 

28 Agosto  2016

Camminata da Torre Daniele a Pont S.Martin per la Festa  “Il Medioevo sulle orme della Via Francigena”

Giunti in bus fino a Torre Daniele, ci incamminiamo  sulla Via Francigena e raggiungiamo Carema. Con nostra sorpresa siamo  accolti dal Sindaco che ci invita a visitare la chiesa di San Matteo, recentemente restaurata. Risalente al 1649, l’antica chiesa ora è proprietà comunale ma in passato apparteneva alla Confraternita del SS. Sacramento, che si occupava dei riti funebri. Sulla facciata romanica si ritrovano le decorazioni in pietra a goccia rovesciata tipiche del medioevo valdostano.

Si attraversa Carema, ammirando le anche fontane in pietre e con un po’ di fatica saliamo alla Cappella di San Rocco. Prima di intraprendere la ripida discesa, sostiamo davanti alla chiesetta, eretta nel XVII secolo come voto a San Rocco, protettore contro la peste che nel 1630 aveva colpito il paese. Da qui godiamo di una splendida vista sull’imbocco del Canavese.

Ci affrettiamo verso Pont, transitiamo davanti alla Chiesa di Sant’ Erasmo e ci incontriamo in Piazza 1° Maggio con i pellegrini provenienti da “Augusta Pretoria” (Ass. Amis de la Via Francigena Aosta). Qui siamo accolti per la rievocazione della consegna del pane e del sale, a ricordare l’accoglienza riservata ai pellegrini nel medioevo.

Dopo l’apprezzatissimo aperitivo del Viandante offerto dall’ Ass. Commercianti ci accodiamo ai Gruppi Storici per la sfilata, accompagnati dai tamburi dei “Ruset”.

Fa molto caldo e, dopo aver consumato il “Gran piatto del Pellegrino“ cerchiamo un po’ d’ombra, in attesa di partecipare ai giochi medievali  che vedranno in competizione i gruppi storici presenti alla festa.  Ringrazio di avere questo leggero costume da pellegrina, vista la temperatura ed il sole cocente non invidio gli altri figuranti, avvolti dai bellissimi ma sicuramente pesanti abiti e con il copricapo in velluto. Alcuni armigeri hanno persino copricapi in maglia di ferro!!

All’ ombra del ponte (si fa per dire, di ombra ce n’è poca!!!), dirette da Davide e “supervisionate” da un bel Cavaliere,   iniziano le “FRANCIGENIADI”, una sorta di “Olimpiadi medievali”: dovremo quindi sfidare “cavalieri” e “madonne”  in giochi di abilità e destrezza!  Il punteggio è in RELIQUIE, come dice Davide, il bravissimo “conduttore” dei giochi, e la nostra associazione, capitanata da Paolo, si difende molto bene, aggiudicandosi tantissime “reliquie” e classificandosi seconda!!!!

Prima della premiazione ancora una sfilata con il CORTEO STORICO di tutti i gruppi, transitando fra gli applausi del pubblico per le vie e sul bellissimo ponte romano. Sicuramente questo ponte in pietra è stato attraversato in passato da innumerevoli pellegrini, certamente anche da nostro Sigerico!! Ancora oggi è testimone di passaggio di pellegrini moderni: invece di bordone e bisacce usano bastoncini da trekking e abbigliamento tecnologico, ma hanno nel cuore la voglia di camminare e di raggiungere la loro meta!!

M.VITTORIA

La nostra “sudata” medaglia!!!

 

3 settembre 2016     Da AOSTA  a NUS

L’odierna escursione sul tratto AOSTA – NUS è la Terza tappa del percorso italiano verso Roma della Via Francigena di Sigerico .

Giunti in treno ad Aosta ci incamminiamo,  percorrendo le vie centrali della bella cittadina, arriviamo all’arco di Augusto , poi al ponte romano e saliamo nei pressi della Scuola Militare Alpina quindi all’ospedale Beauregard , proseguiamo per Saint Christophe e finalmente dopo Champ- d’Hone ci avviamo su una agevole sterrata che costeggia il ru Prevot che seguiamo sino al suggestivo Convento delle Carmelitane, infine dopo aver attraversato un bosco di castagni raggiungiamo il Castello di Quart a quota 790 mt. per la prevista sosta pranzo.

Verso le 13,30 riprendiamo il cammino su una sterrata agevole tutta a mezza costa molto panoramica , a seguire, alcuni tratti su strade comunali costeggiate da belle case in perfetto stile valdostano con fioriture di gerani bellissime .

Ritroviamo la sterrata lungo il ru de Chetoz che seguiamo sino alla condotta forzata della centrale idroelettrica di Saint Marcel ed infine, ormai in vista dei tetti dell’abitato di Nus, prendiamo un sentiero che dopo un breve tratto pianeggiante scende con ripide svolte direttamente alle prime case del paese; ci impossessiamo di un Bar, dove finalmente possiamo gustare fresche bevande e attendere tranquillamente il momento di recarsi in stazione per riprendere il treno, sul quale saliamo in perfetto orario di programma ,alle 16,50.

