Passeggiata 4° tratto AMI: MASINO – MAZZE’ -11-10-2015


 

Finalmente recuperiamo l’escursione prevista lo scorso giugno e rimandata per le condizioni meteo! Oggi, anche se siamo già in autunno e inizia ad fare più fresco, la giornata si presenta molto gradevole e quindi proseguiamo il  nostro progetto di percorrere a tappe l’Anfiteatro Morenico di Ivrea. Ci eravamo lasciati il 19 aprile scorso a Masino con l’intento di giungere, passo dopo passo, tappa dopo tappa, fino a Brosso.

E siamo nuovamente a MASINO: sotto di noi un mare di nebbia rende il paesaggio ancora più affascinante, ma, come dice un vecchio proverbio piemontese “nebia basa – bel temp a lasa” e la promessa di un bel giorno di sole diventa certezza!

Siamo davvero in tanti, pronti per la 4^ tappa: è la più facile, nessuna salita. Ci aspettano però un ventina di chilometri di percorso, la traccia che lo segnala è bianca e rossa con due piedini neri. Guidati da Luciano lasciamo alla nostra destra il bel parco del Castello e ci incammino subito fra boschi di castagno dove i frutti ormai maturi ci invitano alla raccolta. Stiamo calpestando le terre che il ghiacciaio ha anticamente sagomato con il suo lento movimento, dando origine allo spettacolare Anfiteatro Morenico!

Arrivati a MAGLIONE incontriamo alcuni dei numerosi dipinti che ornano le case. Questo “museo all’aperto” è nato da un’idea di un maglionese famoso, Maurizio Corgnati, che ha invitato nel corso degli anni artisti importanti ad abbellire il paese dandone lustro e fama. Qui incontriamo per caso Silvia, che si occupa dell’AMI e del MACAM (Museo Arte Contemporanea Maglione), siamo fortunati perché accoglie volentieri l’invito a fornirci notizie sul museo e sul folclore locale. Scopriamo così che durante la processione del patrono San Maurizio alcune ragazze, dette MATARILLE, portano un curioso alto copricapo fiorito, scortate da giovani muniti da ALABARDE decorate da nastri e fiori!

Proseguiamo fra coltivazioni di pesche e actinidie, incontriamo un ragazzo con una bella cesta di “famiole”. Dopo aver superato due piccoli laghetti siamo a MONCRIVELLO e nei pressi della chiesa parrocchiale  dedicata a San Eusebio ci fermiamo per il pranzo al sacco, coccolati da un tiepido sole.

Lasciamo il paese incamminandoci per una bella stradina sterrata costeggiata da numerose edicole dedicate ai misteri del Santo Rosario. E’ chiaro che ci stiamo avvicinando ad un luogo religioso, infatti siamo prossimi alla chiesa di MIRALTA, molto cara agli abitanti di Villareggia e di Moncrivello. La chiesa ha un aspetto recente, ha subito molti restauri e trasformazioni, ma in realtà la sua origine risale al X secolo. Questo era un luogo di transito di pellegrini ed esisteva un antico villaggio abbandonato e distrutto durante le varie guerre del canavese.

Il nostro cammino prosegue e, dopo aver percorso un bel sentiero, giungiamo al NAVIGLIO e lo costeggiamo lungamente su una larga strada bianca che divide il naviglio stesso dalla Dora Baltea. In lontananza scorgiamo su un’altura il castello di MAZZE’. La nostra escursione è quasi terminata, eccoci infatti sulla strada asfaltata nei pressi dell’enorme diga sulla Dora dove attendiamo i pulmini per il ritorno.

Siamo sul luogo dove la pianura abbracciata dall’anfiteatro era un tempo un vastissimo lago! Sono molte le leggende che aleggiano in queste zone e che raccontano di esseri fantastici. Ogni paese ha una varianti diverse, ma il  personaggio comune è la regina YPA. Viene immaginata come una bella strega, misteriosa e perversa che si servì dei propri poteri per commettere nefasti e infami crimini. Si racconta che il fantasma di Ypa  nelle notti di luna piena  vaghi ancora lungo le rive nebbiose della Dora!

Tranquilli, è solo una leggenda, ci ritroveremo qui per la prossima tappa!

M.VITTORIA

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