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21-5-2017: ALLA SCOPERTA DEI LAGHI EPOREDIESI


ALLA SCOPERTA DEI LAGHI EPOREDIESI

Escursione del 21 maggio 2017

Tra gli scopi che la nostra Associazione si propone vi è sicuramente primario quello di portare Soci e simpatizzanti a conoscere il nostro territorio. Ovviamente le nostre escursioni privilegiano il camminare sui percorsi della Via Francigena ma non trascuriamo di proporre anche piccole o grandi deviazioni rispetto agli itinerari canonici per permettere appunto quell’esplorare le nostre terre che ci vedono in condizioni normali frettolosi visitatori in automobile, ma che ogni tanto sanno trasformarsi in “buongustai naturalistici” ed andiamo a conoscere, a gustare, piccoli o grandi scampoli di natura che sono sempre lì a pochi passi dal nostro distratto procedere su ruote  e nel nostro avanzare in punta di pedule ci assicurano simpatiche scoperte e piacevoli meraviglie!

Domenica 21 maggio abbiamo organizzato una escursione “Alla scoperta dei Laghi Eporediesi” su di  un percorso facile e stimolante che ci ha portati a percorrere sentieri e stradine, normalmente poco frequentate, per conoscere sia dal punto di vista paesaggistico che naturalistico i tanti laghi, piccoli e grandi, che vi sono attorno alla nostra bella città e che la rendono particolarmente attraente.

Le colline moreniche che si trovano nell’immediato nord ovest della nostra città sono il risultato delle pulsazioni glaciali che hanno caratterizzato la formazione dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea, frutto del lavoro, in milioni di anni, del Ghiacciaio Balteo e che ci ha lasciato  questi capolavori naturali che sono le morene della Serra di Ivrea, che ci divide-collega con il biellese, a sud le morene terminali verso Mazzè, e sull’altro lato le morene laterali della zona Candia – Vialfrè e Brosso.

In questa piacevole  giornata di maggio ci siamo dedicati alla scoperta di alcuni dei laghi di origine glaciale che si sono appunto formati sulle colline moreniche di Ivrea. Tutti li conosciamo: magari sappiamo persino dirne i nomi senza sbagliare troppo! Ma domenica li abbiamo ammirati da vicino, passando sui sentieri ai bordi delle loro rive, imparando di ognuno le particolarità e le caratteristiche.

Per motivi organizzativi siamo partiti dall’area di sosta situata nel Comune di Montalto Dora, a lato della stradina che salendo dal centro del Villaggio porta al Lago Pistono (o lago di Montalto), e che noi conosciamo bene perché è un tratto della Via Francigena, ancora oggi frequentata, e sempre con maggior affluenza, dai pellegrini che sul percorso che inizia a Canterbury porta fino a Roma. Un comodo parcheggio ha ospitato le nostre auto che abbiamo lasciate sole, senza troppi rimpianti, per sobbarcarci, chi più e chi meno, diciotto chilometri, di percorso misto nel verde delle nostre colline.

Saliamo verso Ivrea ed all’altezza della Chiesetta di San Pietro Martire seguiamo un bel sentiero che rapidamente ci porta sulle sponde occidentali del Lago Sirio, il più famoso di quelli che incontreremo nel percorso di oggi. Gli occhi si riempiono di verde e di azzurro: i fiori di maggio nella timida prepotenza dei loro colori ci allietano e gli scorci panoramici si susseguono stupendoci ad ogni passo.

Paolo ci trasmette con tranquilla sicurezza, notizie e curiosità legate ai territori attraversati e tutti lo ascoltano con attenzione, ma in particolare il piccolo Mattia che insieme al fratellino Gabriele ha voluto seguire nonni e genitori in questa camminata di primavera, dimostra un grande interessamento ed entusiasmo.

Una breve sosta ristoratrice al bar del Camping e poi via di nuovo tra sentieri e rocce di origine glaciale verso il Lago di Cascinette, per un’altra entusiasmante scoperta di questo piccolo gioiello.

Proseguiamo verso Chiaverano con un piccolo assaggio di asfalto, camminando rigorosamente in fila indiana e poi ci aadentriamo di nuovo nel bosco sbucando sotto il colle dove sorge il Castello di San Giuseppe, e qui il gruppo si divide in due: i “camosci” guidati da Paolo e Luciano affronteranno un percorso più garibaldino alla ricerca di nuove emozioni mentre il gruppo delle “marmotte” con Tony ed Amedeo si avventura in percorsi più morbidi tra la Bacciana  verso il fantomatico Lago Coniglio con fermata cultural stimolante presso i resti dell’antico acquedotto romano che alimentava Ivrea.

Ricomposto il gruppo all’altezza di Bienca si scende verso il Lago Nero, il “bel tenebroso” dei laghetti eporediesi, la cui fama un po’ sinistra è dovuta al fatto di essere incassato fra le colline moreniche che lo circondano, quasi vogliano nasconderlo alla vista.

Dal Lago Nero Paolo ed i suoi “camosci” raggiungono per aspre vie il “Maggio” zona sopra il castello di Montalto dove i coscritti usano ancora festeggiare questo evento mentre le timide e graziose “marmotte” raggiungono la zona prevista per la “merenda sinoira” alla Monella.

 E la giornata si conclude con allegria e piena soddisfazione di tutti.

AMEDEO DAGNA

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