Un grazie a tutti i 27 partecipanti e l’invito a ottobre per la quarta tappa Nus – Chatillon

Roberto

 

 

17 settembre 2016  Una camminata sulla Via Francigena Valsusina:  da Claviere (Monginevro) a Giaglione

 

Dopo alcune incertezze legate all’avverso andamento delle condizioni meteo, finalmente il venerdì sera si sciolgono i dubbi: domani si parte per la prevista escursione multifunzione, cioè camminata nelle “Gorge di San Gervasio” , visita al Forte di Exilles e merenda nell’Agriturismo “Crè Seren” a Giaglione. Una full immersion in Val Susa che si prospetta ricca di spunti interessanti.

La già menzionata incertezza meteo (le previsioni sono perfidamente contrarie) e forse il timore di una certa dose di difficoltà nello scendere sul sentiero delle “Gorge” scoraggia molti dei nostri abituali soci camminatori, ma una ventina aderiscono all’iniziativa e si dimostreranno entusiasti della giornata.

Sabato mattina, alle sette, in perfetto orario il nostro amico Efrem col suo potente ed abbondante mezzo (quarantaquattro posti per venti escursionisti) si mette in movimento verso la nostra meta che raggiungiamo puntuali alle nove, in pieno rispetto del programma, grazie anche ad un traffico scorrevole.

Abbandoniamo a malincuore il dolce tepore del pullman ed affrontiamo i pochi gradi di temperatura di Claviere ed il suo leggermente molesto venticello, ascoltando una simpatica relazione di Anna C. sulle vicende della statua della Madonna custodita nella Chiesa del Paese (rigorosamente chiusa, alla faccia del precetto evangelo del “venite nella casa del Signore!”). Durante le vicende belliche la statua si è trovata in mezzo ai contendenti e ne ha ancora i segni, fori di pallottole, su tutto il corpo.

Dalla Chiesa iniziamo a percorrere il sentiero, ottimamente segnalato anche con il logo della Via Francigena (figurina del pellegrino, freccia bianca verso Roma, freccia gialla verso Santiago) che troveremo lungo tutto il percorso. Dopo una ingannevole salitella ed un breve tratto pianeggiante il sentiero si affaccia improvvisamente sulle gole verso il torrente che scorre abbastanza tranquillo sul fondo. Credo che per molti di noi, sia una scoperta emozionante, trovarsi di fronte ad una discesa mozzafiato, di quelle che ti portano il piloro dalla sua normale corretta posizione a stazionare momentaneamente  in mezzo alle tonsille.

Superato l’iniziale “sbaruo” iniziamo a scendere ed in breve ammiriamo sopra di noi la presenza del “Ponte tibetano” (da alcuni orgogliosamente classificato come il più lungo del mondo, da altri  ridimensionato al più lungo d’Europa).

Le macchine fotografiche diventano roventi a  rubare angoli di ripresa, a fissare momenti di discesa. Caterina, il fiore all’occhiello del nostro Direttivo, promette e giura che verrà prestissimo a percorrere il ponte tibetano e qualcuno di noi sicuramente l’accompagnerà!

Qualche goccia di pioggia rompe la monotonia del percorso, (siamo o non siamo degli Indiana Jones?) ma non rompe tanto le scatole! Tutti siamo ammirati  e compresi  nel camminare che non accettiamo provocazioni nemmeno dal tempo.

A malincuore ci rendiamo conto, arrivati al parcheggio dove ci attende il grande Efrem, col suo “Francigena Bus” di aver terminato la prima parte del nostro programma di oggi. Scendiamo a Cesana per una visita turistica, con appendice di shopping per alcune socie.

Si riparte in direzione Exilles, dove le  visite a piccole fattorie di animali e laghetti in vista forte ci permettono di consumare un leggero spuntino (poi ci aspetta una sostanziosa merenda sinoira)  in attesa di dedicarci ad una interessante visita al Forte.

Ammiriamo le possenti mura, l’ampio cortile interno, le varie opere e ci prepariamo a scendere verso Susa per risalire a Giaglione, in piena zona No-Tav, per allietare il corpo, già saziato nello spirito, con le delizie promesse e servite da Serena, la titolare dell’Agriturismo Crè Seren.

Prima la visita alle vigne e poi alle cantine, accompagnati dalle sapienti e gentili spiegazioni di Serena, la meravigliosa gestrice dell’Agriturismo,  preparano occhi e stomaci alla posa a dimora dei manicaretti mirabilmente preparati da mani abili ed amorose. Un lungo silenzio cala sulle tavole, ma non è il silenzio melanconico del triste digiuno: è la meditazione consapevole di chi apprezza il meraviglioso lavoro dell’arte culinaria.

Gli unici rumori sono il tintinnio delle posate e la melodia dei vini versati nei calici: splendido Traminer bianco, Falabrac rosato, Pinot nero rosso e generoso. I nostri soci, trasformati in tanti sommelier assaggiano, gustano, trangugiano, apprezzano e più che le parole l’entusiasmo viene espresso dagli sguardi!

L’apoteosi della serata si raggiunge quando la gentile signora Silvana, mamma di Serena, arriva tra di noi, e ci propone,  con gentilezza e anche con fierezza, le sue grappe!

Non si può rifiutare! Vedo occhi lucidi dalla commozione (e dall’alcol).  In breve sul tavolo si allineano, come tanti soldatini alle manovre, le varie bottiglie con i diversi sapori: la grappa normale, all’arancio, il mirto, alla menta (splendida new entry) e tante altre che non mi ricordo!

Anche i cuori più duri vacillano, gli astemi più incalliti e tristi cedono: Anna B. con la menta e Anna C. con il mirto …..

Ho finito! Non vorrei che il mio resoconto sia troppo idilliaco. Cosa ne pensano i soci che erano con noi?

AMEDEO

 

 

 

24 settembre 2016   Da NUS a CHATILLON

Proseguono le nostre tappe sul percorso italiano della via francigena di Sigerico. Un giorno ogni tanto, così la fatica si sente di meno e le vesciche ai piedi non hanno tempo di spuntare!!! Partiti dal Gran S.Bernardo, dopo aver raggiunto Etroubles, Aosta e Nus,  eccoci pronti per la quarta tappa!

Giunti in treno alla stazione di Nus, ci incontriamo con gli amici valdostani e ci incamminiamo, in salita, fino alla Chiesa Parrocchiale, intitolata a Sant’Ilario. Superiamo un curioso monumento dedicato ai “vigneron”: siamo in terre coltivate ad uve pregiate e proprio in questi giorni i vignaioli stanno vendemmiando. Alcuni, vedendo un bel gruppo di camminatori, ci salutano e, scherzando, ci invitano ad aiutarli!!!

Il cielo è terso e ci godiamo questo bel percorso ricco di salite e discese. Percorriamo senza eccessiva fatica il nostro itinerario, il sentiero 103, attraversando piccole borgate. A  Rovarey ammiriamo l’esterno della piccola Cappella dedicata a Santa Caterina e facciamo provvista di acqua al vicino fontanile. Alla nostra destra, sul fondovalle, scorgiamo l’imponente e fiabesca mole del castello di Fenis.

Siamo ormai in vista della Chiesa di Diemoz. Qui ci attende don Piero, parroco di Verrayes, che ci apre appositamente l’edificio dedicato a San Martino e a Santa Lucia. Il “Don” è un bel personaggio, mi ricorda il parroco della mia prima comunione, molto semplice e ben disposto verso il prossimo. Ci fornisce non solo notizie sulla Chiesa di Diemoz ma anche riferimenti storici legati al territorio. Ci racconta che il toponimo DIEMOZ si riferisce all’epoca romana, in quanto la località si trova al 10° miglio da Augusta Prætoria, sulla strada delle Gallie. Ci invita, per le prossime escursioni, a visitare un’altra bella e più antica chiesa, la cappella di Marseiller, ricca di affreschi di Giacomino da Ivrea, situata nel territorio di Verrayes. Con semplicità. quasi si scusa che la “sua” chiesa non è altrettanto bella! Coglie l’occasione per chiederci di firmare una richiesta di restauro dell’edificio di  Marseiller e numerosi soci aderiscono.

Raggiungiamo Chambave, dove sostiamo per consumare il pranzo al sacco nel piccolo spazio verde di fronte alla famosa enoteca e bar “Crotta di Vegneron”. Alcuni ne approfittano per fare un salto al bar per un caffè o per assaggiare un bicchiere dell’ottimo vino bianco, il “Moscato di Chambave”.  Proseguiamo, attraversando la via principale del paese. Faustino, uno dei nostri soci valdostani, ci fa notare alcune particolarità nelle facciate delle case, finestre a “goccia rovesciata”, decorazioni e altri dettagli.

Proseguiamo, fa un po’ caldo, ma un passo dopo l’altro, borgata dopo l’altra, arriviamo a Chandianaz e al suo interno, seguendo la stradina fra le case in pietra, troviamo affreschi e quadri, qualcuno di  benvenuto ai pellegrini in transito, scritto  in tutte le lingue!.  Infine scorgiamo BARMAZ, un villaggio fantasma,  abbandonato più di 50 anni fa a seguito di una frana. Risaliamo un breve ma ripido sentiero, lasciando a lato le case semidiroccate e pericolanti, d’ora in poi ci aspettano solo più tratti in discesa o pianeggianti. Non molto lontano scorgiamo il castello Gamba e quello di Ussel: la nostra meta, Chatillon, non è lontana!!!

Superate le tubazioni della condotta forzata proveniente dalla centrale di Covalou scendiamo verso Chatillon. Eccoci a valle, statale 26: all’imbocco della strada per Valtournenche  troviamo un rotonda con una  riproduzione in miniatura del Monte Cervino e, prima di attraversare il centro di Chatillon, sul  ponte sul torrente Marmore, possiamo ammirare l’arco ancora esistente del ponte romano che sorreggeva l’antica Strada  delle Gallie.

E’ ora di salutare i nostri amici valdostani e raggiungere la stazione ferroviaria per il ritorno a casa!!! Grazie al direttivo che ci ha accompagnati e….. arrivederci alla prossima escursione!

M.VITTORIA

 

02 ottobre 2016    Da PONT S.M. a SAN GERMANO in compagnia degli Amici della V. Francigena Valdostana

(Tra ponti romani, chiese, caseforti, fiori, vigneti)

Favoriti da una bella giornata di inizio autunno, serena ed assolata ma con quel pizzico di aria frizzante che sa di uve mature, castagne e funghi, i soci della Via Francigena di Sigerico di Ivrea hanno compiuto una splendida escursione sul percorso Pont St Martin – San Germano, alla scoperta (per i nuovi soci e riscoperta per tanti altri) di tutti quei punti notevoli, molti offerti dall’ambiente naturale e tanti offerti dalle opere dell’uomo che nel corso dei secoli ha arricchito l’ambiente.

L’appuntamento, fissato alle 7,30 davanti alla Stazione ferroviaria di Ivrea, ha visto arrivare puntuale la quota canavesana dei 36 partecipanti della nostra Associazione che poi hanno raggiunto Pont St Martin usufruendo in parte del servizio navetta appositamente organizzato dal Direttivo ed in parte affidandosi ai mezzi privati: il tutto sotto l’occhio logisticamente attento del nostro Presidente Paolo.

Sulla piazza sottostante il Ponte Romano di PSM era fissato il punto di incontro con i nostri soci residenti in Valle. Ma vera sorpresa di questa giornata è stata la partecipazione di un numeroso gruppo di escursionisti (ben 24) che fanno parte della giovane Associazione Amici della Via Francigena appena fondata in Valle d’Aosta. Inutile dire che abbiamo fraternizzato (ed anche sorellizzato, vista la presenza di numerose signore) con grande piacere con questi nuovi amici a cui diamo un caloroso benvenuto sui sentieri della via Francigena (e non solo) sicuri che ci aspetta un futuro di serena e piacevole collaborazione!

Un grazie particolare all’amico Ennio Pedrini che ci ha voluto simpaticamente accogliere con gradito buffet di tè caldo e deliziosi biscotti.

Dopo una simpatica introduzione sul programma della giornata di cammino arricchita da notizie storico folcloristiche sul Ponte Romano, sul Diavolo, con i suoi scontri con San Martino, fatta dal nostro Paolo, abbiamo iniziato a camminare. Gli impegni erano tanti ed occorreva rispettare gli appuntamenti presi con i vari personaggi che ci attendevano nei diversi punti importanti lungo il percorso, con il compito di illustrarcene le caratteristiche storiche ed umane. Pertanto il gruppo è partito a passo lesto verso Carema, con brevi soste nei punti notevoli, Chiesa e casa del pedaggio all’inizio del villaggio e poi sosta davanti alla fontana con stemmi araldici. Intanto si passa in mezzo ai vigneti e qualcuno “assaggia”, assolutamente non per golosità ma per dare un sereno giudizio sul punto di maturazione delle varie uve, sul contenuto zuccherino, facendo dotte previsioni sulla vendemmia in corso e sui futuri vini. Le macchine fotografiche sono in piena attività per documentare tutto il cammino e catturare scatti curiosi e preziosi.

Veniamo ricevuti dal Sindaco di Carema che ci accoglie nella chiesetta dei Disciplini di San Matteo, appena restaurata raccontandocene storia e vicende e poi ci trasferiamo al “Gran Masun”, una Casforte, dove veniva amministrata la giustizia, sede di una piccola guarnigione, il cui ricupero architettonico è in corso, con la velocità adeguata ai finanziamenti.

Si prosegue poi tra i vigneti sia di Carema, ed attraversata Torre Daniele, si raggiungono quelli di Cesnola (continuano i piccoli assaggi da degustatori) e poi si sale verso la Pieve di San Lorenzo, a Settimo Vittone, dove si visita il Battistero.

Sosta pranzo sul sagrato della chiesetta attigua e poi via in direzione di Montestrutto per un caffè ristoratore alla Turna ed un goloso gelato alla ottima gelateria poco lontana.

Ultimo appuntamento ai Balmetti di Ivozio, all’ingresso di San Germano, dove una gentile signora, Assessore comunale di Borgofranco, ci ha organizzato la visita a questi curiosi e preziosi locali che da secoli sono la cassaforte di vini locali: la temperatura ambientale resa costante e piacevole dal circolare della corrente d’aria chiamata “ora”  è l’ideale per conservare i vini, ma non solo. I locali sono arricchiti da spazi di intrattenimento dove i proprietari passano al fresco le giornate dell’estate condividendo il piacere dell’ambiente e dei liquidi conservati con amici e parenti. Si racconta che un parroco di tanti anni fa si lamentasse sconsolato con il proprio vescovo: “Alla domenica ho la chiesa vuota perché i miei parrocchiani, invece di venire a Messa, sono tutti nei loro balmetti!” (Benedetto uomo: bastava fare una chiesa in mezzo ai balmetti e qualcuno si ricuperava!)

La gentile signora che ci fa da guida ci dà anche una triste notizia: l’Associazione dei Viticultori che cura la produzione dei vini locali, sembra essere in procinto di sciogliersi a causa dell’età avanzata dei suoi componenti ed alla mancanza di ricambio generazionale. Vedremo di presentare accorate proteste a chi di dovere per scongiurare questa piccola grande tragedia!

La giornata si conclude con grandi saluti, abbracci e promessi di rivederci presto!

AMEDEO

 

 9 Ottobre 2016  Castagnata all’ Ostello Canoa di Ivrea

 

La mattinata piovosa ci scoraggia a preparare la castagnata annuale! Ma i nostri sforzi sono premiati perché al pomeriggio il tempo è clemente e i soci, gli amici e i simpatizzanti intervengono davvero numerosi.

Trascorriamo il pomeriggio in bella compagnia con distribuzione caldarroste, bevande, torte e mercatino…., tutto nel prato antistante l’Ostello Canoa di Ivrea.  Non mi piace tropo usare parole straniere, ma in questo caso devo dire che la “Location” era molto bella!!

Ringrazio i consiglieri e i soci che hanno contribuito a rendere piacevoli queste ore portando torte, dolci e bevande,

Ringrazio chi è stato vicino al fuoco, “spadellando”  una grande quantità di castagne per il piacere di grandi e piccoli!

Un grazie anche al nostro Presidente che si è prodigato nella preparazione del “vin brulè”: visto la giornata autunnale e umida …ha scaldato il cuore di tutti e ha reso  l’atmosfera ancora più festosa!

Ringrazio in modo speciale Lorella e il Direttivo dell’ Ivrea Canoa Club per l’utilizzo dell’area ed estendo il mio grazie anche a Egizia che ci ha intrattenuti con notevoli brani musicali interpretati con grande personalità.

M.VITTORIA

15 ottobre  2016

Film “I VOLTI DELLA VIA FRANCIGENA

Il film,  distribuito in tutta Italia, è stato proiettato anche a Ivrea (Cinema Politeama),
E’ un film documentario che racconta i luoghi e le persone che popolano un meraviglioso cammino italiano. L’autore, camminando i mille chilometri della Via Francigena Italiana, dal colle del Gran San Bernardo a Roma, ha filmato per sei settimane le realtà incontrate giorno dopo giorno. Ciò che è emerso è un documentario che racconta il territorio e i personaggi che con il cammino hanno stretto un legame viscerale: pellegrini, ospitalieri, traghettatori, volontari, storici e religiosi, una piccola parte di un’umanità multiforme che rende vivo il percorso.

Al termine della proiezione abbiamo avuto il piacere di sentire la testimonianza di un “pellegrino vero”, di passaggio proprio quel giorno nella nostra città. Ecco le parole che la nostra socia e consigliera Lorella ha postato su Facebook:

“Vorrei ringraziare Sergio Martelli un pellegrino di passaggio di nuovo ad Ivrea ( in settembre aveva fatto dal Gran San Bernardo ad Ivrea e aveva finito la tappa da noi e lo scorso weekend e ritornato per fare Ivrea -Vercelli ) per essere stato così disponibile a intervenire sabato scorso dopo la proiezione del documentario ” I Volti della Via Francigena” ,raccontando la sua esperienza di Pellegrino ma anche di Ospitaliere a Ponte d’ Arbia in Toscana….Quando ho saputo che sarebbe passato di qui e tornato in Ostello proprio sabato, insieme all’ Associazione Via Francigena di Sigerico, ci siamo detti chi meglio di lui potrebbe presenziare e intervenire ad una cosa del genere? E’ così l’ho travolto in questa cosa in quattro e quattr’ otto dandogli giusto il tempo di farsi una doccia di precipitarsi al cinema e di unirsi poi al gruppo per una pizza….Grazie Sergio! Buon cammino per le prossime tappe e se ripasserai a trovarci….sarai il benvenuto!”

 

16 ottobre 2016

Da Montestrutto a Nomaglio per la “Sagra della Castagna” Ritrovo presso l’area sportiva “La Turna“ a Montestrutto (Settimo Vittone – TO)  per la camminata a Nomaglio. Si sale per la ripida mulattiera che nel Medioevo collegava il Biellese alla Valle d‘Aosta.  Arrivo a Nomaglio per la festa della Castagna, con  visita al Mulino e all’Ecomuseo!

 

18 ottobre  2016   

La classe IV° Scuola elementare Bachelet di Cascinette in gita sulla Via Francigena: Settimo Vittone-Ivrea 

                       

Ecco le parole di

Arianna, Benedetta, Ester, Gaia, Viola, Andrea, Andrea, Dario, Federico, Filippo, Giacomo, Leonardo, Lorenzo,  Martino, Mattia, Mirko, Pietro, Stefano, Imma e Simona:

 

Sulla Via Francigena siamo andati,

con Maria Vittoria e Paolo che ci hanno accompagnati.

Era una bella giornata soleggiata

e abbiamo fatto una lunga camminata.

Da Settimo Vittone a piedi siam partiti

e su alla Pieve di San Lorenzo siamo saliti.

L’antico battistero abbiamo ammirato

e una credenziale ci hanno timbrato.

Nelle gallerie di kiwi e viti ci siamo inoltrati

e tra gli ulivi siamo sbucati.

All’antro della strega siamo scampati

e al castello di Montestrutto siamo arrivati.

Quante storie Paolo ci ha raccontato

e quante cose abbiamo imparato.

I boschi di castagni abbiamo attraversato

e su alcuni ricci qualcuno è scivolato.

Dopo una pausa per riposarci,

al balmetto di Gianni per ristorarci!

Gianni era molto gentile

e noi abbiamo giocato in cortile.

Seguendo i segnali della Via, Borgofranco abbiam superato

e vasti campi attraversato.

Dal paese di Montalto Dora,

su verso il castello, per il nostro pranzo, ed era ora!

Dopo aver mangiato e giocato, di nuovo in marcia,

dal lago Pistono un panoramico scorcio.

Alle terre ballerine non siamo tornati

dunque verso Ivrea ci siamo avviati.

Vicino al lago Sirio siamo passati

ed eravamo ormai molto spossati.

Pochissimi chilometri e siamo giunti

ad Ivrea tutti contenti.

Anche quelli tra noi più cittadini

han ben camminato, come veri pellegrini.

In compagnia abbiam percorso la via

che ricorderemo sempre con tanta allegria

Un grazie di cuore ai nostri accompagnatori

generosi e forti camminatori

 

 

 

 

 

 

22 ottobre 2016

Terzo pellegrinaggio diocesano a ricordo del Beato Taddeo McCarty

La nostra associazione, in collaborazione con l’ Ass, . “ AD LIMINA PETRI”  della Diocesi di Ivrea, ha proposto una interessante manifestazione capace di coniugare storia e preghiera.

Lo spunto per l’iniziativa è stato dato dalla presenza ad Ivrea di Monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati esteri del Vaticano. Durante la sua visita, ha voluto partecipare al ricordo di una figura importante per la nostra città: il beato Taddeo McCarty. E’ una bella occasione per riscoprire questo personaggio un po’ misterioso, pellegrino e vescovo irlandese, deceduto il 24 ottobre 1492 proprio a Ivrea nell’ospitale di Sant’Antonio, il “Vigentiuno” , cioè venti posti letto più uno riservato alle partorienti …

 

Ci troviamo di buon mattino e, dopo la preghiera e la benedizione di don Davide Rossetto, ci inerpichiamo fino alla Cappella dei Tre RE.  Con noi c’è anche Lauro che ci fornisce  notizie storiche e artistiche sull’antica chiesetta. Scendiamo al  Monte Stella, il santuario tanto caro agli Eporediesi ed infine eccoci alla Cappella di sant’Antonio. Da Lauro scopriamo che ai tempi di Taddeo sorgeva una antico ospitale. Proprio qui giunse, stanco e malato,  il pellegrino Taddeo trovò la morte proprio mentre percorreva la Via Francigena. Vestito con i poveri abiti, solo dopo il suo decesso se ne scoprì la vera identità. Le sue reliquie sono conservate nel Duomo di Ivrea, meta finale del nostro  pellegrinaggio.

Nell’adiacente Chiesa di San Nicola arriva  Mons. Gallagher e si trattiene volentieri a conversare con il nostro presidente Paolo Facchin e con Michele Actis dell’ass. “Ad Limina Petri”.

Partecipiamo assieme a numerosi fedeli alla messa in Duomo, concelebrata dal Segretario per i Rapporti con gli Stati esteri del Vaticano, da Mons. Cerrato e dal Vescovo emerito Bettazzi. Con noi c’è idealmente anche un altro vescovo, il Beato Taddeo, raffigurato in un antico quadro esposto a fianco dell’altare.

Monsignor Gallagher tiene un’interessante omelia sulla figura di Taddeo, parlando dell’importanza della pace e dell’accoglienza al prossimo, in modo particolare al povero e all’emarginato. Al termine si inaugura la nuova mensa della Caritas, che fornirà pasti caldi ai bisognosi.

M.VITTORIA

 

30 ottobre 2016  “Camminata sulla Via Francigena Canavesana”

            da Ivrea a San Germano

Anche se questo è un tragitto più volte percorso, siamo sempre entusiasti e partecipiamo davvero in tanti!

Ci tiene compagnia un gruppo di amici di Pont Canavese! Eravamo stati con loro a giugno per la nostra escursione a Sparone e questa è una buona occasione per ricambiare, facendo loro scoprire, o riscoprire, questo angolo di Canavese!

La mattinata è fresca e autunnale, ma ci riserva un proseguimento della giornata al tepore di un tiepido  e gradevole sole che dà risalto ai colori degli alberi, accentuando le varie sfumature delle foglie e dei cespugli!

Ci ritroviamo in  Piazza Freguglia per salire insieme al Duomo, la nostra bella Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta. Qui ci attende Lauro per accompagnarci ad ammirare la Cripta e gli affreschi.

Proseguiamo verso Montato per visitare la Cappella di Santa Croce, appositamente aperta per la nostra associazione.

Con  noi questa volta c’è anche un po’ di…. gioventù e ne approfittiamo per  fare “quattro salti” sulle “Terre Ballerine”… Questa attività ludica piace non solo alle ragazzine presenti nel gruppo, ma è gradita anche dagli adulti!!

Da oggi è in vigore l’ora solare e cominciamo ad avere appetito, finalmente arriviamo nell’area attrezzata  ai piedi del Castello di Montalto  e possiamo consumare il nostro pranzo al sacco!

Le sorprese non sono ancora finite: alla  Chiesetta di San Rocco abbiamo modo di ammirare gli stupendi affreschi. Ci vengono descritti dalla signora Luciana che ci porta in un affascinate mondo medievale, ricco di simbologie e misteri!

Riprendiamo il cammino verso San Germano dove i nostri soci Egidio e Maura ci hanno preparato una gustosa degustazione a base di ottimi formaggi!

Grazie a tutti… e…. alla prossima!

M.VITTORIA

 

05 novembre  2016      VERCELLI   ED I SUOI TESORI

(2^ escursione del ciclo “Cercando Arduino tra storia e leggenda)

Ormai si avvicina la stagione fredda, inoltre oggi piove, ma la gita prevede percorsi urbani, intervallati da soste in portici, chiese e saloni medievali… Quindi eccoci in tanti per la proposta della la nostra Associazione: un’interessante passeggiata a VERCELLI per ammirare i suoi tesori.

 

In effetti si pensa a Vercelli come città del riso, mentre con l’aiuto prezioso di Lauro scopriamo una Vercelli ricca di storia e di monumenti notevoli. Non dobbiamo inoltre dimenticare che Vercelli si trova sulla via Francigena e proprio in questo luogo si è fermato Sigerico, annotando la tappa sul suo diario come “VERCEL – Mansio XLIII “.

 

Raggiunta la città con il bus di Efrem, ci dà il benvenuto una pioggerella noiosa, e ci rifugiamo all’ interno del monumentale CHIOSTRO  adiacente alla Basilica di Sant’ADREA dove Lauro ci “impartisce” una bella lezione di arte e storia. Entriamo della CHIESA DI SANT’ANDREA, monumento simbolo della città, con elementi architettonici fra il romanico e il gotico che ne esaltano l’eleganza e l’armonia. Lauro ce la descrive, facendoci notare i vari particolari anche se, purtroppo la facciata è in restauro e non possiamo cogliere appieno la sua bellezza. Antistante la basilica troviamo il SALONE DUGENTESCO (Riccarda è riuscita a farlo aprire appositamente per noi!!). Nel tepore di questo locale, un tempo ricovero del pellegrini e poi rimaneggiato, facciamo una breve sosta per permettere a Lauro di fornirci notizie di storia vercellese. Il suo linguaggio chiaro e facilmente comprensibile tiene vivo l’interesse di tutti noi. Ci racconta di personaggi noti e meno noti, alcuni anche legati alla nostra Ivrea. Rivivono Arduino, Sant’Eusebio, Sant’Andrea, l’abate Tommaso Gallo. . .e pittori famosi quali Spanzotti, Gaudenzio Ferrari, ecc.

 

Transitiamo nei pressi della CHIESA DI SAN MARCO (nei tempi passati utilizzata come mercato coperto, poi spazio espositivo di opere d’arte) e sostiamo nella CHIESA DI SAN BERNARDO con la sua pregevole facciata romanica. Questa chiesa è molto cara ai vercellesi che non di rado vengono a pregare la “MADONNA DEGLI INFERMI”  davanti al tenero affresco della Vergine col Bambino, entrambi incoronati.  Sull’immagine campeggia l’iscrizione “SALUS INFIRMORUM”.

 

Per la sosta del pranzo ci sparpagliamo attorno a piazza Cavour: un bel gruppo segue Paolo alla ricerca di un piatto della tipica “panissa”, altri preferiscono un panino o  un semplice spuntino in uno dei numerosi locali del centro.

 

Proseguiamo ancora, altri tesori d’arte ci attendono. Uno di questi è il DUOMO dedicato al Vescovo S.EUSEBIO, con la sua mole neoclassica che contrasta con il severo e imponente campanile, ciò che rimane dell’antica chiesa precedente.

Questo luogo fu teatro della lotta fra ARDUINO ed il Vescovo Pietro. Il vescovo fu ucciso  nel  997, probabilmente all’interno della cattedrale ed il suo cadavere venne arso. L’oscuro delitto si ritorse  fatalmente contro Arduino, che in seguito fu scomunicato.

Ma tiriamo il fiato, ed entriamo nella bella Chiesa: all’interno della cattedrale ci attendono nuove meraviglie, fra cui  la tomba di Amedeo IX di Savoia,  uno splendido antico crocefisso argentato e la statua della Madonna dello Schiaffo.

La leggenda vuole che un avventuriero, adirato per aver perso al gioco, avesse colpito la statua della Vergine, la quale si sarebbe messa a sanguinare. Da allora il luogo divenne meta di devozione, soprattutto in occasione di epidemie e calamità. In questi tempi in cui ancora tante donne subiscono violenze, mi sembra che questa immagine della Madonna, così offesa, sia un monito ad evitare che ciò non accada più!

 

Passeggiando per le vie, finalmente senza pioggia, ci imbattiamo nella chiesa di San Paolo e ci spingiamo fino alla Chiesa di SAN CRISTOFORO. A mio parere, anche se la chiesa è piccola ed esternamente poco vistosa, è una delle gemme più belle di Vercelli: il suo interno è preziosamente affrescato. Custodisce un ricco patrimonio di opere pittoriche, lo straordinario ciclo di affreschi di Gaudenzio Ferrari.

 

La giornata, tra un tesoro e l’altro (e tra… una goccia e l’altra!!), è trascorsa veloce e non ci resta che tornare al pullman per fare ritorno alle  nostre case!

 

MARIA VITTORIA

 

13 novembre  2016

Una Camminata fra colori e sfumature autunnali

6° tratto dell’ Anfiteatro Morenico: da Villate a Ponte Preti .

 

La camminata è il seguito delle escursioni precedenti sul percorso dell’ANFITEATRO MORENICO (Andrate, Magnano, Masino, Mazzè, Villate). Infatti, circa un anno fa, al termine della 5^ tappa del nostro percorso, ci eravamo lasciati a Scarmagno (frazione Bessolo) con la promessa di continuare il nostro tragitto. Un po’ per volta, passo dopo passo, concluderemo arrivando a Brosso!!!

 

Ed eccoci qui, pronti per continuare con il 6^ tratto! Siamo in tantissimi, 52 persone hanno aderito all’escursione, anche se la giornata di oggi non prevede visite di monumenti, chiese o quant’altro di particolare. E’ comunque un “full immersion” nella natura. Non rimarremo delusi: la natura in tutte le stagioni ci regala tantissimo, e in autunno ci delizia gli occhi con colori e sfumature incredibili!

 

Sempre con il prezioso supporto di Luciano (io lo chiamo il nostro “Gran Mogol”!!!) e degli altri volontari  dell’Associazione, ci incamminiamo da VILLATE. Il lungo “serpentone umano” si avvia entrando immediatamente nel bosco!!! Incredibile, il nostro vociare è coperto dal fruscio delle foglie che stiamo calpestando.

Ci imbattiamo in alcuni cacciatori di cinghiali…..ci assicurano di stare tranquilli… non corriamo pericoli ! (speriamo in bene!!!)

Prima di entrare nel comune di VIALFRE’ ci viene incontro il nostro socio Giorgio Gambino per illustrarci brevemente il sito dei MASSI ERRATICI, residui delle glaciazioni che hanno interessato questo luogo milioni di anni fa. Giorgio si rammarica che abbiamo poco tempo a disposizione per visitare meglio il sito e ci invita a tornare per una passeggiata “didattica” più completa. Prosegue con noi fino a Vialfrè. Qui troviamo qualche piantagione di ulivi, in effetti da qualche anno in questo territorio ne è stata reintrodotta la coltivazione.

Nel piccolo paese, arroccato sulla cresta della collina, ci fermiamo per una breve pausa. Davanti alla chiesa incontriamo i fedeli che escono dopo la messa e chiacchiero un po’ con alcuni di loro.

Camminiamo ancora, attraversando prati e  boschi, fino a SILVA, dove, seduti su un muretto al sole ci gustiamo il nostro pranzo al sacco….. Caterina ci legge il menù del prossimo “pranzo sociale”….: pregustando queste prelibatezze, oggi mi accontento del mio piccolo panino… vabbè…!

Ancora un tratto di cammino ed eccoci a SAN GIOVANNI DEI BOSCHI e poi alla nostra meta di oggi, PONTE PRETI dove il bus ci attende per il ritorno

Faustino ci informa che in tutto abbiamo percorso circa 17 km…..

 

Alla tappa di oggi seguirà l’ultima tappa (o forse due), da Strambinello a Brosso, e festeggeremo alla grande con un bella merenda sinoira!!!

M.VITTORIA

 

Domenica 27 novembre 2016    PRANZO di FINE ANNO 

Un momento di festa per  tutti i soci presso il Ristorante Albatros  Burolo.

Gustiamo insieme un ricco menù e ci divertiamo in compagnia dell’artista Davide Mindo  con il “Pranzo con Delitto” !

 

Arrivederci al 2017 con tante nuove iniziative e con

l’ AUGURIO DI AVERE UNA NUOVA BELLA SEDE!!!

Arrivederci al 2017 con tante nuove iniziative e con

l’ AUGURIO DI AVERE UNA NUOVA BELLA SEDE!!!

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